Recensione MacBook Pro 14 M1 Pro dopo 3 mesi di utilizzo

recensione MacBook Pro 14 M1 Pro
Seguici su Google News

Come faccio a scrivere la recensione di un MacBook che non sono in grado di mettere davvero alla prova? C’ho pensato per qualche giorno, ho buttato giù diverse bozze e poi le ho cestinate. Alla fine però ho ritenuto più opportuno ed utile raccontarvi la mia esperienza dopo 3 mesi di utilizzo del nuovo MacBook Pro M1 Pro in versione con 10 core per il processore, 16 core per la parte grafica, 16 GB di RAM ed 1 TB di SSD. Premetto subito che non sarà una recensione tecnica, troppi siti e blogger e youtuber, con più competenze ed esperienza di me, si sono già cimentati nell'arduo compito di mettere sotto stress i nuovi MacBook Pro. Cominciamo con questa non recensione.

Videoracconto - 3 MESI CON MACBOOK PRO 14 M1 PRO: la NON recensione

Perché l’ho acquistato

MacBook Pro 14 M1 Pro dotazione accessori

Ero in fissa con i nuovi MacBook da quando Apple ha presentato le versioni M1 nel 2020, ho resistito. È stata dura, ma ho resistito. Ha prevalso la volontà di evitare di acquistare un portatile con un Soc di prima generazione, con la touchbar che non mi ha mai fatto impazzire e con un numero eccessivamente ridotto di porte. E poi sono arrivati i nuovi MacBook Pro con i nuovi Soc M1 Pro ed M1 Max e non ho resistito, c’ho provato, c'ho provato davvero, ma non ce l’ho davvero fatta.

MacBook Pro 14 M1 Pro logo apple

Non sono riuscito a resistere alla scimmia e mi sono convinto di averne estremamente bisogno perché la mia situazione familiare era in una fase di forti cambiamenti. La gran parte del mio studio è diventata la cameretta di mio figlio e quindi non posso passare lo stesso quantitativo di ore al mio PC fisso con Windows di un tempo, a questo si aggiunge che il mio vecchio MacBook Pro del 2013 era arrivato all’età pensionabile con quota 100 e non voleva rimandare ulteriormente. Poi una mattina, in compagnia della scimmia, apro Amazon e vedo il 14 con M1 Pro in versione 10/16 core (quindi non il SOC base) con 1 TB di SSD e l’alimentatore da 96W scontato da 2849 a 2499. Chi sono io per dire no ad un’offerta di Amazon? Procedo subito con l’acquisto a rate perché sono papà blogger povero, il resto è storia recente. Quella che vi racconto oggi è la mia esperienza d’uso con MacBook Pro 14 M1 Pro dopo 3 mesi di utilizzo. La definisco una non recensione fin da subito quindi non aspettatevi una recensione tecnica, gli esperti e quelli bravi l’hanno già fatta prima di me al momento del lancio, mi limiterò a raccontarvi la mia esperienza, le mie sensazioni ed il feeling d’uso dopo qualche mese, il tutto con la speranza di aiutarvi a capire se è la macchina che fa al caso vostro.

MagSafe sì, MagSafe no

MacBook Pro 14 M1 Pro cavo magsafe telato

Inizio a raccontarvi il tutto a partire da uno dei primi argomenti di discussione: il nuovo alimentatore MagSafe. Per chi non lo sapesse, si tratta di un alimentatore con porta proprietaria magnetica che consente al filo di scollegarsi se tirato o strattonato, questo consente di evitare eventuali cadute del Mac o danni alla porta qualora qualcuno inciampasse nel filo. L’ho utilizzato con molta soddisfazione per anni sul mio vecchio Macbook e mi ha salvato da almeno una decina di potenziali rovinose cadute mentre lavoravo in casa o in luoghi pubblici. Per quanto mi riguarda, la reintroduzione del MagSafe è assolutamente una notizia positiva. Il nuovo connettore ha una presa magnetica molto solida e più forte delle precedenti: se il filo viene tirato lentamente si trascina tutto il computer (in passato si sarebbe subito sconnesso), se si da un forte strattone la presa di stacca ed il Mac rimane al sicuro.

MacBook Pro 14 M1 Pro interno e cavo magsafe

Per tutti quelli che lo criticano e che vorrebbero continuare ad usare un unico alimentatore USB-C per tutti i device o tramite la power delivery di un monitor, va ricordato che i nuovi MacBook Pro del 2021 possono essere anche caricati tramite USB-C e che l’alimentatore stesso ha una porta USB-C, quindi problemi zero. Sicuramente chi acquistare un notebook di questo tipo avrà già a casa o in ufficio un buon cavo USB-C da usare per la ricarica.

