In questi giorni abbiamo avuto modo di provare il Dell XPS 13 9370, un ultrabook di fascia alta che punta a conquistare la fascia alta del mercato dei PC portatili.

La serie XPS è diventata sempre più popolare nel corso degli ultimi anni, complice una serie di mosse azzeccate: campagna marketing convincente, design  moderno e hardware costantemente aggiornato.

Nel passato abbiamo recensito il modello 2-in-1 del Dell XPS 13: il modello con risoluzione 4k e schermo touchscreen come si comporta? E’ superiore alla concorrenza? Scopriamolo insieme in questa recensione!

Scheda tecnica Dell XPS 13 9370

  • Schermo: 13.3” IGZO IPS con risoluzione FHD o 4K e touchscreen opzionale, protetto da Gorilla Glass 4
  • CPU: Intel Core i5-8250U o Core i7-8550U
  • GPU: Intel UHD Graphics 620
  • RAM: 8-16 GB LPDDR3 1866 o 2.133 MHz
  • SSD: 256-512 GB Toshiba NVMe M.2
  • Porte:
    • 2 porte Thunderbolt 3
    • USB-C 3.1 Gen2
    • microSD
    • Jack audio 3.5 millimetri
  • Connettività: Wi-Fi ac, Bluetooth 4.1
  • Batteria: 52 Whr con Alimentatore 45 watt USB-C da 5-20 V e 3-2.25 A
  • Colorazioni: Rose Gold con Alpine White, Platinum Silver
  • Sistema operativo: Windows 10 Home o Windows 10 Professional

Unboxing Dell XPS 13

La scatola contenente Dell XPS 13 risulta molto minimale ma dal design curato. Se foste interessati a saperne di più vi consiglio di leggere il nostro articolo in merito all’unboxing.

Design ed ergonomia

dell xps 13 9370

Nelle due settimane di prova ho cercato di utilizzare il Dell XPS 13 come sostituto del mio Mac. L’ho usato per: guardare film e serie TV su Netflix, scrivere articoli per OutOfBit e scrivere codice.

Questo ultrabook ha sicuramente moltissimi pro. Il primo di tutti è la leggerezza: il PC pesa davvero pochissimo ed è davvero comodo da portare in giro. I soli 1,28 chilogrammi lo rendono tra i portatili più leggeri attualmente disponibili sul mercato. Per raggiungere questo risultato gli ingegneri e i designer hanno ridotto ogni velleità, dicendo addio a cornici e porte non necessarie.

Il lavoro fatto sulla riduzione di cornici e altre sezioni non utilizzabili è pressoché perfetto: faccio fatica a pensare a come un notebook da 13 pollici possa essere ancora più piccolo.

Le critiche da muovere sono verso il numero di porte presenti sull’ultrabook. E’ vero che gli ultrabook sono caratterizzati dalla loro estrema sottigliezza ma almeno una porta USB 3.0 non avrebbe reso di certo il PC molto più pesante o spesso. Il numero ideale sarebbe stato due, ma già con una la maggior parte degli utenti si sarebbe ritenuta soddisfatta. E’ vero che sul mercato continuano a diffondersi le periferiche che funzionano mediante Bluetooth, WiFi o il multiuso USB Type-C ma il parco accessori del “passato” che necessita di porte fisiche è immenso e non ci sono, al momento, ragioni valide per dismetterlo.

Utilizzo quotidiano

Nell’utilizzo quotidiano design ed ergonomia di questo portatile si apprezzano ancora di più. L’estrema portabilità incentiva un sacco l’utilizzatore a portarselo con sè, rendendo molto meno frequente l’utilizzo di un tablet. Per comodità guardo spesso film e serie TV mediante iPad ma da quando ho tra le mani il Dell XPS 13 mi viene comodo utilizzare il PC anche per i momenti di svago.

Nonostante il mio lavoro nel settore IT mi faccia spendere molte ore davanti al PC nell’intento di scrivere codice, anche nel mio tempo libero passo diverso tempo a programmare. Nello specifico sono molto interessato al mondo della Data Science e del Machine Learning e passo diverso tempo a maneggiare dataset da diversi GB e a realizzare modelli predittivi di diverso tipo.

Per quanto sia molto più comodo programmare su un portatile, ho sempre preferito farlo sul mio PC Desktop. I 16 GB di RAM uniti a processore i5 di 7° generazione e scheda grafica AMD 480 superano di gran lunga la scomodità di mettersi sulla scrivania e non potersi allontare da lì.

Con questo Dell mi sono trovato assolutamente mio agio nei momenti di svago nerd. Il PC si è sempre dimostrato all’altezza e non ho incontrato rallentamenti o tempi di attesa biblici durante i vari smanettamenti. Credo che una volta che inizierò la Laurea Magistrale in Data Science ad Ottobre terrò sicuramente a mente questo portatile come sostituto del mio Macbook: l’ergonomia lo rende ideale per i pendolari e l’hardware è assolutamente all’altezza di un percorso di studi universitari dove si fa largo uso della potenza computazionale.

La qualità del display 4K è un punto a favore di questo ultrabook

Un altro pregio di questo portatile è sicuramente il display. La risoluzione 4K, unita alla qualità del pannello fanno apprezzare al meglio i colori. Credevo, erroneamente, che una risoluzione del genere avesse un impatto catastrofico sulla durata della batteria ma non è stato affatto così: segno che la combinazione Windows 10 e processore Intel i7 8550U è ben ottimizzata e non affatica la batteria. Consiglio comunque, per chi volesse ottenere il massimo dalla batteria, di diminuire la risoluzione, collocandola tra Full HD e 4K, in modo da ridurre i consumi mantenendo comunque una grafica degna di nota.

Il touchpad è il principale problema del Dell XPS 13

L’ultimo aspetto negativo del cui vorrei parlarvi è il touchpad. Il touchpad del Dell XPS 13 mi è parso fin troppo sensibile. Molto frequentemente nello scorrere una pagina venivano eseguiti click e altre azioni non volute.

Sono sempre stato un fan dei trackpad sensibili, Trovo scomodo dover trascinare le dita lungo tutto il trackpad più e più volte per un semplice scroll di pagina. C’è però un sottile confine tra elevata sensibilità e precisione del tocco. La situazione è risultata migliore scegliendo, nelle impostazioni di Windows 10, di adottare un livello di sensibilità basso (di default è medio).

In questi giorni ho provato a darmi una spiegazione sul perchè di questo comportamento. I trackpad sono una tecnologia più che consolidata e Dell non è certo l’ultima arrivata in fatto di produzione di computer portatili.

La mia teoria personale è che gli ingegneri si siano concentrati fin troppo sul display.

L’esperienza d’uso con il touchscreen è anni luce superiore a quella del trackpad e invoglia l’utente, una volta sperimentata, a farne un uso massiccio, abbandonando il trackpad e l’eventuale mouse esterno.

Questo è in parte un aspetto positivo. Realizzare un display touchscreen unicamente per scrivere una riga in più sulla pagina di descrizione del prodotto non ha alcun senso e Dell ha dimostrato che il touchscreen su un ultrabook non è affatto un’idea campata per aria.

Credo, però, che altrettanta cura vada data all’altra modalità di interazione tipica dei PC.

Creare un trackpad sensibile ma immune dal problema dei tocchi involontari non èaffatto un’impresa impossibile. Aziende come Dell hanno il background tecnico per farlo senza dover spendere mesi di ricerca e sviluppo, con un conseguente impennamento del prezzo finale di vendita.