Hai appena acquistato un nuovo smartphone Android? Molto probabilmente stai testando qualche nuova applicazione, installandola sul dispositivo.
Così facendo, nel giro di pochi giorni, potresti ritrovarti con un dispositivo a dir poco appesantito. Con un catalogo che si avvicina ormai a 4 milioni di applicazioni, il Google Play Store ti mette a disposizione una quantità enorme di programmi tra cui scegliere.
Se non fai attenzione, potresti ritrovarti con una serie di app poco utili ma il cui utilizzo, anche in background, ha un enorme impatto sull’autonomia del telefono.


Indice dei contenuti
Cosa influenza maggiormente l’autonomia del tuo telefono?
Quando confronti tra loro due smartphone utilizzati in modo simile puoi trovare differenze interessanti nella gestione dei consumi. Un telefono può avere una batteria ancora in buone condizioni senza necessariamente offrire prestazioni migliori rispetto a un altro smartphone datato. E non è detto che la differenza dipenda dalle impostazioni di ottimizzazione.
Puoi utilizzare il tuo smartphone normalmente, senza modificare in modo sostanziali le impostazioni della batteria, e ottenere comunque risultati diversi a seconda delle applicazioni che hai installato e di ciò che queste fanno quando non le stai utilizzando.
Il primo passo per migliorare le performance è disinstallare tutto ciò che è superfluo. Più app sul telefono si traducono in più software che, potenzialmente, ha necessità di sincronizzarsi, aggiornarsi, inviare notifiche o svolgere attività in background.
In questo senso puoi limitare l’attività “dietro le quinte” del dispositivo , ridurre le autorizzazioni non necessarie, cancellare i dati delle app che usi raramente o svolgere attività simili.
A tal proposito, considera che proprio il lavoro in background rappresenta un limite significativo per l’autonomia degli odierni smartphone. Agendo su singole app, sommando le stesse tra loro, puoi di fatto arrivare a risparmiare anche un paio di ore di batteria per ricarica.


Quali sono i “nemici nascosti” della tua batteria
Uno dei principali responsabili del consumo della batteria è senza dubbio l’utilizzo del GPS.
Le app che sfruttano i servizi di localizzazione in background possono utilizzare il chip GPS integrato nello smartphone oppure il Wi-Fi per determinare la tua posizione geografica anche quando non stai utilizzando in modo attivo l’app. La frequenza con cui avvengono questi controlli varia a seconda dell’app e, a seconda del caso, può avere un livello di influenza enorme sulla batteria.
Per alcune applicazioni, però, si tratta di una funzione indispensabile. È il caso, ad esempio, dei servizi che utilizzano le Map API per offrire alcune delle loro funzioni principali (servizi come DoorDash, Airbnb o Pokémon Go).
La localizzazione in background, tuttavia, non viene utilizzata soltanto per garantire il corretto funzionamento di determinate funzioni. Qualsiasi app interessata a raccogliere informazioni sul tuo conto potrebbe aver bisogno di accedere alla tua posizione. Questo rende particolarmente importanti le app dei social network, che tendono a raccogliere una quantità elevata di dati, sia per fornirti contenuti e post riguardanti il tuo territorio, sia per questioni pubblicitarie.
Potresti pensare che una soluzione semplice sia attivare la modalità aereo quando non stai utilizzando il telefono, così da interrompere ogni forma di localizzazione. In realtà, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, questa funzione non disattiva per forzai servizi di localizzazione in background, perché non spegne il ricevitore GPS del tuo smartphone. Di fatto, il dispositivo può continuare a elaborare localmente i dati relativi alla tua posizione anche quando è in modalità aereo, utilizzando i segnali provenienti dai satelliti.
Per avere un controllo reale sulla situazione, dovresti intervenire in modo diretto sui permessi concessi alle app e lasciare che sia il sistema operativo a gestire la localizzazione. Puoi farlo in modo granulare, agendo tramite le impostazioni dedicate alla gestione delle applicazioni oppure utilizzare la dashboard della privacy.
Quest’ultima soluzione è molto utile perché ti permette di controllare in un unico posto i permessi concessi alle varie app e di individuare con maggiore facilità eventuali comportamenti sospetti.
Come disattivare l’accesso alla posizione in background
Su un dispositivo Samsung con One UI 8.5, apri Impostazioni – Privacy oppure Sicurezza e privacy – Altre impostazioni sulla privacy – Gestore autorizzazioni. Non è necessario attivare la visualizzazione delle app di sistema: è meglio evitare di modificare i permessi delle applicazioni essenziali per il corretto funzionamento del telefono.
Su Google Pixel con Android 16, invece, vai in Sicurezza e privacy – Controlli della privacy – Gestore autorizzazioni.
Una volta aperto il Gestore autorizzazioni, cerca la voce Posizione. Da qui puoi controllare le app non essenziali e modificare il loro accesso scegliendo Non consentito oppure Consenti solo mentre l’app è in uso.
Nota bene: dopo aver cambiato queste impostazioni, potresti accorgerti che alcune applicazioni non riescono più a determinare con precisione la tua posizione oppure mostrano risultati di ricerca meno pertinenti. Valuta te se questo compromesso è sostenibile o meno, in caso negativo puoi seguire la procedura per concedere di nuovi i permessi per il rilevamento della posizione.


Controlla quali app consumano la batteria
Una buona abitudine è controllare periodicamente cosa sta causando il consumo della batteria, soprattutto nei primi mesi di utilizzo del telefono.
Dopo un aggiornamento importante o quando configuri per la prima volta un nuovo dispositivo, è normale notare consumi superiori alla norma. Il sistema ha infatti bisogno di alcune settimane per analizzare le tue abitudini e adattarsi al modo in cui utilizzi lo smartphone. È proprio questo il principio alla base della batteria adattiva, che dovrebbe contribuire a limitare automaticamente l’attività delle app in background.
Ma quali sono le app energivore più diffuse? Google Maps, così come Apple Maps, rappresenta forse il software più diffuso e, al contempo, più problematico sotto questo punto di vista. In questo senso, puoi accontentarti di usare alternative che funzionano senza connessione. App come Strava e Uber, hanno lo stesso problema.
In generale ti consigliamo di dare uno sguardo accurato a tutte le applicazioni che riguardano meteo, consegne di pacchi, fitness (per esempio, quelle relative agli smartwatch).
Se invece individui un’app che verifica la tua posizione in background ma che, almeno in apparenza, non ha bisogno di questo dato per funzionare, potresti essere di fronte a un problema da non sottovalutare per quanto concerne la tua privacy.


💰 A soli 36,53 € invece di 38,67 €
✅ https://www.amazon.it/dp/B07T9KJMCG/?&tag=telegram07a-21


💰 A soli 26,99 € invece di 39,99 €
✅ https://www.amazon.it/dp/B0GTVN384H/?&tag=telegram07a-21


💰 A soli 30,77€
✅ https://www.amazon.it/dp/B0CDP2JLLC/?&tag=telegram07a-21
⭐️ 18 Recensioni: 3.0 / 5.0




