Tastiere cablate o wireless: quali differenze nelle prestazioni?

Tastiere wireless o cablate: la reale differenza tra due filosofie di connettività totalmente diverse tra loro.
Collegare tastiera e mouse su Xbox One S Collegare tastiera e mouse su Xbox One S

In un’era sempre più dominata dalle connessioni senza fili, dove il Bluetooth è presente praticamente su ogni dispositivo (dalle cuffie fino ai controller), potresti chiederti perché le tastiere con cavo USB siano ancora così diffuse.

Eppure, non solo queste continuano a essere vendute, ma esistono anche modelli di fascia alta che rinunciano del tutto alla connettività wireless. Questa scelta riguarda soprattutto le tastiere da gaming, progettate per offrire prestazioni elevate ed evitare uno dei principali limiti delle connessioni senza fili: ovvero la latenza.

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Latenza e non solo: perché le tastiera cablate sono tutt’altro che morte

Il Bluetooth è noto per la sua latenza, ovvero il tempo necessario affinché un segnale raggiunga il dispositivo di destinazione.

Se hai mai ascoltato musica o guardato un video con cuffie o altoparlanti Bluetooth, potresti esserti accorto occasionalmente che l’audio non era sincronizzato alla perfezione, hai già sperimentato questo fenomeno.

Lo stesso problema può riguardare le periferiche di input: un clic del mouse o la pressione di un tasto potrebbero arrivare al computer con qualche millisecondo di ritardo. Nelle attività quotidiane, come scrivere testi o lavorare sui fogli di calcolo, non dovresti accorgertene.

Nei videogiochi competitivi, invece, anche pochi millisecondi possono determinare una vittoria o una sconfitta. Ritardi minimi possono essere problematici anche per i musicisti che utilizzano una tastiera per inserire note in una workstation audio digitale (DAW), dove la precisione temporale è fondamentale.

Se la reattività è una tua priorità assoluta, i modelli cablati rappresentano ancora la soluzione più solida.

Una questione di prestazioni

Quando si parla delle prestazioni di una tastiera, non conta soltanto il tipo di connessione utilizzata. Ci sono diversi fattori che influenzano la rapidità con cui i comandi arrivano al computer.

La velocità di attuazione indica quanto rapidamente un tasto registra la pressione, mentre il debounce serve a evitare che un singolo tocco venga interpretato come più pressioni consecutive. Il polling rate, infine, determina quanto spesso la tastiera comunica al dispositivo collegato gli input ricevuti. Tutti questi elementi contribuiscono alla latenza complessiva.

Oggi, molte keyboard di fascia alta e media hanno già risolto gran parte dei problemi legati a questi aspetti. Alcuni modelli, per esempio, utilizzano switch a effetto Hall, che permettono di personalizzare il punto di attivazione dei tasti, mentre frequenze di polling elevate aiutano a evitare rallentamenti nella trasmissione dei dati.

Il Bluetooth, però, mantiene limiti difficili da superare. Ecco perché numerose tastiere da gaming, ma anche diversi modelli meccanici pensati per altri utilizzi, non offrono affatto questa modalità di connessione.

Se devi scegliere tra una tastiera cablata e una Bluetooth, il collegamento via cavo è dicerto quello più vantaggioso in termini di prestazioni. Lo stesso principio vale per altre periferiche: ascoltare musica con gli AirPods non garantisce la stessa resa di un buon paio di cuffie collegate tramite cavo.

Nel caso delle tastiere Bluetooth, la latenza può essere di appena 8 millisecondi, un valore trascurabile rispetto ai 150-250 millisecondi necessari mediamente a una persona per reagire a uno stimolo. Tuttavia, il ritardo può superare anche i 200 millisecondi, compromettendo l’esperienza di gioco e rendendo alcuni titoli praticamente ingiocabili (soprattutto nel multiplayer online).

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Il Bluetooth ha comunque senso

Perché, allora, continuiamo a usare il Bluetooth? La risposta è semplice: perché la comodità spesso vale più della massima velocità.

Gli auricolari senza fili sono molto pratici quando cammini o prendi il treno, mentre una tastiera Bluetooth è perfetta se devi solo scrivere, dato che difficilmente noterai qualche millisecondo in più. Evitare i cavi, inoltre, ti permette di avere molta più libertà per posizionare o spostare la tastiera.

Anche nel gaming, il Bluetooth non va escluso a priori: nei giochi a turni, GDR e in tutti quei titoli in cui i riflessi fulminei contano meno, può essere una soluzione valida.

Niente cavi ma reattività: c’è un possibile compromesso

La tecnologia a 2,4 GHz rappresenta una sorta di compromesso ideale per collegare tastiere e mouse senza fili. Anche in questo caso, probabilmente l’hai già incontrata: è quella utilizzata da molte periferiche wireless che funzionano attraverso un piccolo ricevitore USB da inserire nel computer.

A differenza del Bluetooth, però, il termine 2,4 GHz non identifica uno standard universale, bensì una porzione dello spettro delle frequenze radio. Ogni produttore può implementare questa tecnologia secondo criteri propri.

Di conseguenza, non puoi per forza utilizzare il ricevitore di una marca con una tastiera di un’altra: per esempio, una periferica Logitech non è in automatico compatibile con il dongle di una Keychron.

Nota bene: anche il Bluetooth sfrutta la banda dei 2,4 GHz, ma si basa su una tecnologia specifica, concessa in licenza ai produttori.

La differenza sta soprattutto nel modo in cui viene gestita la comunicazione. Il Bluetooth deve garantire una connessione stabile con dispositivi molto diversi, dagli auricolari agli hotspot portatili, e privilegia l’affidabilità anche a scapito della velocità. Una connessione proprietaria a 2,4 GHz, invece, può offrire una maggiore larghezza di banda e tempi di risposta decisamente inferiori. La latenza può scendere fino a 1 millisecondo, o addirittura a 0,5, avvicinandosi ai valori tipici di una connessione cablata, compresi tra 0,3 e 1 millisecondo.

Per giocare, quindi, questa soluzione è spesso più che sufficiente: puoi beneficiare della libertà del wireless senza rinunciare a gran parte della reattività di una periferica con cavo.

I punti deboli della tecnologia 2,4 GHz

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Questa non è però la soluzione definitiva, visto che anche tale tecnologia ha dei punti deboli.

Innanzitutto, potresti dover dedicare una porta USB a ogni accessorio, riducendo quelle disponibili per altri dispositivi. Di fatto, un full setup con 2,4 GHz può esaurire le porte disponibili, a patto che tu non abbia a disposizione un hub USB.

Un altro problema è rappresentato dalle interferenze radio. Le porte USB 3.0, spesso riconoscibili dall’inserto blu, possono generare disturbi capaci di provocare disconnessioni temporanee o ritardi. Lo stesso può accadere in luoghi affollati, come aeroporti e bar, dove numerosi dispositivi wireless condividono lo spazio radio.

Anche la posizione del ricevitore conta: ostacoli e distanza possono indebolire il segnale, soprattutto se il dongle è collegato sul retro del computer e non sul lato frontale.

Se vuoi evitare i cavi, vale dunque la pena provare il collegamento a 2,4 GHz. Se cerchi invece la massima affidabilità possibile in qualsiasi situazione, con il buon vecchio cavo vai sul sicuro.

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