I servizi di clouding stanno ormai raggiungendo una vasta fetta di utenza. In questo ambito, Microsoft ha mosso passi decisi in tempi non sospetti con OneDrive. Correva infatti l’ormai lontano 2007 quando il colosso di Redmond lanciò la prima beta di questo servizio (all’epoca chiamato Windows Live Folder). Dopo aver cambiato nome ancora una volta in Windows Live Skydrive, nel giro di un anno questo servizio ha raggiunto gli utenti di tutto il mondo.

Dopo aver cambiato nome (divenendo finalmente OneDrive) e aver cambiato diverse funzioni secondarie, questo servizio ha assunto le fattezze attuali. Naturalmente, al giorno d’oggi, OneDrive deve vedersela con avversari a dir poco agguerriti come Dropbox e Google Drive. Nonostante ciò, il servizio Microsoft rimane una più che valida alternativa ai più popolari servizi cloud.

Servizi cloud

 

I primi passi su OneDrive

Ora che abbiamo ripercorso le origini e la missione di OneDrive, passiamo ai lati più pratici. Per configurare questo servizio non servono operazioni particolarmente complesse: dal menu Start di Windows 8 (o successivi), basta cercare OneDrive nel campo Cerca programmi e file. Se è la prima volta che si utilizza questo servizio, sarà necessario aprire uno spazio di archiviazione inserire nome e password dell’account Microsoft (lo spazio sarà collegato a tale account) e premere Accedi. In questo modo sarà creata una cartella sincronizzata con il cloud: in pratica, tutto ciò che si inserisce in essa, verrà salvato sulla piattaforma di Microsoft.

Nella fase successiva, verrà proposto l’acquisto di Office 365. Questa suite, oltre a una serie di strumenti estremamente utili, offre anche spazio aggiuntivo su OneDrive. Se non si è interessati a comprare il software, basta cliccare su Non ora per andare oltre. A questo punto Microsoft propone una serie di istruzioni basiche che spiegano come utilizzare il servizio cloud. Dopo questo passaggio sarà finalmente possibile avere libero accesso alla cartella sincronizzata.

ripristino con onedrive

Due modi diversi di utilizzare OneDrive

A questo punto, è bene sapere che OneDrive è utilizzabile in due modi diversi. Nel primo caso, accedendo tramite il menu Start di Windows, si ottiene l’accesso a un’interfaccia avanzata che, dopo una prima fase di ambientamento, risulta piuttosto facile da comprendere e padroneggiare. Questa vera e propria applicazione con interfaccia in stile Metro a se stante consente di gestire i vari file disponibili e le cartelle. Con un semplice clic destro su un qualunque documento è possibile accedere al menu delle opzioni per copiare, fare copia-incolla o rinominare il file o la cartella in questione.

Per chi preferisce lavorare in ambiente desktop però, vi è un’alternativa altrettanto valida. La cartella OneDrive infatti, risulta sempre visibile nella barra sinistra di Esplora Risorse (un po’ come avviene con Dropbox). Questa modalità è indirizzata a chi possiede dispositivi non dotati di touch screen o chi, più semplicemente, è legato alla modalità di lavoro desktop.

OneDrive è disponibile anche per ambiente Mac e su mobile!

Essendo un servizio che si adatta anche a venir utilizzato semplicemente via browser, anche i Mac sono “invitati alla festa”. Pur non potendo usufruire di un’app apposita infatti, lo spazio di archiviazione è liberamente raggiungibile da qualunque sistema operativo. E qui arriva il bello: OneDrive è anche disponibile come app su iOS e  Android. Questo servizio infatti, come ogni buon cloud che si rispetti, si adatta a qualunque tipo di piattaforma.

In conclusione

OneDrive è un servizio di clouding che appare leggermente più limitato per quanto riguarda le funzioni rispetto ai leader del settore come DropBox. Nonostante ciò, i 5 GB gratuiti che mette a disposizione dell’utente e la possibilità di usufruirne da qualunque tipo di piattaforma, ne fanno un servizio comunque da non snobbare. Pur dovendo fare a “sportellate” con servizi di gran lunga più diffusi, vi è sempre la speranza che Microsoft non molli la presa e pensi, in un futuro non lontano, di rendere questo tipo di servizio ancora più profondo e fruibile dagli utenti.

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