5 app alternative a Google Keep su Android

Non solo Google Keep: ecco le principali alternative per il tuo smartphone Android.

Google Keep è una delle app per prendere appunti più conosciute e utilizzate, soprattutto tra chi cerca uno strumento semplice e immediato per annotare semplici promemoria al volo.

Nonostante la sua essenzialità, questa offre quasi tutto ciò di cui hai bisogno: è gratuita, leggera e facile da usare, senza funzioni superflue che rischiano di complicare l’esperienza.

A rendere l’app ancora più interessante è la sua possibilità di sincronizzarsi con gli stessi dispositivi abbinati a un singolo account Google, con la possibilità di integrarsi con Gmail e altri strumenti. Eppure, così come per qualunque altro tipo di software, è ben Keep risulta tutt’altro che perfetto.

Esportare le note e gli allegati di Google Keep

Perché dovresti cercare un’alternativa a Google Keep

Con il tempo, potresti sentire la necessità di funzioni più avanzate che Google Keep non offre. Tra i principali limiti ci sono l’assenza di un vero editor di testo avanzato, poche possibilità per organizzare le note in modo strutturato e la mancanza della crittografia end-to-end.

Se anche tu ti sei imbattuto in queste limitazioni e stai cercando qualcosa di più completo, esistono diverse alternative a Google Keep che vale la pena prendere in considerazione.

NotallyX

NotallyX

NotallyX è un’app per prendere appunti, disponibile esclusivamente su Android, che a prima vista, sembra un vero e proprio “clone” di Google Keep.

L’app permette di creare anche liste di controllo e checklist, oltre ad aggiungere allegati alle note. L’interfaccia utilizza il classico sistema a schede, mentre la possibilità di assegnare colori diversi alle note consente di riconoscerle e organizzarle a colpo d’occhio.

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La differenza più importante rispetto a Google Keep riguarda però il modo in cui vengono gestiti i dati. NotallyX adotta un approccio local-first: per impostazione predefinita, le note vengono salvate direttamente sul dispositivo e non vengono sincronizzate in automatico con un servizio cloud proprietario. Una scelta interessante per chi preferisce mantenere il pieno controllo dei propri contenuti.

Chi desidera comunque sincronizzare le note tra più dispositivi Android può ricorrere a Syncthing-Fork per configurare la sincronizzazione tramite cloud o tra dispositivi compatibili. NotallyX offre inoltre alcune funzioni che Google Keep non mette a disposizione, tra cui il supporto alla formattazione avanzata del testo.

Simplenote

Simplenote

Un’alternativa interessante a Google Keep è senza dubbio anche Simplenote.

Anche questa app è gratuita e semplice da utilizzare, nonché disponibile anche al di fuori di Android, risultando accessibile anche da iOS, macOS, Windows, Linux e direttamente dal browser web.

Rispetto a NotallyX, questo mantiene le sincronizzate automaticamente tra i vari dispositivi. Questa può essere un pregio (per la comodità) o un potenziale difetto (per la privacy): molto dipende dalla tua sensibilità e da come intendi utilizzare lo strumento.

Anche in questo caso, l’app è utile per annotare idee, appunti e promemoria, gestendo i contenuti tramite pratici tag (simili alle etichette di Google Keep). Simplenote non offre il supporto ai contenuti multimediali avanzati e le note non sono protette dalla crittografia end-to-end.

Tra le caratteristiche che la distinguono da Google Keep troviamo invece il supporto nativo a Markdown, particolarmente utile per formattare velocemente il testo senza dover ricorrere a complessi strumenti di editing.

Un’altra funzione interessante è la possibilità di accedere cronologia delle versioni, che ti permette di recuperare versioni precedenti di una nota quando necessario. Simplenote offre inoltre strumenti di collaborazione: è possibile condividere una nota con altri utenti e lavorarci insieme. Infine, le note possono essere pubblicate sul web, rendendole accessibili a chiunque disponga del relativo link.

Standard Notes

Standard Notes

Se invece privacy e sicurezza sono le tue priorità, Standard Notes è un’app che merita sicuramente attenzione.