Personalmente ho adottato una soluzione ibrida che mi consente di muovermi agevolmente in fase di ricarica. Utilizzo l’alimentatore MagSafe mentre lavoro in casa, quando so che mio figlio potrebbe trascinare via il Mac nelle sue scorribande, ed utilizzo un alimentatore USB-C di Ugreen da 100W quando sono in mobilità ed ho la necessità di portare con me un solo dispositivo che mi permetta di caricare anche Apple Watch ed iPhone 13 Pro Max.

Vecchio design, tanta solidità

MacBook Pro 14 M1 Pro design e costruzione

Chi compra un MacBook Pro con i nuovi SOC M1 Pro e Max cerca una workstation, non un laptop superfigo e sottile per tirarsela con gli amici, all’università e in biblioteca/da Starbucks. Chi compra questa tipologia di prodotti vuole, naturalmente, un prodotto bello, ben rifinito e solido, come di addice ad ogni prodotto Apple, ma non sta a farsi le pippe sul millimetro in più della scocca o sugli angoli più o meno smussati, in una workstation si cerca solidità, potenza e buona dissipazione.

Il MacBook Pro da 14 di fine 2021 è un portatile Apple diverso da quelli visti negli ultimi anni e segna un ritorno al design dei MacBook di fine 2010 ed è quindi un po’ vecchia scuola. Le linee sono più squadrate, gli angoli meno vivi e le dimensioni leggermente maggiori lo fanno sembrare a prima vista molto più grande delle versioni da 13 pollici, in realtà non è poi così diverso e ci si rende velocemente conto di quanto sia un notebook meno ingombrante di quanto sembri. Il Macbook da 14 di fine 2021 è un portatile davvero facile da portare in giro dentro uno zaino, in questi mesi di utilizzo mi sono ritrovato spesso a portarlo in giro per lavorarci e per cazzeggiare e le dimensioni non sono mai state un problema. Considero passabile anche il peso di 1,6 kg, non è assolutamente una piuma, ma considerando l’hardware che ci mette a disposizione è sicuramente un compromesso accettabile.

MacBook Pro 14 M1 Pro logo

La qualità costruttiva si conferma semplicemente eccellente con una scocca realizzata interamente in alluminio che rende il MacBook Pro M1 Pro da 14 un prodotto estremamente raffinato ed elegante, ma, soprattutto, molto resistente. Tutti i lati sono solidi ed impossibili da flettere, anche il display, per quanto sottile, risulta assolutamente robusto. La qualità costruttiva è sublime, in pieno stile Apple.

Non ha l’effetto wow, ma è comunque un notebook bello e costruito in maniera impeccabile.

Display WoW

MacBook Pro 14 M1 Pro display e notch

Il display ha l’effetto WoW uno dei veri elementi innovativi del MacBook Pro. Parliamo di un Display Liquid Retina XDR da 14,2 pollici con una risoluzione da 3024×1964 pixel, tecnologia MiniLED che garantisce una luminosità costante di 1000 nits ed una luminosità di picco da 1600 nits, un contrasto di 1.000.000:1 e un refresh rate adattivo fino a 120 Hz. Tutto questo per dire che è il migliore schermo che potete trovare oggi su un notebook, è semplicemente pazzesco!

Parliamo anzitutto di luminosità. Se alziamo al massimo il valore, ed arriviamo quindi fino ai 1600 nits di picco, otteniamo uno schermo decisamente luminoso e brillante, tanto da risultare quasi fastidioso se utilizzato in ambienti al chiuso, anche se ben illuminati. Luminosità che ci consente quindi di lavorare anche sotto la luce del sole senza problemi. Personalmente, per un utilizzo in studio e in casa, ho sempre optato per valori inferiori alla metà della luminosità, ottenendo una retroilluminazione più che buona e risultati molto interessanti.

Andando oltre alla semplice luminosità, c’è da parlare parlare della qualità del pannello che offre, grazie alla modalità HDR Video e alla tecnologia MiniLED, un'eccellente qualità visiva con un bilanciamento del bianco impeccabile e neri profondi grazie allo spegnimento dei LED. Il display è uno spettacolo per gli occhi con una taratura effettuata su ogni singolo schermo che garantisce un bilanciamento dei colori perfetto per chi lavora nel mondo della grafica, a questo si aggiungono una luminosità pazzesca ed una fluidità ed una velocità davvero elevati grazie al refresh rate dinamico che arriva fino a 120 Hz. Tutte caratteristiche che rendono le immagini a schermo pazzescamente belle, liquide e scorrevoli.

