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Harmony OS: cos’è e tutto quello che c’è da sapere sul sistema operativo di Huawei

Harmony os Huawei

Harmony OS è il nuovo sistema multi-piattaforma di Huawei. Si tratta di un progetto ancora in pieno sviluppo e ben lontano dal raggiungere quella che sarà la sua versione finale. Nei progetti della casa cinese, Harmony OS diventerà il punto di riferimento del suo ecosistema di dispositivi tecnologici, dagli smartphone ai tablet, dai notebook alle Smart TV. Nella sua fase iniziale, il sistema operativo è pensato in modo specifico per i dispositivi IoT.

Il progetto Harmony OS è stato ufficializzato nell’agosto del 2019, durante una conferenza di presentazione tenutasi a Dongguan. Secondo le (poche) informazioni sulla genesi, il sistema operativo sarebbe in sviluppo dal 2012. Ad accelerare la sua presentazione è stato il ban da parte degli USA che hanno impedito a Huawei di collaborare con aziende americane. Per effetto di questo ban, Huawei non può far certificare i suoi smartphone da Google, di conseguenza non può utilizzare le app Google come abbiamo visto nella recensione di Huawei P40 Lite.

Nel settembre del 2019, in occasione dell’annuale edizione dell’IFA di Berlino, Huawei ha presentato Honor Vision Pro, una Smart TV che è anche il primo dispositivo con Harmony OS a fare il suo debutto. Per il suo sistema operativo, la casa cinese ha programmi molto ambiziosi, almeno per quanto riguarda il lungo termine. In futuro, Huawei potrebbe lanciare una vasta gamma di dispositivi con Harmony OS, abbandonando i sistemi operativi utilizzati sino ad oggi.

Per il presente, Harmony OS è ancora un cantiere aperto. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul sistema operativo di Huawei.

Cos’è Harmony OS

harmony os logo

Il logo ufficiale di Harmony OS

Nonostante ci siano diversi dubbi sull’effettiva genesi del progetto, è chiaro che Harmony OS sia oggi un prodotto reale e in pieno sviluppo. La casa cinese punta a realizzerà un sistema operativo che sia davvero multi-piattaforma e capace di adattarsi a differenti esigenze dell’utenza. Harmony OS presenta un’architettura scalabile a micro-kernel, progettata da zero con l’obiettivo di essere modulare ed efficiente.

Il progetto presentato nel 2019 da Huawei è estremamente ambizioso. La casa cinese punta a creare una piattaforma software in grado di adattarsi a tante tipologie di hardware, semplificando la vita agli sviluppatori e offrendo nuove soluzioni per gli utenti, in Cina e nel resto del mondo. Il programma di sviluppo di Harmony OS, sulla carta, dovrebbe portare alla creazione di un sistema completo ed efficiente in grado di diventare un riferimento per il settore tecnologico del futuro e per tutti i prodotti di casa Huawei.

Non è Linux, non è Android

huawei ban usa 2021 google

Non si tratta di una nuova versione di Linux o di un nuovo fork di Android. Huawei ha iniziato a lavorare su Harmony OS con l’obiettivo di creare un nuovo sistema operativo e non un’evoluzione di qualcosa già esistente. Si tratta di un progetto ambizioso, che parte quasi da zero, ma con enormi potenzialità in chiave futura.

La scelta di puntare su di un micro-kernel permetterà ad Harmony OS, nelle intenzioni di Huawei, di poter contare su numerose estensioni. La struttura a micro-kernel, invece che con kernel monolitico, semplifica l’aggiunta di nuovi servizi, come un driver di un dispositivo, e non richiede che lo sviluppatore intervenga direttamente sul kernel, il cuore dell’OS.

In questo modo, Harmony OS dovrebbe essere fortemente modulabile ed in grado di rispettare le promesse di OS “multi-piattaforma”. Il sistema operativo su cui sta lavorando Huawei punta ad adattarsi a tanti tipi di hardware ed a semplificare la conversione del software. Secondo quanto rivelato dalla casa cinese, un’app scritta per Harmony OS dovrebbe funzionare su qualsiasi dispositivo in grado di eseguire il sistema operativo, senza distinzioni di hardware.

