Recensione Nothing Ear (Stick): quando il design non basta

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Ho amato le Nothing Ear 1 e lo sto ancora utilizzando come cuffie principali dopo più di un anno e mezzo dal lancio, quando mi sono arrivate le nuove Nothing Ear (stick) ero super entusiasta e non vedevo l’ora di provarle al meglio per capire se Nothing era riuscita di nuovo a tirare fuori il coniglio dal cilindro. 

Fin da subito le nuove Stick mi hanno messo di fronte a sensazioni contrastanti con una buona qualità audio contrastata da una vestibilità difficile e da un isolamento totalmente nullo. Andiamo con ordine.

Videorecensione: valgono 119 euro?

Case geniale, ma con l’effetto “felice di vederti”

Recensione-Nothing-Ear-Stick-case

Il packaging è quello tradizionale dei prodotti di Nothing con una confezione in cartone che si distrugge fra le nostre mani al momento dell’apertura, una vera pena per noi collezionisti e malati di tecnologia. All’interno troviamo le cuffie, un minuscolo manualiano ed un bel cavo telato USB-C, molto simile a quello del Nothing Phone, da utilizzare per la ricarica.

Nothing ha finora sempre puntato molto sul design dei propri prodotti col fine di creare qualcosa di diverso ED unico e capace di attirare l'attenzione. Le Nothing Ear (stick), come dice il nome, si ispirano ad un rossetto, anche se le dimensioni sono decisamente maggiorate, e possono contare su un case molto piacevole e ben costruito.

Il cilindro che contiene le cuffie è costruito con classiche plastiche bianche e trasparenti e si differenzia dalla massa grazie al sistema di apertura rotante che ci permette di aprire la custodia facendo ruotare il blocco centrale. Il sistema di apertura è piacevole, ben realizzato ed un bel feedback all'apertura, dettagli che denotato l'attenzione di Nothing in fase di progettazione. Va detto però che potrebbe capitarvi qualche apertura involontaria se lo tenete in tasca per lunghe camminate, col risultato di trovarvi con gli auricolari sparsi per la tasca.. Nella parte alta è presenta la porta USB-C per la ricarica ed un tasto per il pairing.

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Il case mi è piaciuto particolarmente in termini di design, ma ha due problemi: la forma e i materiali utilizzati. La forma cilindrica lo rende unico sul mercato ma non lo rende sempre comodo da mettere in tasca e, se mal posizionato, potrebbe creare un poco piacevole effetto “felice di vederti” per il pubblico maschile. L’altro punto a sfavore è la plastica ruvida utilizzata della parte scoperta, questo materiale è bello alla vista e piacevole al tatto, ma tende a raccogliere polvere e sporco diventando à una vera e propria calamita per i classici pelucchi.

Abbandono dell’in-ear, ma attenzione ai rumori

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Il design è simile a quello delle Nothing Ear (1), le cuffie restano molto belle e capaci di attirare l’attenzione grazie allo stile unico, alle plastiche trasparenti e ai dettagli interni a vista. Ci sono però alcuni cambiamenti come l’introduzione del tasto fisico per la gestione delle funzioni smart e del volume, decisamente più comodo rispetto ai controlli touch nell’archetto che avevamo visto sul primo modello, e la perdita del gommino con conseguente variazione della forma dell'auricolare.

Rispetto alle Ear (1), le Nothing Ear Stick non sono degli auricolari in-ear, si passa ad un formato open fit più libero e leggero, meno legato all’isolamento e sicuramente adatto a tutti coloro che non riescono ad indossare le in-ear per i più svariati motivi. La forma Nothing Ear (stick) però non mi ha pienamente convinto, nonostante a detta di Nothing siano state testate su più di 100 persone. Le cuffie sono davvero davvero leggerissime e mai pesanti sull’orecchio, ma poco stabili nell'orecchio tanto che mi sono ritrovato a vivere queste settimane di utilizzo con la costante sensazione di poter perdere le cuffie in ogni istante, come se non fossero ben inserite nel canale auricolare, con la conseguenza di dover effettuare con cautela certi movimenti e ritrovandomi spesso a premerle all'interno delle orecchie. Devo dire che lo ho perse solo in un'occasione, ma la sensazione di sentirle sfuggire da un momento all'altro è rimasta una costante. Naturalmente il formato di un auricolare si adatta più o meno bene ai differenti tipi di orecchio, potrebbe essere pessimo per me ma perfetto per molti altri.

auricolari-Nothing-Ear-Stick

La sensazione di "scioglievolzza" si riflette anche sull'esperienza di ascolto che risulta di buona qualità, ma fortemente influenzate dai rumori esterni. Il formato delle cuffie, infatti, non permette di avere praticamente nessuna forma di isolamento, manca anche l’ANC, e quindi ci si ritrova a dover forzatamente convivere con i rumori ambientali che disturbano notevolmente ogni tipo di ascolto. Ogni rumore ambientale, ogni brusio di sottofondo ed ogni conversazione nelle vicinanze viene sentita come se non si indossassero le cuffie, senza nessuna riduzione, e questo rende l’ascolto ideale solamente in situazioni di perfetto silenzio, salvo che non scegliate queste cuffie proprio per non isolarvi dal mondo che vi circonda. La rinuncia alla riduzione del rumore ci porta ad alzare spesso il volume fino a livelli particolarmente elevati, non certo una soluzione ideale.