Mi è piaciuto, infine, anche il formato 16:10 che aggiunge un po’ di spazio in verticale (76 pixel) e torna molto comodo per il lavoro. La maggiore verticale, infatti, ci permette di avere pagine più ampie e più elementi a schermo, una scelta tecnica e costruttiva che si dimostra vincente, azzeccata e molto utile in ogni ambito di utilizzo professionale. Il 16:10 non è però l’ideale per lo streaming dei video, però questa è una macchina per lavorare e va valutata come tale.

Ma c’è il notch

MacBook Pro 14 M1 Pro notch

Ho sempre criticato aspramente il notch sugli iPhone. La ritengo una scelta estetica e funzionale discutibile e la sua introduzione sui MacBook mi ha fatto incazzare notevolmente. Devo però ammettere (controvoglia, sia chiaro) che il notch posizionato li in alto su un pannello da 14 pollici sparisce nel nulla e se ne perdono le tracce. Nei primi giorni mi ci cascava spesso, troppo spesso, l’occhio. Dopo qualche giorno ci si abitua senza problemi, proprio come avviene con iPhone, ci si dimentica di lui e tutte le discussioni finiscono li.

Nell'utilizzo quotidiano il notch è di poco intralcio. Pensate a quando lavorate, quanto spesso vi capita di smanettare sulla parte centrale alta del display? Quasi mai, esatto. Lo stesso avviene nell'editing video, nella modifica delle foto, nella videoscrittura e nella programmazione e più semplicemente nell’uso dei menu, capita davvero di rado di dover usare quella parte di schermo. L’unica cosa che non mi ha convinto è la gestione del puntatore che sparisce letteralmente sotto il notch, forse si poteva implementare come succede per le cornici del display e creare un bordo virtuale attorno cui far girare il mouse.

Il notch viene giustamente criticato e si poteva optare per una soluzione migliore, ma in fin dei conti se ne sta li in alto e non si nota.

Ottima la nuova webcam da 1080p posizionata nel notch, anche se sparavo in un FaceID, che funziona in maniera impeccabile e permette di effettuare videochiamate e riunioni di alta qualità. Semplicemente perfetti i microfoni che riescono a catturare la nostra voce in maniera cristallina.

Bentornate porte

Un altro aspetto che non mi aveva convinto dei MacBook con M1 era il ridotto numero di porte che rendevano necessario l’utilizzo costante di hub e adattatori. Apple, dopo aver ascoltato le lamentele e le richieste degli utenti, è tornata sui suoi passi e ha reintrodotto un buon numero di porte che semplifica notevolmente l’utilizzo quotidiano dei professionisti e riduce il bisogno di usare degli adattatori.

MacBook Pro 14 M1 Pro lato sinistro

Sul lato sinistro troviamo, oltre al già citato MagSafe, due porte Thunderbolt 4 ed un jack audio da 3,5 mm ad alta impedenza che permette di utilizzare cuffie di ultima generazione con rilevamento automatico del carico ed una regolazione della potenza in uscita bilanciata in base al tipo di cuffie.

MacBook Pro 14 M1 Pro lato destro

Dall’altra parte ci sono un lettore di memorie SDXC, un’altra porta Thunderbolt 4 ed una porta HDMI 2.0 che ci permette di collegare un monitor esterno in 4k a 60 Hz.

Si poteva fare meglio con una porta HDMI più evoluta, ma generalmente il numero di porte è sufficiente per la gran parte degli utilizzi.

Audio da professionisti

MacBook Pro 14 M1 Pro lato tastiera

Piccola nota di merito anche per il comparto audio. Il MacBook da 14 monta un set di 6 altoparlanti con due tweeter e quattro woofer (con posizione opposta per annullare le vibrazioni) che sono capaci di offrire un ottimo sound.

Il suono riprodotto dal set di altoparlanti è profondo e corposo e rimane sempre nitido e pulito con uno spettro sonoro ben coperto, alti e medi precisi e bassi presenti. Nel complesso è sicuramente il miglior comparto audio ad oggi disponibile su uno notebook, la concorrenza qui ha solo da imparare e prendere spunto.