Nello stesso tempo, la conversione di un’app, partendo ad esempio da Android, sarà rapida e semplice. Huawei ha anticipato che basteranno un paio di giorni di lavoro per portare un’app Android su di un dispositivo con Harmony OS. L’obiettivo di Huawei è quello di creare un sistema che sia in grado di “auto-alimentarsi” con tante applicazioni facilmente realizzabili da sviluppatori che, normalmente, lavorano su altre piattaforme software.

È un sistema Open Source

La prima versione del sistema operativo, Harmony OS 1.0, è Open Source. Tutti gli sviluppatori interessati al progetto potranno contribuire alla sua crescita. Col tempo, gli strumenti di sviluppo del sistema operativo arriveranno in tutte le lingue per permettere ad un numero sempre maggiore di sviluppatori di sostenere il progetto. Le librerie dovranno essere documentate, oltre che in cinese, anche in inglese.

Huawei ha già mostrato una versione preview dell’IDE del suo sistema operativo. Si tratta di un ambiente di sviluppo con cui gli sviluppatori potranno cimentarsi per creare le applicazioni per Harmony OS. Questi strumenti serviranno anche per convertire le app e compilarle con ARK andando poi a verificare il modo in cui si adattano ai differenti dispositivi su cui viene eseguito il sistema operativo.

Il cuore del sistema operativo sarà, quindi, Open Source. I servizi e le applicazioni che Huawei svilupperà utilizzando il suo nuovo OS saranno, invece, proprietari e commercializzati insieme a tutti i futuri prodotti dell’azienda. Un po’ come avviene con Android e Google, un’ipotetica versione di Harmony OS per smartphone potrebbe arrivare su smartphone prodotti da altre aziende che dovranno acquistare una licenza per utilizzare gli strumenti software creati da Huawei.

Harmony OS e gli smartphone Android con HMS

Harmony OS non ha nulla a che vedere con i recenti smartphone Android di Huawei con HMS (Huawei Mobile Services). Dopo il ban da parte degli USA, che ha impedito a Huawei di collaborare con Google, gli smartphone della casa cinese non possono accedere ai servizi Google. Per ovviare al problema e continuare a commercializzare smartphone in Europa, Huawei, nell’autunno del 2019, ha lanciato il suo primo smartphone senza servizi Google.

La gamma di smartphone (e tablet) di nuova generazione di Huawei è composta da dispositivi dotati di Android arricchito dai Huawei Mobile Services (abbreviati HMS) che sostituiscono i Google Play Services. A sostituire il Play Store di Google troviamo l’App Gallery, store proprietario di app (per Android) di Huawei. Nel corso dei mesi successivi al lancio dei primi smartphone HMS, lo store App Gallery ha registrato l’arrivo di tante nuove app, andando a ridurre il gap, che rimane comunque molto importante, con il Play Store.

Huawei Mate 30 Pro HMS

Huawei Mate 30 Pro – uno dei primi smartphone con HMS

Gli utenti possono installare i servizi Google su smartphone Huawei con HMS come, ad esempio, la gamma P40, il Mate 30 Pro o il tablet top di gamma MatePad Pro. Tutti questi dispositivi sono commercializzati, ufficialmente, in Europa con Android 10 con HMS. Con questi dispositivi non c’entra nulla Harmony OS e la sua versione pensata per gli smartphone del futuro, anche se non è da escludere un futuro aggiornamento che porti i device Android HMS ad installare Harmony.

Gli smartphone Huawei con HMS hanno Android 10 (e le sue evoluzioni) come sistema operativo che viene personalizzato dalla “solita” EMUI. Tutte le app disponibili sono applicazioni Android che possono funzionare anche su altri smartphone. La maggior parte delle applicazioni disponibili su App Gallery sono, infatti, state pubblicate in precedenza sul Play Store e solo successivamente portare sullo store di Huawei.

Smartphone con Harmony OS: il futuro di Huawei?

Huawei è stata costretta a progettare il suo futuro nel settore mobile senza Google. Il ban USA ha reso impossibile per la casa cinese certificare i suoi smartphone per i servizi Google e, dal 2019, sono arrivati gli smartphone Huawei Mobile Services. Dovendo fare a meno dei servizi Google (e del Play Store), questi smartphone partono in netto svantaggio rispetto ai concorrenti in Europa.