Si tratta di una soluzione per prendere appunti multipiattaforma che utilizza la crittografia end-to-end con architettura zero-knowledge. In pratica, le note rimangono cifrate in ogni fase: quando sono archiviate sul dispositivo, durante la sincronizzazione e anche quando vengono conservate sui server.

L’interfaccia, tuttavia, è piuttosto diversa da quella di Google Keep e ricorda più quella del già citato Simplenote. L’aspetto positivo è che l’app offre numerose possibilità di personalizzazione, il che non è poco vista l’essenzialità di Keep e di numerose alternative.

Creare una nuova nota è semplice e immediato, mentre il supporto ai tag rende più facile organizzare i contenuti e ritrovare in poco tempo appunti appartenenti alla stessa categoria.

C’è però un compromesso da considerare, soprattutto se arrivi da Keep. Nel piano gratuito, l’editor di testo di Standard Notes è piuttosto essenziale e offre meno strumenti di formattazione rispetto allo strumento di Google.

Come facile intuire dalla precedente frase, Standard Notes offre anche un piano a pagamento che amplia notevolmente le possibilità dell’app. Tra le funzionalità aggiuntive troviamo maggiori opzioni di formattazione, il supporto a Markdown, la possibilità di aggiungere allegati, un editor di testo più completo, i backup automatici sul cloud e una cronologia delle versioni più estesa.

Notesnook

Notesnook

Notesnook è una delle app per prendere appunti più complete tra quelle disponibili a titolo gratuito e si distingue per offrire un numero elevato di funzioni anche senza abbonamento.

Uno dei suoi punti di forza è inoltre la crittografia end-to-end con architettura zero-knowledge, ma va ben oltre.

Rispetto a Google Keep e alle altre alternative viste finora, Notesnook propone un’esperienza piuttosto diversa, sia nell’interfaccia sia nel modo di creare e organizzare le note. Il livello di personalizzazione è molto levato, permettendo di adattare l’app alle proprie preferenze.

Stiamo parlando di una soluzione che bilancia sincronizzazione gratuita su più device e, allo stesso tempo, un elevato livello di privacy. Uno degli aspetti più interessanti è l’editor di testo avanzato, che offre un controllo molto maggiore sulla struttura e sull’aspetto delle note.

Notesnook supporta anche gli allegati multimediali, permette di incorporare diversi tipi di contenuti all’interno delle note e offre la possibilità di creare tabelle. Per quanto riguarda l’organizzazione, puoi utilizzare gli immancabili tag per raggruppare rapidamente note correlate oppure creare veri e propri taccuini, simili a cartelle indipendenti, all’interno dei quali raccogliere contenuti dello stesso tipo.

Joplin

Joplin

L’ultima app che ti presentiamo come alternativa a Google Keep si chiama Joplin.

Di certo non è un nome nome poco conosciuto: stiamo parlando di uno degli strumenti per prendere appunti più apprezzati online. Se Keep ti sta stretto e cerchi uno strumento più adatto alla scrittura di testi lunghi e alla ricerca, Joplin rappresenta un’alternativa molto interessante.

L’app è gratuita e open source e protegge le note attraverso la crittografia end-to-end, il tutto basato sul un approccio local-first, senza però escludere la sincronizzazione.

Quando vuoi sincronizzare più dispositivi con Joplin, puoi scegliere tra diverse possibilità. Considera che l’app ti offre un proprio servizio, Joplin Cloud, disponibile tramite abbonamento, ma permette anche di utilizzare un servizio di cloud storage di tua scelta.

Sul fronte delle funzioni, Joplin mette a disposizione un editor di testo avanzato simile a quello di Notesnook, con diverse possibilità di personalizzazione. Se preferisci un approccio più essenziale, puoi inoltre utilizzare il supporto integrato a Markdown. Le possibilità non finiscono qui: puoi aggiungere allegati alle note, trasformare gli appunti in vere e proprie to-do-list e utilizzare lo scanner di documenti integrato per acquisire documenti cartacei e convertirli direttamente in note all’interno dell’app. Anche l’organizzazione dei contenuti è ben strutturata, con tag e taccuini.

Uno degli aspetti più interessanti di Joplin è probabilmente il supporto ai plugin. Grazie a queste estensioni puoi personalizzare ulteriormente l’aspetto dell’app e aggiungere funzioni che non sono disponibili nativamente.

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