Da qualche anno si parla molto di peer to peer, una tecnologia accostata al download di file (non sempre per vie legali). In realtà, si tratta di un qualcosa di molto più profondo e strutturato che un semplice metodo per scaricare contenuti voluminosi dalla rete.

Quando si parla di p2p, ci si riferisce a una sorta di architettura di rete (come il WWW o FTP) estremamente ben congeniata che, si è sposata alla perfezione con il file sharing già a partire dallo storico Napster, il primo programma a utilizzare queste tecnologia su vasta scala.

Peer to peer: da Napster al giorno d’oggi

Napster, che ha visto il suo periodo di gloria a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, consentiva di scaricare ogni sorta di file, attingendo direttamente da una cartella resa disponibile da un altro utente anonimo.

Questo, a sua volta, una volta scaricato diventava disponibile per un altro utente: ciò creava una vera e propria rete di interazioni che poi è alla base del peer to peer.

Il principio del p2p di fatto non è cambiato, anche se le applicazioni si sono notevolmente sviluppate: al giorno d’oggi infatti, questo mezzo viene utilizzato anche nell’ambito degli streaming, per esempio, consentendo agli utenti di poter avere un flusso dati costante e qualitativamente notevole grazie alla “collaborazione” di altri utenti.

Come funziona il peer to peer

Una definizione piuttosto calzante può essere quella di rete complessa per lo scambio di informazioni che non utilizza un server centrale per coordinare le comunicazione.

In questo senso i singoli componenti condividono tra di loro parte delle loro risorse informatiche come RAM o capacità di calcolo della cpu, andando a sopperire a un server centrale.

I vantaggi in tal senso sono enormi: se la rete p2p coinvolge centinaia o migliaia di computer, la potenza di calcolo e di trasmissione sarà infatti pari a quella di un server potentissimo (e teoricamente costosissimo).

Riducendo tutto ai minimi termini, un network peer to peer comprende due computer che scambiano tra di loro dei file tramite cavo usb. Andando ad analizzare il fenomeno in scala maggiore, possiamo prendere in considerazione dei network aziendali che coinvolgono magari una dozzina o una ventina di computer allo stesso modo.

Naturalmente in questo caso i computer saranno collegati tra di loro, senza avere la necessità di un vero e proprio server che faccia da tramite.

Ciascun computer coinvolto nella rete è responsabile del passaggio dei dati tra gli altri computer, divenendo di fatto contemporaneamente sia client che server nel sistema.

Reti strutturate e reti non strutturate

Le reti peer to peer vanno comunque suddivise in due categorie ben distinti: quelle strutturate e quelle non strutturate.

Nel primo caso, si tratta di una rete ordinata che gestisce il flusso di traffico con grande ordine dei nodi. Si tratta di una struttura fissa che dà il meglio di sé con nodi statici e perennemente online. Grazie all’ordine presente, risulta estremamente rapida la ricerca di eventuali file e informazioni.

Di contro, una rete strutturata si presenta più come una sorta di ragnatela. La struttura appare disorganizzata e i collegamenti sono molteplici e quasi casuali. La ricerca dei file, in tal senso, è più difficoltosa: mancando una gerarchia, il tempo necessario per esaminare tutti i nodi è decisamente maggiore.

I vantaggi e gli svantaggi delle reti peer to peer

L’unione fa la forza, questo è il motto che sta alla base della filosofia p2p. D’altronde è vero che, grazie alla sua strutturazione, se un nodo viene a meno la rete può avere un momento di difficoltà ma riesce ben presto a riassestarsi.

Come già sottolineato, la condivisione non solo di file ma anche di risorse, consente delle prestazioni difficilmente raggiungibili da altre tipologie di struttura.

Naturalmente esistono anche degli svantaggi: a partire dai leech (persone che scaricano senza offrire i lori file), sino a eventuali problematiche legate a grandi numeri di connessioni e disconnessioni nel giro di pochi istanti che vanno a minare l’integrità della struttura. A grandi linee però, il p2p appare come un metodo alquanto sicuro e affidabile.