Editoriale

Ansia da Zoom: come combatterla?

L’ansia da Zoom è un problema reale, sempre più concreto e che influenza la vita di un numero enorme di persone sparse in tutto il mondo. I servizi di videochat e conferenza, durante l’ultimo anno sono diventati per milioni di persone in tutto il mondo l’unico modo per poter lavorare.

Se questa nuova concezione lavorativa porta all’innegabile comodità di avere il proprio ufficio direttamente in salotto, d’altro canto porta con sé una serie di problematiche psicologiche ancora tutte da scoprire. Sebbene vi siano poche ricerche sull’ansia da Zoom, un sondaggio del novembre 2020, effettuata su 2.000 smart worker, ha rilevato che questo problema è più che concreto.

Stiamo parlando di problemi tecnici e audio che non è possibile risolvere, non essere in grado di leggere il linguaggio del corpo delle persone, sentirsi come se non si fosse ascoltati, dover rispondere a una chiamata senza tempo per preparare il proprio aspetto estetico, preoccuparsi di inquadrare parti della propria stanza disordinata e tante altre situazioni spiacevoli.

Cosa fare per contrastare l’ansia da Zoom?

Ovviamente, il software Zoom è utilizzato solo come esempio: qualunque tipo di problematica citata, è facilmente applicabile a qualunque applicazione simile. Ciò che non cambia però, è l’ansia che queste piattaforme tendono a causare in alcuni soggetti.

Anche se le piattaforme di chat video rimarranno a lungo una parte della nostra vita quotidiana, non è detto che bisogna convivere con questa nuova forma d’ansia. Ecco alcune cose che puoi fare in questo momento per migliorare la situazione e rendere il tuo smart working meno pesante possibile.

Disattiva la visualizzazione personale

Dopo aver effettuato l’accesso a una chiamata e esserti assicurato di essere ben inquadrato, fai clic con il pulsante destro del mouse sul video per visualizzare il menu. Scegli dunque la voce Hide Myself (o qualunque cosa simile sia presente nell’app che stai usando). Apparirai agli altri, ma non dovrai fissarti per tutto il tempo.

Secondo quanto affermato dal direttore e fondatore del Virtual Human Interaction Lab della Stanford University, Jeremy BailensonSecondo me, la visione di sé è la più preoccupante in questo ambito. Mai prima d’ora le persone si sono fissate così a lungo durante il giorno. Ciò aggiunge stress sia consapevolmente – le persone si preoccupano del proprio aspetto, della cura della persona, eccetera – che inconsciamente, poiché la ricerca psicologica ha dimostrato che anche quando le persone non stanno pensando attivamente, il loro riflesso su uno specchio, li induce ad aumentare l’autocritica“.

Nei casi in cui il software usato non permette di nascondere la propria immagine, vai ad agire in maniera fisica sulla fotocamera, andando a coprire la ripresa.

chiamate zoom

Rivaluta la necessità di video nelle tue chiamate

Sempre in questa ottica, se stai ospitando una riunione valuta se questa può essere effettuata esclusivamente via audio o direttamente tramite smartphone. Non è detto che, per le mansioni più semplici, sia sempre e comunque necessario vedersi in faccia.

Ciò può aiutare ad alleggerire la pressione che va a creare la cosiddetta ansia da Zoom.

Parla con il tuo manager o il leader del problema

Forse può sembrare stupido, ma l’ansia va a influire anche la qualità e la quantità del tuo lavoro. Rivolgerti a un responsabile o a un manager, potrebbe dunque essere un’ottima soluzione per migliorare la situazione.

Potresti far loro sapere che dal momento che non sei in una posizione di alto livello, non pretendi di avere parola ma vuoi limitarti ad ascoltare, magari intervenendo occasionalmente via chat, magari svolgendo anche un’importante funzione come moderatore della discussione.

Se sei esausto per le videochiamate, non devi andare alla riunione o all’hangout giusto per vedere i tuoi colleghi in faccia. Se ti accorgi che questa situazione sta creando stress, cerca di mettere un freno.

Concediti una pausa

Se hai avuto situazioni legate a stress o ansia per le videochiamate, sappi che sei tutt’altro che solo. La maggior parte delle persone è preoccupata da questo contesto lavorativo ancora così giovane.

Un manager può essere preoccupato per il suo cane che, da un momento all’altro potrebbe abbaiare durante una riunione importante oppure, molto più semplicemente essere assillato da una rete Wi-Fi traballante. Dopo più di un anno di smart working praticamente forzato, le persone tendono ad essere abbastanza consapevoli delle difficoltà che derivano dal lavorare da casa e dall’invitare i tuoi colleghi, di fatto, all’interno della tua abitazione.

Ovviamente poi, utilizzare gli strumenti giusti per lavorare da remoto può essere un buon modo per alleggerire questa forma di stress.


Fonte cnet.com

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