Fujitsu, colosso giapponese nel settore informatico, ha oggi annunciato che le sue divisioni Fujitsu Laboratories Ltd., Fujitsu Design Limited e Fujitsu Social Science inizieranno a provare sul campo una nuova tecnologia relativa all’interfaccia utente e all’applicazione che si occuperà della creazione e del supporto dell’ambiente, in grado di trasformare un’intera stanza in un enorme spazio virtuale. I test inizieranno a partire da Agosto nella piattaforma HAB-YU (che si trova a Tokyo), centro creato appositamente da Fujitsu Design per favorire la creazione di nuove rivoluzionarie tecnologie: se i test avranno successo, a Marzo 2016 potrebbe esserci la conclusione della fase di test e un annuncio in grande stile relativo a una commercializzazione di questa tecnologia, sebbene l’applicazione più immediata dovrebbe riguardare la cooperazione con Fujitsu Social Science Laboratory per applicare questa tecnologia al loro Web Core Innovation Suite, uno strumento di supporto per la co-creazione e l’apprendimento già disponibile sul mercato.

Fujitsu sviluppa la tecnologia che trasformerà una stanza in un enorme spazio virtuale

Come mai una notizia del genere viene trattata anche su OutOfBit e non solo sui blog che si occupano di questi brevetti? Questa nuova tecnologia UI di digitalizzazione dello spazio circostante permetterà alle persone di liberarsi dagli schermi di smartphone, tablet e PC a favore di un display virtuale molto più grande, ottenuto proiettando le schermate del sistema in questione su un muro o un tavolo e permettendo alle persone di interagire con esso compiendo delle semplici operazioni. Volete un esempio? I partecipanti a un workshop potranno connettere i loro dispositivi a questi schermi giganti ottenuti tramite proiettore e mostrare a tutti gli altri partecipanti una determinata applicazione: le azioni di interazione che verranno prese dalle persone presenti nella sala verranno trasmesse a particolari dispositivi che permetteranno l’immediata condivisione di file tra un utente e l’altro grazie a delle operazioni intuitive su muri e tavoli.

Utilizzando l’applicazione di supporto, che implementa questa nuova tecnologia UI, il materiale che le persone portano con sé potrà essere mostrato e condiviso in un formato maggiore, in modo che le informazioni possano essere meglio organizzate mentre si affronta un brainstorming o si partecipa alla stesura di un documento (affiancare più finestre è di sicuro meno problematico in uno schermo da 5×3 metri piuttosto che in uno avente diagonale da 5 pollici di un comune smartphone).

Fujitsu permetterà di trasformare una stanza in spazio virtuale 1

Al giorno d’oggi esistono le tecnologie che permettono di gestire interfacce di dimensioni notevoli, come ad esempio tablet con schermi aventi dimensioni pari a quelli di una scrivania e lavagne multimediali: la mancanza principale è l’assenza di funzionalità di linking, che rendono molto difficile (se non impossibile) collegare diversi dispositivi a un sistema di display unificato che utilizza l’intero spazio a sua disposizione. Per questo motivo è stato molto problematico applicare l’attuale tecnologia alle situazioni di co-creation, dove più utenti lavorano contemporaneamente allo stesso prodotto.

In futuro, grazie all’adozione di queste soluzioni, si avrà una nuova interfaccia naturale per utilizzare una varietà di applicazioni in un grande spazio: i principali benefici saranno una maggiore facilità nello scambio e condivisione di informazioni, che accelereranno e miglioreranno notevolmente tutti i processi di co-creazione, aumentando sensibilmente la produttività nelle aziende che adotteranno questa nuova tipologia di interfaccia utente.

Le applicazioni di questa tecnologia non sono limitate unicamente a workshop e brainstorming: showroom ed entrate di hotel sono solo alcuni degli scenari possibili che potrebbero beneficiare della digitalizzazione dello spazio circostante.

Grazie all’utilizzo dell’interfaccia front-end e delle API sviluppate dai Fujitsu Laboratories, sarà semplice per gli sviluppatori adottare e personalizzare secondo le proprie esigenze questo tipo di virtualizzazione: come spesso accade con le tecnologie Fujitsu, gli unici limiti sono posti dalla fantasia dei singoli sviluppatori visto che l’azienda giapponese si occupa soprattutto della realizzazione dell’infrastruttura chiave, lasciando agli utenti finali la scelta e le modalità di utilizzo.

Fujitsu permetterà di trasformare una stanza in spazio virtuale 1

Concludiamo questo articolo sottolineando il fatto che Fujitsu, come molti dei suoi partner e concorrenti (Intel, Microsoft, Google & Co), non si sofferma unicamente sulla vendita dei suoi prodotti (tablet o PC per le fasce alte del mercato e il settore business) o dei servizi (in particolare modo l’ecosistema dei datacenter) ma investe profondamente nella ricerca, in modo da poter sviluppare le tecnologie che nel giro di pochi anni potrebbero trasformare radicalmente le nostre abitudini.

Se proprio dovessimo sbilanciarci in qualche previsione, riteniamo che la diffusione in larga scala della realtà aumentata e di quella virtuale dovrebbe essere il prossimo “terremoto” tecnologico, in grado di stravolgere il mercato: il fatto di poter condividere su un muro, giusto per citare la tecnologia che abbiamo trattato in questo articolo, una serie di informazioni con questa facilità renderà la presenza di dispositivi aziendali (tablet, PC e smartphone) pressoché inutile, vista la possibilità di interagire con il grande schermo  a prescindere dal tipo di dispositivo in nostro possesso. Di conseguenza le aziende che verrebbero penalizzate dall’avvento di questa nuova era saranno quelle che hanno fatto della vendita di questi dispositivi (e dei servizi relativi) un core business, senza saper diversificare le fonti di guadagno e dover colmare un gap importante con tutti gli altri competitor che hanno investito notevolmente nella ricerca e sviluppo.

Nel caso ne voleste sapere di più su questa tecnologia Fujitsu, vi consigliamo di dare una lettura al comunicato ufficiale, in lingua inglese, della società giapponese.