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No-code: cos’è e come cambierà la tecnologia

No code

Se il futuro del software ti interessa in maniera particolare e se sei un “mago del computer”, allora avrai sicuramente già sentito parlare di “no-code”. Il futuro è davvero qui, disponibile già nel presente e pronto per numerose ed incredibili applicazioni.

Che cos’è il no-code?

No code

Lo dice la parola stessa: programmare (siti web, app, script oppure programmi) senza utilizzare il tradizionale codice di programmazione ma avvalendosi di interfacce utente grafiche. In questo modo, chiunque potrà creare qualcosa sul proprio computer e fare in modo che funzioni davvero.

Identificato come il “futuro del coding”, il no-code viene definito come un modo per “democratizzare internet” e per dare a tutti la possibilità di creare qualcosa. In effetti, tutto ciò è in parte vero: in passato, per creare un’applicazione oppure un nuovo gioco, era necessario conoscere gli elementi ed i linguaggi di programmazione. Chi non ne aveva nessuna nozione, doveva rimboccarsi le maniche e studiare. Chi aveva un discreto gruzzoletto da parte, poteva sempre assumere un programmatore che facesse il lavoro al suo posto.

Ora tutto ciò non è più necessario: per creare un software o una nuova app, non serve conoscere un intero linguaggio di programmazione ma  occorre semplicemente imparare come funziona un singolo programma per poi iniziare a lavorarci su. Certo, dovrai impegnarti e studiare ma il carico di lavoro non è minimamente paragonabile al passato!

Come funziona il “no-code”

Se è vero che il no-code porta ad una reale semplificazione del processo di creazione di un programma, non vuol dire che sia semplice. Anche il no-code richiede un minimo di studio: ad esempio, se vuoi creare un nuovo sito web, devi necessariamente sapere come funziona internet.

La maggior parte degli strumenti no-code prevede l’uso di un’interfaccia drag-and-drop al posto della classica riga di comando o di un IDE con il suo inconfondibile testo colorato. Qualunque modalità tu scelga, il no-code trasforma il tuo input in codice “reale” sul back-end, un po’ come fa un interprete. E nessuna paura se non conosci Python o C++ o qualsiasi altro linguaggio di programmazione di cui la tua app (o il tuo software) ha bisogno: il tuo “interprete” farà tutto il lavoro di cui hai bisogno.

Qualche esempio di piattaforme no-code

No-code

Lo sappiamo bene: quello che hai letto fino ad ora potrebbe sembrarti un tantino astratto ma non preoccuparti! In questo paragrafo, ti forniremo qualche esempio concreto di piattaforma no-code in modo da darti una reale idea di quello di cui stiamo parlando.

Piattaforme di sviluppo di siti web

Senza dubbio, le piattaforme di sviluppo di siti web sono uno degli strumenti no-code più famosi ed utilizzati in tutto il mondo. Sono davvero tanti gli utenti che hanno creato i loro siti web utilizzando un servizio come Wix o Squarespace. Si tratta di un’occasione davvero impensabile considerato che, fino a qualche tempo fa, era necessario conoscere almeno HTML e CSS per creare un nuovo sito web.

Ora, grazie alle piattaforme di sviluppo no-code, chiunque può creare in poche ore una pagina web elegante ed efficace. Il tutto, avvalendosi delle tipologie di plug-in offerti come i pulsanti di iscrizione alla newsletter e potendo addirittura creare negozi online complete. E resteresti stupito dal sapere quante aziende professionali si avvalgono di questi strumenti per disegnare il loro disto web.

Strumenti di automazione

Gli strumenti di automazione come Zapier o IFTTT rappresentano un’altra enorme fetta del mercato “no-code”. Questi strumenti sono senza alcun dubbio la “quinta essenza” del no-code perché semplici da usare e alla portata di tutti. In linea generale, gli strumenti di automazione sono progettati per fare in modo che un programma “parli” con un altro.

Un esempio? Puoi definire che, ogni volta che crei un documento in Dropbox, un messaggio sia inviato in Slack o viceversa. Oppure puoi utilizzare l’automazione per il backup delle foto e fare in modo che, ogni volta che vieni taggato un’immagine di Facebook, una copia venga inviata al tuo Dropbox.

Come avrai intuito, gli strumenti di automazione non sono soltanto facili da usare ma consentono un enorme risparmio di tempo sia per gli utenti singoli che per quelli aziendali. In particolare, eliminano alla radice la necessità di effettuare manualmente determinate operazioni automatizzandole. Ti consigliamo di provarli perché sono davvero molto interessanti!

Strumenti di sviluppo

Strumenti di sviluppo

E siamo arrivati all’ultima tipologia si strumenti no-code che vogliamo esaminare insieme a te. Quella degli strumenti di sviluppo è una categoria molto grande a cui appartiene qualsiasi tool in grado di creare un programma o un’app e che sia pensato sia per desktop che per dispositivi mobili.

Ad esempio, puoi creare un’applicazione per Android o iOS avvalendoti di uno strumenti come AppyPie o NativeScript e puoi addirittura creare giochi completi utilizzando una piattaforma come Unity o Unreal Engine. Insomma, hai davvero l’imbarazzo della scelta perché la quantità di questi strumenti no-code è illimitata e, ogni mese, ne vengono introdotti di nuovi. Se vuoi avere una panoramica completa di tutti gli strumenti di sviluppo no-code, dai un’occhiata a questo elenco.

I limiti del no-code

Ovviamente, anche il no-code ha i suoi limiti. In particolare, più è complesso il programma che vuoi creare e più complicato sarà lo strumento no-code che dovrai utilizzare. Per esempio, puoi creare in pochissimi minuti uno script semplicissimo per copiare un file Dropbox in Google Drive. Ma se aggiungi un numero molto ampio di qualificatori (come non copiare nessun file inferiore a 2 MB), allora dovrai iniziare a lavorare come un vero programmatore.

Molti degli strumenti di cui ti abbiamo parlato in questa guida si avvalgono dei linguaggi di programmazione visiva come Scratch. Certo, questi strumenti sono considerati alla portata di tutti (Scratch, ad esempio, viene utilizzato per insegnare a programmare ai bambini) ma si tratta pur sempre di linguaggi di programmazione che devi studiare.

Facciamo un altro esempio concreto: se vuoi creare uno script, devi imparare a pensare in sequenza: “se succede questo, allora succede quest’altro”. È vero, è ancora abbastanza semplice, ma devi conoscere  in principio quali possono essere gli effetti a catena collegati ad una determinata azione. La ricaduta pratica di tutto ciò è evidente: se è vero che il no-code è destinato a cambiare internet e la creazione di nuove app e software, è anche vero che i programmatori continueranno ad essere necessari. Insomma, se vuoi creare qualcosa di complesso, dovrai pur sempre imparare a programmare oppure assumere un bravo programmatore che faccia tutto il lavoro al tuo posto!


Fonte Howtogeek

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