Buon sound

Nonostante la mancanza dell’ANC, le Nothing Ear (stick) suonano bene e ci si riesce a godere un suono di qualità soddisfacente, a patto di usarle in un ambiente silenzioso. I nuovi driver dinamici da 12,6 mm hanno una resa musicale di buona qualità, con una valida copertura dello spettro sonoro dove i medi e gli alti risultano puliti e precisi, soffrono di più sui bassi che tendono volta ad essere carenti, nonostante il nuovo sistema Bass Lock che li ribilancia in base alle necessità.

In fase di ascolto si ha una prevalenza delle voci, dettaglio che apprezzerete in chiamata, ma con qualche eccessivo sbilanciamento su alcune tipologie di brani musicali. In generale però l’esperienza di ascolto è buona e nella media della categoria e si riescono ad utilizzare le cuffie per musica, streaming e chiamate senza problemi.

Onestamente mi sarei aspettato qualcosa di meglio sotto il profilo audio, Nothing è un produttore molto attento ai dettagli ma questa volta ha realizzato delle cuffie solamente nella media.

L'app fa la differenza

La nuova app Nothing X ricalca in pieno lo stile di Nothing ed è davvero ben fatta. L’app ci offre un’interfaccia utente minimal e molto piacevole e ci mette a disposizione delle funzionalità complete che ci consentono di personalizzare il funzionamento dei pulsanti, con la possibilità anche di richiamare l’assistente vocale sia su Android che su iPhone, e di personalizzare l’equalizzatore. Quest’ultimo è ben fatto ed abbiamo la possibilità di scegliere fra 4 profili predefiniti (bilanciato, bassi, acuti, voce) e di creare un profilo personalizzato con un sistema semplice ed intuitivo.

L’app mette a disposizione anche una modalità a bassa latenza, che riduce il lag di riproduzione al fine di avere migliori prestazioni in gaming, il rilevamento automatico degli auricolari, per la gestione automatica del play/pausa quando indossiamo e rimuoviamo le cuffie, e la funzione trova auricolari che riproduce un suono al massimo volume che dovrebbe permetterci di ritrovare le cuffie qualora le perdessimo.

Autonomia sufficiente

L'autonomia delle Nothing Stick è sicuramente penalizzata dalle scelte estetiche che non hanno permesso al produttore di inserire una batteria di grandi dimensioni né sugli auricolari né all'interno del case. Con un utilizzo medio riusciamo ad usare le cuffie per circa 7 ore con una singola ricarica, autonomia che sale a 22 ore complessive se aggiungiamo quella del case.

Un'autonomia non eccezionale se la confrontiamo con quella dei prodotti concorrenti come le Soundcore Space A40 che arrivano a 50 ore complessive.

Conclusioni: valgono 119 euro?

La domanda principale da porsi al termine di questa recensione è quella di capire se queste Nothing Ear (stick) valgono i 119 euro richiesti per poterle acquistare. Personalmente le ho trovate delle cuffie a due facce: da parte troviamo design unico, ottima qualità costruttiva ed app perfetta, dall’altra però ci sono da mettere in conto suono nella media, prezzo abbastanza elevato e totale mancanza di isolamento. 

Le Nothing Ear (stick) tutto sommato sono delle cuffie di buona qualità, ma il prezzo di 119 euro richiesto da Nothing è leggermente eccessivo, soprattutto se teniamo in considerazione che le Ear (1) con formato in-ear e riduzione del rumore si trovano facilmente attorno ai 90 euro. Un prezzo fra gli 80 ed i 90 euro sarebbe stato sicuramente più adeguato e le avrebbe rese molto più interessanti in una fascia di mercato molto competitiva.

Immagini e foto di Nothing Ear (Stick)

Giudizio finale
Confezione e accessori
7 / 10
Costruzione, design ed ergonomia
7 / 10
Qualità audio ed esperienza d’uso
7 / 10
App e funzioni smart
9 / 10
Batteria e autonomia
7.5 / 10
Prezzo
6.5 / 10
La nostra opinione

Le Nothing Ear (stick) sono delle cuffie a due facce: da parte troviamo design unico, ottima qualità costruttiva ed app perfetta, dall’altra però ci sono da mettere in conto suono nella media, prezzo abbastanza elevato e totale mancanza di isolamento. Valgono i 119 euro richiesti da Nothing? Molto probabilmente no, un prezzo fra gli 80 ed i 90 euro sarebbe stato sicuramente più adeguato e le avrebbe rese molto più interessanti in una fascia di mercato molto competitiva.

Voto finale 7.3 ★★★★☆
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