Sicurezza e privacy: meglio Android o iOS?

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Android e iOS, i due sistemi operativi mobile per eccellenza, dividono in due un intero settore. Nonostante i due partiti distinti siano spesso in guerra aperta, va detto che entrambi gli ambienti di lavoro sanno distinguersi con caratteristiche tecniche molto valide, che vanno incontro a specifiche tipologie di utenti.

Per quanto riguarda sicurezza e privacy, quale delle due soluzioni è in grado di offrire la migliore protezione? Prima di approfondire l'argomento vanno fatte alcune considerazioni.

Android ios

Android e iOS: sicurezza e privacy a confronto

Android detiene una fetta maggiore di mercato, visto che statisticamente 3 utenti su 4 hanno uno smartphone con questo sistema operativo. Ciò va a determinare anche il potenziale comportamento degli hacker: un pirata informatico infatti, quando studia un metodo per agire, sa bene che puntando sul sistema operativo di Google ha potenzialmente un bacino di vittime molto più ampio e ricco di opportunità.

Per questo motivo, Android è potenzialmente più soggetto ad attacchi. In questo articolo però vogliamo andare oltre i numeri e analizzare tecnicamente quale dei due ambienti è più protetto.

Due filosofie di sviluppo ben distinte

Quando si mettono a confronto i due ecosistemi, la prima differenza che salta all'occhio è la natura open source di Android. Di fatto, chi vuole realizzare la propria app nel sistema operativo di Google, non ha particolari difficoltà a trovare strumenti e istruzioni per svolgere tale mansione.

Ovviamente, questa accessibilità comporta anche rischi a livello di sicurezza. Anche gli hacker infatti, hanno accesso facilmente al codice che può poi aiutarli nei loro intenti malevoli. Se a ciò aggiungiamo i numeri suddetti, è facile intuire come un pirata informatico interessato a fare grandi numeri prenda di mira Android e i suoi utenti.

La filosofia iOS di contro, è ben diversa. Al di là della cura risposta dagli sviluppatori Apple nell'ambito della sicurezza, il sistema che gira sugli iPhone è decisamente più chiuso rispetto alla controparte.

Apple esercita un controllo quasi maniacale di verifica su tutto ciò che viene proposto dall'app Store. Se questo comporta dei limiti a livello di varietà software, con alcune app rifiutate talvolta con eccessivo rigore, ciò ha contribuito a mantenere un ambiente dove i malware sono qualcosa più che una rarità.

A complicare le cose vi è il fattore aggiornamenti. Statisticamente infatti, viene considerato il fatto che gli utenti Android sono più reticenti ad aggiornare il proprio sistema operativo rispetto a quelli iOS. Ciò, ovviamente, comporta a potenziali rischi maggiori in questo ambiente.

Il sideloading

A causare maggiori problematiche di sicurezza in ambiente Android è prevalentemente la pratica conosciuta come sideloading.

Si tratta dell'abitudine di installare app che non sono presenti su Google Play, utilizzando store alternativi o direttamente file APK scaricati dal Web. In questo contesto, come appare logico, è molto semplice incontrare app malevole.

da android a ios

Un problema a lungo sottovalutato da Google

Per un lungo periodo, Google ha ritenuto Android un ambiente relativamente sicuro. Questo abbassare la guardia ha causato due effetti negativi. In primis, gli hacker hanno avuto il tempo per organizzarsi e creare virus sempre più aggressivi.

In seconda battuta, Apple ha potuto prendere un certo margine di vantaggio nell'ottica sicurezza e privacy, potendo dunque considerarsi come il sistema mobile più sicuro.

Per fortuna, infine Google ha cambiato il suo approccio. Seguendo la strada percorsa da iOS, per esempio, abbandonando la filosofia di concedere alle app tutti i permessi in blocco oppure di scegliere singolarmente dove e come il software può agire (microfono, webcam, contatti, telecamera e simili). Ciò, abbinato ad aggiornamenti e patch sulla sicurezza sempre più frequenti, hanno consentito ad Android di limitare il gap.

Conclusioni

Per sua stessa natura, iOS ha nei suoi punti forti sicurezza e privacy. Google si è mossa con un filo di ritardo con Android che, pur essendo open source, avendo una moltitudine di utenti è l'ambiente naturale per i black-hat hacker.

Ciò non significa che Android sia un ambiente pericoloso: adottando un atteggiamento prudente, evitando il sideloading e magari dotandosi di un antivirus e/o una VPN, è possibile utilizzare uno smartphone con questo OS senza particolari preoccupazioni.

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