Tastiera e trackpad perfetti

MacBook Pro 14 M1 Pro tastiera e trackpad

Sono un amante delle tastiere meccaniche, della loro precisone e dei clickclack che fanno i tasti alla pressione. Ne ho comprate tante, ne ho usate una marea, ma alla fine però poi torno sempre a scrivere con le tastiere a membrana a basso profilo che mi regalano un miglior feedback in fase di digitazione, le trovo più veloci e scorrevoli.

Da alcuni anni ormai ho sviluppato una simbiosi con la Logitech Craft, una tastiera con la quale sto vivendo una bella storia d’amore e che non pensavo avrei mai abbandonato. Questo fino alla prima volta con la tastiera del nuovo MacBook Pro 14.

La tastiera dei nuovi MacBook è una delle migliori che io abbia mai provato in assoluto, non solamente nel settore notebook. La tastiera è davvero molto comoda e si presenta con il nuovo layout, orfano della touchbar, con il TouchID per il riconoscimento delle impronte digitali, quest'ultimo è posto in alto a destra e fa il suo lavoro in maniera precisa e veloce.

I tasti hanno una corsa leggermente allunga rispetto ai modelli precedenti, hanno un feedback preciso ed un click smorzato ma presente e che regala un’esperienza di digitazione e scrittura piacevole, comoda, fluida e coinvolgente.

Impeccabile il funzionamento della retroilluminazione automatica che si attiva alla pressione dei tasti e che regola la retroilluminazione in base alle condizioni ambientali.

MacBook Pro 14 M1 Pro trackpad

Rimane poi il solito impeccabile trackpad di grandi dimensioni. Il trackpad conserva tutta la sua precisione e velocità di utilizzo. Il riconoscimento delle gesture è perfetto e lo rende superiore a tutti quelli dei concorrenti, nessuno regge il confronto col pad dei MacBook.

Prestazioni al top

MacBook Pro 14 M1 Pro touch id

E qui veniamo al lato più personale e di difficile valutazione, dove solo un professionista che conosce i suoi software ed il suo workflow può valutare se un prodotto come questo fa al caso suo.

La configurazione base di M1 Pro monta una CPU ad 8 core (6 ad alte prestazioni e 2 ad alta efficienza), una GPU a 14 core, 16 GB di RAM ed un SSD da 512 GB, allo stesso prezzo ho avuto la fortuna di poter acquistare in sconto su Amazon la versione con CPU a 10 core, GPU a 16 core e SSD da 1 TB. Cambia poco fra le due ma era giusto specificarlo prima di parlare di prestazioni.

Per testarlo ho deciso di seguire quello che è il mio workflow classico, non ho voluto strafare o provare inutili programmi di benchmark che sparano valori a cui fatico a dare un riscontro. Ho quindi passato i primi giorni a configurare app e programmi, a spostare file e a prendere dimestichezza con la nuova bestia. Dopo una settimana ho stabilizzato il mio flusso di lavoro e sono stato finalmente in grado di usare al meglio, in base alle mie necessità, il Mac.

MacBook Pro 14 M1 Pro tema

Il mio utilizzo tipo si compone di un massiccio uso di Chrome, con una media di 25/30 schede aperte suddivise in due sessioni su due scrivanie differenti (non uso Safari perché uso spesso smartphone Android e non sono disposto a rinunciare ad una sincronizzazione completa e istantanea), e la costante presenza di software come Spark, Telegram e WhatsApp che lavorano in background e che mi permettono di gestire al meglio mail e messaggistica. Questa è la configurazione di lavoro standard quando sono in mobilità, quando rientro a casa lavoro quasi sempre in dual monitor collegando il MacBook ad un monitor esterno 4K ed in quel caso riesco a sfruttare meglio il doppio schermo per migliorare la mia produttività. Nel caso del doppio monitor spesso aggiungo un'ulteriore sessione di Chrome con in riproduzione in streaming di musica o film. Al tutto si aggiunge la quasi costante presenza di Lightroom, che rimane sempre aperto e pronto all'uso, e spesso e volentieri lascio attivo anche Final Cut.

Durante questi tre mesi di utilizzo devo dire che sono rimasto semplicemente stupito dalle performance incredibili in ogni ambito di utilizzo e dalla possibilità di passare da un’app all’altra e lavorarci senza mai un problema o un rallentamento. Anche in video editing con più file 4K su Final Cut, naturalmente con tutte le altre applicazioni attive e più scrivanie, non ho mai notato particolari rallentamenti ed il flusso di lavoro rimane sempre fluido e veloce. Solo una volta ho avuto dei grossi rallentamenti su Final Cut, è successo applicando un filtro live particolare che mi ha dato qualche grattacapo.

