Due router in contemporanea? Quando sono utili e quando no

Due router si o no? Ecco quando i due dispositivi sono davvero utili e quando diventano invece un potenziale ostacolo.
Router generico Router generico

Aggiungere un secondo router può sembrarto la soluzione più semplice quando il segnale Wi-Fi non arriva bene in tutta casa.

Ti basta mettere un altro dispositivo dall’altra parte dell’abitazione, collegarlo al router principale e avrai una nuova rete wireless a disposizione. In realtà, però, non è tutto così facile. Il problema nasce quando lasci entrambi gli apparecchi in modalità router: ciascuno, infatti, può creare e gestire una propria rete privata.

A livello puramente pratico, nella maggior parte dei casi, due dispositivi che svolgono la funzione di routing non sono utili e, in questo articolo, andremo a vedere perché dovresti fare altre scelte per ottenere una copertura di linea adeguata nella tua abitazione.

Nighthawk

Vuoi che sia il tuo router a gestire la rete? Metti il gateway dell’ISP in modalità bridge

I provider Internet forniscono spesso un dispositivo gateway che riunisce in un unico apparecchio il modem, il collegamento in fibra, le funzioni di router e il Wi-Fi.

Se colleghi a questo dispositivo un router acquistato da te, però, il gateway dell’operatore non smette automaticamente di svolgere il proprio lavoro di routing. Se lasci entrambi gli apparecchi nelle impostazioni predefinite, puoi quindi ritrovarti con una configurazione nota in gergo come double NAT, in cui due dispositivi gestiscono separatamente la traduzione degli indirizzi di rete.

Se vuoi affidare n modo totale la gestione della rete al tuo router o a un sistema mesh, controlla se il gateway fornito dall’ISP permette di attivare la modalità bridge. Quando questa funzione è abilitata, il gateway smette di comportarsi come router e lascia al tuo dispositivo il compito di gestire la rete. In questo modo puoi anche eliminare il problema del double NAT.

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La procedura per attivare il bridge, però, cambia a seconda del provider e del modello di gateway, quindi è meglio non affidarti a istruzioni generiche trovate online ma cercare informazioni specifiche per il tuo caso. Consulta prima la documentazione del tuo operatore, soprattutto perché il passaggio alla modalità bridge potrebbe modificare o disattivare alcune funzioni offerte dal suo dispositivo.

Esiste anche un’alternativa: puoi mantenere il gateway dell’ISP come router principale e configurare il tuo router o sistema mesh in modalità access point. In questo scenario sarà ancora il dispositivo dell’operatore a occuparsi del routing, mentre quello secondario avrà soprattutto il compito di estendere e gestire la connessione Wi-Fi.

Vi è però un rovescio della medaglia da non sottovalutare: alcune funzioni specifiche del tuo router potrebbero non essere più disponibili. Questo limite non è da sottovalutare, soprattutto se hai scelto un router che hai acquistato direttamente proprio perché offre più strumenti e possibilità di configurazione rispetto a quelli forniti di norma dall’ISP. TP-Link, per esempio, segnala che la modalità AP disabilita funzioni come il port forwarding tramite NAT, le VPN, il QoS e alcune opzioni di parental control.

La scelta dipende da quale dispositivo vuoi utilizzare come vero centro di gestione della rete. Se hai acquistato un nuovo router soprattutto per sfruttarne le funzioni avanzate di routing, mettere il gateway dell’ISP in bridge è di norma la soluzione più sensata.

Se invece il gateway dell’operatore ti soddisfa e il tuo unico obiettivo è ottenere una copertura wireless migliore, configurare il dispositivo aggiuntivo come access point rappresenta normalmente l’opzione più semplice. A tal proposito, inoltre, calcola ce esistono comunque anche altri modi per ottenere una copertura Wi-Fi più solida.

Quando ha davvero senso utilizzare due router in contemporanea?

Caratteristiche tecniche WiFi 6

Ci sono situazioni in cui utilizzare insieme due router è perfettamente sensato, ma nella maggior parte dei casi significa che vuoi creare due reti del tutto separate.

Per esempio, se ti piace sperimentare con il networking, potresti usare un secondo router per allestire un piccolo laboratorio domestico, mantenendo dispositivi, servizi e configurazioni di prova isolati dalla rete principale che utilizzi ogni giorno.

Un secondo router può tornarti utile anche quando vuoi testare nuovo hardware di rete o modificare alcune impostazioni senza rischiare di compromettere la connessione utilizzata dal resto della famiglia. Se stai provando un nuovo router, una configurazione VPN particolare o qualcosa di simile, avere una seconda rete indipendente ti permette di fare esperimenti con maggiore libertà, mantenendo comunque una connessione attiva di riserva.

La situazione è molto diversa quando trasformi un vecchio router in un access point oppure lo utilizzi come nodo di una rete mesh. In queste occasioni, il dispositivo aggiuntivo serve solo ad ampliare la rete esistente, mentre il router principale continua a occuparsi della gestione del traffico.

Per la maggior parte di contesti e abitazioni, questa risulta essere una soluzione semplice e all’insegna dell’ordine per migliorare la copertura Wi-Fi senza creare una seconda rete indipendente.

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