Il cloud computing è una tecnologia ormai quasi essenziale per gli ambiti aziendali e non solo. A grandi linee, possiamo suddividerla in tre settori: il cloud pubblico, il cloud privato e quello ibrido (una combinazione dei due precedenti).

A differenza di un cloud privato che viene creato utilizzando l’infrastruttura dell’azienda, il cloud pubblico viene realizzato utilizzando risorse di terze parti. Ciò consente al fornitore del servizio una sorta di computer virtuale condiviso tra chiunque ne prenda parte.

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Cloud pubblici e cloud privati

Al giorno d’oggi, i cloud pubblici non vengono normalmente utilizzati come unica soluzione per l’organizzazione di un lavoro. Più genericamente, sono utilizzati come parte di un ambiente lavorativo eterogeneo, spesso combinato con un cloud privato, dando vita a un sistema ibrido (come già accennato).

Parlando di numeri, è facile capire come questa tecnologia si sia ritagliata un ruolo di tutto rispetto: secondo recenti dati, nel 2018 il business che ruota attorno al cloud dovrebbe raggiungere quota 186 miliardi di dollari (con un incremento del 21% rispetto all’anno precedente).

I vantaggi di un cloud pubblico

Andiamo più nello specifico analizzando quali sono i vantaggi dell’uso di un cloud pubblico.

Scalabilità

A differenza di un cloud privato, con il quale l’azienda deve costruire l’infrastruttura apposita, un ambiente cloud pubblico significa che il fornitore ha la totale responsabilità di fornire le risorse su richiesta.

Il vantaggio collaterale per il business è che questo consente alle risorse di essere ridimensionate secondo necessità e di rispondere ai picchi occasionali del traffico che si verificano eventualmente. Quest’ultimo significa che le aziende non devono sovraccaricare il proprio cloud privato solo per far fronte a un aumento della domanda in alcuni giorni dell’anno, per esempio.

Alta affidabilità

Il data center di un’azienda è situato in una particolare posizione geografica, che può essere soggetta a eventi meteorologici anche catastrofici, semplici blackout e altri potenziali problemi. Solo una minoranza di aziende ha le risorse per avere più data center da utilizzare come cloud privati suddivisi in più aree geografiche.

Tuttavia, con il cloud pubblico, fornitori come Microsoft e Google  forniscono una vasta rete di server in molte aree diverse, offrendo un livello più elevato di affidabilità, rispetto alla maggior parte delle singole aziende. Anche se un singolo data center va incontro a un inaspettato blackout, gli altri continuano a funzionare e il servizio nella sua globalità ne risente in maniera pressoché nulla.

Costi

Costruire un cloud privato può essere molto costoso. Devi considerare il costo iniziale per acquisire tutto l’hardware nonché la successiva manutenzione, inclusi i guasti hardware, l’eventuale sostituzione dei componenti deteriorati e la manodopera del reparto IT.

Con un cloud pubblico, questo è sostituito da un contratto per un canone mensile che fornisce tutto questo senza i costi di avvio.

Gli svantaggi di un cloud pubblico

Come qualunque altra scelta, optare per un cloud pubblico comporta anche qualche svantaggio.

Problemi di sicurezza

Nonostante la sicurezza dei cloud pubblici è migliorata notevolmente negli ultimi anni, rimane intrinsecamente meno sicuro di una soluzione di cloud privato dedicata a una singola organizzazione.

Un recente esempio di preoccupanti furti di dati hanno coinvolto grandi aziende come Amazon Web Services di Spyfone, Tesla, GoDaddy e Accenture.

Prestazioni inferiori

Mentre un servizio cloud privato si connette tramite una LAN aziendale più veloce, il cloud pubblico è alla mercè della connessione internet.

Ciò può comportare una maggiore latenza per le app, causando prestazioni peggiori, soprattutto considerando che molti data center possono essere posizionati a una certa distanza dall’utente.

Migrazione dei dati

Un caso di utilizzo comune per public cloud è la memorizzazione dei dati offsite, sfruttando la ridondanza per evitarne la perdita. Tuttavia, ciò può creare problemi per quanto riguarda lo spostamento dei dati poiché si basa sulla velocità di Internet e può essere ostacolato da problemi di sovraccarico della linea.

Inoltre, i dati possono finire in paesi diversi ed essere soggetti a normative diverse, incluse le diverse leggi sulla privacy dei dati.

AWS e gli altri giganti del settore

Le soluzioni di cloud pubblico sono numerose e vedono coinvolte alcune aziende dal nome a dir poco affermato: tra le tante ricordiamo Microsoft Azure, IBM Cloud, Oracle Cloud e Google Cloud, Navisite, Alibaba, Egnyte, Red Hat e Rackspace Nube.

Tuttavia, il leader in questo segmento è Amazon Web Services (noto soprattutto come AWS) che continua a crescere a un ritmo impressionante (48,9% nel secondo trimestre 2018).

AWS detiene circa il 34% del mercato dell’infrastruttura cloud, il che rende questa azienda non solo il più grande dei servizi cloud pubblici, ma conferisce un vantaggio notevole quando ci rendiamo conto che è più grande dei quattro più diretti concorrenti messi insieme.

L’elenco di clienti che utilizzano AWS è comprende i più disparati settori, con brand come come Comcast, Siemens, Lyft, Slack.