Per il suo futuro del settore mobile, Huawei non ha ancora ufficializzato il passaggio ad Harmony OS. Sul finire del 2019, Ren Zhengfei, fondatore e presidente di Huawei, ha definito “immaturo” il nuovo sistema operativo della casa cinese per un imminente debutto nel settore mobile. C’è ancora tanto lavoro da fare per poter registrare il debutto di uno smartphone con Harmony OS.

Sulla carta, la possibilità di convertire rapidamente le app Android per Harmony OS rappresenterà un’arma importantissima per Huawei. Se il processo di conversione sarà davvero rapidissimo, la casa cinese potrà costruire un ecosistema di applicazioni (con il supporto della community internazionale di sviluppatori) in poco tempo. Su queste basi, il nuovo sistema operativo di Huawei potrebbe rimpiazzare Android nei prossimi anni, almeno sui prodotti del colosso cinese.

Gli sviluppi futuri di Harmony OS

Nella conferenza di presentazione dello scorso anno, Huawei ha presentato Harmony OS 1.0, dando il via ad un progetto ancora in pieno sviluppo. La roadmap iniziale prevede il lancio di Harmony OS 2.0 nel corso del 2020 (con possibili ritardi legati alla pandemia) e, successivamente, il debutto di una versione 3.0 nel corso del 2021.

Il sistema operativo di Huawei crescerà, un pezzo alla volta, sino a raggiungere una prima versione realmente completa e stabile. Nel frattempo, Huawei ha in programma il lancio di tantissime versioni del suo sistema operativo che andrà a adattarsi ad un gran numero di dispositivi. Dagli smartphone ai PC passando per i dispositivi IoT e il settore automotive, i campi d’applicazione di Harmony OS (almeno potenzialmente) sono enormi.

Harmony OS roadmap

La roadmap di Harmony OS annunciata ad agosto 2019

Harmony OS 2.0 dovrebbe essere pronto per la fine del 2020. La seconda evoluzione del sistema operativo di Huawei dovrebbe essere eseguibile su PC e dispositivi indossabili come gli smartwatch. La versione 2.0 dell’OS, inoltre, potrebbe arrivare anche su alcuni modelli di automobili prodotte e commercializzate in Cina.

Sarà necessario attendere la versione 3.0, invece, per registrare un ulteriore passo in avanti delle potenzialità del nuovo SO che, a poco a poco, espanderà il suo raggio d’azione, raggiungendo nuove tipologie di dispositivi e milioni di nuovi utenti in Cina. Con la versione 3.0, quindi, il sistema operativo dovrebbe raggiungere un livello di maturità molto avanzato.

La roadmap si ferma, almeno ufficialmente, al 2021 ma è chiaro che i piani di Huawei vanno ben oltre quest’orizzonte temporale. Il progetto Harmony OS, infatti, potrebbe essere parte integrante di un progetto ben più articolato che va ben oltre alle attività di Huawei. Stiamo parlando di Made in China 2025.

Made in China 2025

made in china 2025

Il progetto di Harmony OS e la sua accelerazione nel programma di sviluppo è fortemente legata alla politica internazionale. Oltre al ban a Huawei da parte degli USA, che ha spinto la casa cinese a guardarsi intorno per cercare nuove soluzioni per i suoi smartphone, ci sono anche altri aspetti politici in gioco.

In particolare, Harmony OS potrebbe essere parte integrante di Made in China 2025 (Zhōngguó zhìzào 2025), un ambizioso piano di sviluppo con cui la Cina punta a rendersi indipendente dal resto del mondo per quanto riguarda il settore hi-tech. Il piano strategico e industriale della Cina punta ad incrementare la diffusione della banda ultra-larga e gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Il punto centrale di questo piano è però rappresentato dalla volontà del colosso asiatico di rendersi indipendente dalle importazioni in tutti i settori “strategici“ del mondo industriale. Dai semiconduttori, alle forniture per l’energia rinnovabile passando alle auto elettriche e alla robotica. Secondo Made in China 2025, tutti i settori strategici non dovranno essere legati da forniture esterne.

Il progetto Harmony OS di Huawei potrebbe, quindi, rendere ancora più indipendente le produzioni cinesi dal resto del mondo. Il sistema operativo di Huawei, infatti, sembra adattarsi perfettamente agli obiettivi di Made in China 2025. Il progetto ha un target molto ambizioso puntando a diventare il primo OS di successo a livello globale in arrivo dalla Cina.

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