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Schermi LTPO: cosa sono e come funzionano

schermi LTPO Ultra Note 20

Cosa sono gli schermi LTPO? Questa particolare tecnologia promette di rivoluzionare il settore mobile nell’immediato futuro e, ben presto, potrebbero facilmente diventare uno standard in grado di sostituire le altre tecnologie oggi maggiormente in voga.

I display ad alta frequenza di aggiornamento sono una delle caratteristiche che distingue i prodotti mobile di alto livello da quelli più economici. Questa soluzione, rispetto agli standard a 60 Hz, vengono spinti fino a 90 o persino 120 Hz, come avviene con Samsung Galaxy S21 e OnePlus 9 Pro. Il risultato di questi valori? Uno scorrimento più fluido e un’esperienza utente senza eguali. Esiste però il rovescio della medaglia.

Avere un display da 120 Hz, infatti, può essere drammatico sotto il punto di vista delle batterie, specialmente se questi lavorano con risoluzioni QHD. La soluzione, in tal senso, può essere la visualizzazione LTPO.

samsung galaxy S21

Dove troviamo i display LTPO

I display LTPO ti consentono di avere sia un’elevata frequenza di aggiornamento che una risoluzione considerevole, senza raggiungere consumi insostenibili per le batterie attualmente sul mercato. Ad aumentare l’entusiasmo tra gli amanti della tecnologia poi, vi è il fatto che questa soluzione sta prendendo molto rapidamente piede.

Un assaggio delle potenzialità degli schermi LTPO si è avuto con il Samsung Galaxy Note 20 Ultra. Attualmente però, questa soluzione può essere trovata in tutti e tre i modelli della gamma Galaxy S21, così come con altri smartphone lanciati sul mercato recentemente.

Questo trend, difficilmente potrà arrestarsi nei prossimi mesi. In molti immaginano già un iPhone 13 capace di adottare questa tecnologia, anche se non è ancora dato sapere come Apple si muoverà in questo ambito. Una speranza concreta, per i fan della mela, arriva da Apple Watch Series 5 e 6. Questi dispositivi infatti, hanno già display LTPO.

Cosa sono e come funzionano i display LTPO

LTPO è l’acronimo di Low Temperature Polycrystalline Oxide, ovvero Ossido Policristallino a Bassa Temperatura. In parole povere, questa soluzione consente a un display di cambiare dinamicamente la sua frequenza di aggiornamento senza che siano necessari componenti hardware aggiuntivi (come un’unità di elaborazione grafica o una scheda video).

Grazie alla possibilità di modificare la frequenza di aggiornamento di un display autonomamente, un dispositivo può passare dall’utilizzo di frequenze di aggiornamento elevate e assetate di energia a frequenze di aggiornamento inferiori. Tutto ciò, come è facile capire, alleggerisce notevolmente lo stress delle batterie.

Il confronto con i classici schermi OLED

Attualmente, molti display OLED nei telefoni utilizzano silicio policristallino a bassa temperatura (LTPS) nella costruzione dei transistor a film sottile (TFT) che formano il backplane di un display. L’utilizzo di LTPS ha consentito ai display OLED degli smartphone di essere più efficienti dal punto di vista energetico, dal 20% al 30% circa, rispetto ai display LCD IPS.

Tuttavia, i pannelli LTPS non consentono frequenze di aggiornamento dinamiche, a meno che non venga utilizzato hardware aggiuntivo, come nel caso di OnePlus 8 Pro e Oppo Find X2 Pro. Questi telefoni possono però variare fra solo due tipi di frequenza: 120 e 60 Hz.

Sebbene gli schermi OLED, rappresentino un passo avanti tecnologico considerevole rispetto agli LCD, non sono dunque paragonabili con le potenzialità dei display LTPO.

apple oled

Samsung Galaxy S21 Ultra e Note 20 Ultra: i pionieri

Galaxy S21 Ultra e Galaxy Note 20 Ultra utilizzano entrambi LTPO per offrire display una regolazione dinamica della frequenza di aggiornamento del display. I pannelli posteriori del display che utilizzano LTPO, d’altra parte, hanno una combinazione di TFT LTPS e transistor realizzati con ossido di zinco e gallio indio (IGZO).

Ciò si traduce in un pannello posteriore del display che utilizza i TFT IGZO per pilotare il display mentre i TFT LTPS si occupano dei circuiti di commutazione. Questa singolare soluzione porta a una visualizzazione complessivamente più efficiente e che può cambiare dinamicamente la sua frequenza di aggiornamento.

Nonostante tutto ciò possa entusiasmare qualunque amante del mondo mobile, va detto che questa soluzione è ancora sperimentale. Come già detto, infatti, iPhone 12 Pro Max non supporta ancora questa soluzione. Anzi, a dirla tutta Apple non ha ancora un telefono in grado di supportare la frequenza di 120 Hz. Poiché Apple possiede i brevetti di LTPO però, è possibile prevedere una rivoluzione in tal senso già sul breve-medio termine, visto che li utilizza già sugli iPad di ultima generazione.

Attualmente Galaxy Note 20 utilizza una particolare soluzione ibrida basata su ossido e silicio policristallino che, combinata con la tecnologia LTPO e con i TFT di ossido, permette un ottimo rapporto tra frequenze di aggiornamento e consumi. Galaxy S21 però, ha visto Samsung spingere ulteriormente sull’acceleratore.

I pannelli LTPO montati su S21 sono in grado di ridurre il consumo energetico dei display OLED del 16%. Potrebbe non sembrare moltissimo ma, vista la batteria già prestante di Galaxy S21, tutto ciò potrebbe portare un prolungamento concreto della longevità della batteria.

OnePlus 9 Pro e la tecnologia LTPO

OnePlus 9 Pro è uno degli ultimi telefoni ad offrire la tecnologia LTPO sul display.

Questo prodotto infatti sembra aver trovato il giusto equilibrio tra un display ad aggiornamento rapido, che si regola autonomamente, e una buona durata della batteria. Alla prova pratica infatti, i consumi di questo dispositivo sembrano contenuti e ben sopra la media del settore.


Fonte tomsguide.com

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