MacBook Pro 14 M1 Pro video editing

A stupire sono anche le prestazioni a batteria, che sono praticamente uguali a quelle che otteniamo quando è collegato l’alimentatore. Questo è un dettaglio assolutamente importante e che permette di lavorare in mobilità sempre con massimo delle performance a disposizione. Va precisato che le differenze fra la modalità batteria e quella ad alimentatore ci sono, ma sono minime e non intaccano l'esperienza utente. Un minuto in più o in meno nell'elaborazione di un render non stravolge certo una valutazione.

Oltre alle ottime prestazioni generali, sono rimasto colpito dalla silenziosità di funzionamento. Il nuovo sistema di raffreddamento di Apple funziona in maniera impeccabile e poche volte mi è successo di sentire le ventole in funzione. Tutta questa efficienza energetica ci permette di lavorare in silenzio, di sentire solo il movimento delle nostre dita su tastiera e trackpad e di non essere mai disturbati dai fastidiosi brusii di sottofondo.

Batteria per tutta la giornata

MacBook Pro 14 M1 Pro grafico batteria

Nei primi giorni di utilizzo, quelli durante i quali ho installato e configurato i miei programmi, pensavo ci fosse un bug e che la percentuale della batteria riportata dal sistema operativo fosse errata. Poi mi sono reso conto che era il frutto di un’autonomia eccezionale.

La batteria da 69,9 Wh offre una autonomia sopra la media che mi ha permesso di ottenere risultati importanti. Nell’utilizzo standard con Chrome, videoscrittura ed app in background sono arrivato senza problemi a superare le 9 ore di utilizzo. Rallentando un po’ ed utilizzando il Mac per streaming video, ascolto di musica o una navigazione standard si riescono a superare le 11 ore. Quando si spinge sull’acceleratore, e viene fuori la vera potenza del Soc M1 Pro, la batteria si consuma abbastanza rapidamente e si scende fino a 3 o 4 ore di autonomia.

La batteria è quindi sufficiente per coprire una giornata di lavoro senza dover ricorrere ad un caricatore. Qualora servisse c’è la possibilità di completare una ricarica rapida in un’ora e mezza tramite MagSafe o di sfruttare la ricarica standard tramite USB-C.

Galleria fotografica di MacBook Pro 14 M1 Pro

Conclusioni: acquistatelo!

Il nuovo MacBook Pro 14 M1 Pro è il portatile che tutti gli amanti dei prodotti Apple stavano aspettando da qualche anno, un device pensato e realizzato per i professionisti e capace di offrire il meglio del meglio del mercato in quasi tutti i suoi aspetti. Lo schermo è uno spettacolo per gli occhi, tastiera e trackpad i migliori che potete trovare su un portatile, il comparto audio è superiore alla concorrenza e il processore M1 Pro, o M1 Max che sia, è in grado di offrire prestazioni elevate ed ideale per veri professionisti che hanno reali necessità di potenza di calcolo e performance.

Il MacBook M1 Pro è una macchina che mi sento di consigliare a due diverse tipologie di utenti: i professionisti veri e gli appassionati di prodotti Apple con buone possibilità economiche.

Chi lo usa come workstation ed ha la necessità di avere fra le mani un MacBook potente e capace di sprigionare potenze di calcolo importanti, anche in modalità batteria, troverà nel MacBook Pro 14 M1 Pro il prodotto perfetto per svolgere al meglio il proprio lavoro. MacBook Pro 14 M1 Pro è una workstation portatile perfetta per la progettazione, il video editing, la grafica professionale, la grafica 3D e le produzioni musicali.

Poi ci sono gli utenti come me, appassionati del mondo Apple, che vogliono farsi un regalo e dare sfogo ad un loro capriccio che si ritroveranno fra le mani un MacBook da amare alla follia e da usare per lungo tempo al massimo delle sue possibilità.

Chi non ha pretese da professionista e vuole rimanere con i piedi per terra, senza spendere una cifra esagerata, farebbe meglio a guardare ai MacBook M1.

Seguici su Telegram per ricevere le migliori offerte tech

Chi siamo?

OutOfBit è un progetto nato nel Maggio 2013 da un’idea di Vittorio Tiso e Khaled Hechmi. Il progetto nasce per creare un sito di blogging che sappia differenziarsi ed appagare il lettore al fine di renderlo parte fondamentale del blog stesso.
Entra nello staff
COPYRIGHT © 2021 OUTOFBIT P.IVA 04140830243, TUTTI I DIRITTI RISERVATI.
crossmenu linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram