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Smartphone venduti senza caricabatterie: cosa c’è dietro?

Smartphone venduti senza caricabatterie

Quando ha lanciato l’iPhone 12, Apple ha svelato al mondo intero che non avrebbe più incluso i caricabatteria nella confezione. Molti produttori di smartphone hanno stigmatizzato (e ridicolizzato) la scelta effettuata dall’azienda di Cupertino ma, alla fine, alcuni di loro hanno seguito l’esempio!

Samsung, per citarne una, non include il caricabatterie nella scatola dell’S21 e nemmeno negli smartphone Z Fold 3 e Z Flip 3 da poco rilasciati. Nemmeno il Pixel 6 di Google avrà un caricabatterie in dotazione. Xiaomi ha un po’ invertito la rotta e, se in un primo momento ha annunciato che il suo smartphone Mi 11 non avrebbe avuto un caricabatterie incluso nella confezione, alla fine ha cambiato idea.

Ma qual è la reale motivazione che sta alla base di questa scelta? Continua a leggere quest’articolo: ti sveliamo i piani delle aziende produttrici di smartphone!

La tutela dell’ambiente

Smartphone venduti senza caricabatterie

Nella campagna di lancio di iPhone 12 nel 2020, Apple ha dichiarato che non avrebbe inserito nè le cuffie Lightning né il caricabatterie nella confezione perché la maggior parte degli utenti di iPhone già possiede entrambi i dispositivi. Per rafforzare la sua tesi, l’azienda di Cupertino ha anche pubblicato i numeri affermando che esistono già oltre 2 miliardi di adattatori Apple in giro per il mondo.

Considerando questi numeri, l’azienda ha deciso di non includere più questi dispositivi nella confezione andando a ridurre, in questo modo, non solo le risorse ma anche le dimensioni della confezione dell’iPhone. Ma non è finita qui: la rinnovata dimensione della scatola dell’iPhone consentirebbe ad Apple di spedire fino al 70% in più di telefoni in un unico container, riducendo così l’impronta di CO2 aziendale ovvero le emissioni totali di gas a effetto serra causate dal traffico delle merci.

Risparmiare qualche “spicciolo”

La decisione di Apple, se guardata superficialmente, sembra davvero molto saggia. Mai come ora abbiamo bisogno di tutelare l’ambiente che ci circonda riducendo gli sprechi e l’uso delle risorse. Ed è proprio per questo che anche altre aziende come Samsung e Google hanno seguito l’esempio di Apple non includendo il caricabatterie nella confezione dell’S21 e del Pixel 6.

Cinicamente, potremmo affermare che le aziende stiano facendo tutto ciò soltanto per “spremere” più denaro dai propri consumatori. Tuttavia, i rapporti affermano che Apple sarà in grado di guadagnare soltanto un ulteriore 1% con l’eliminazione del caricabatterie (e delle cuffie) dalla dotazione della confezione.

A noi comuni mortali, l’1% sembra una grande quantità di denaro ma – ed è bene sottolinearlo – è soltanto una goccia nel mare per mega-corporazioni come Apple, Google e Samsung. Inoltre, gli utenti non sono vincolati ad acquistare caricabatterie OEM ma possono rivolgersi anche ad altri produttori alimentando così la concorrenza sul mercato.

Il reale impatto di questa decisione nel lungo periodo

Rifiuti dispositivi elettronici

Sembra tutto molto bello, vero? Tuttavia, questa scelta sta effettivamente portando ad un peggioramento del problema dei rifiuti. Certo, l’azienda riesce a risparmiare su risorse, imballaggio e spedizione ma gli utenti dovranno pur sempre continuare ad acquistare accessori non inclusi nella confezione.

In tal caso, è vero che le aziende possono produrre scatole leggermente più piccole per uno smartphone ma dovranno poi anche realizzare due tipi di imballaggio completamente diversi per ospitare telefono e caricabatterie. E che dire se il consumatore acquista il caricabatterie da un altro produttore? Ebbene, in questo caso andrebbe a “sfruttare” una catena di approvvigionamento completamente diversa, ampliando così l’impronta di carbonio aziendale.

E’ pur vero che Apple ha sostenuto che la maggior parte dei suoi utenti già possiede questi accessori ma le conseguenze di questa scelta devono essere guardate nel lungo periodo tenendo anche conto del fatto che la tecnologia è in continua evoluzione. Ad esempio, gli iPhone precedenti erano dotati di un adattatore Lightning ma il modello attuale è dotato di un cavo da USB-C a Lightning. Una modifica, questa, che rende impossibile l’utilizzo del vecchio adattatore per iPhone.

Inoltre, lo sviluppo della tecnologia di ricarica rapida potrebbe anche rendere obsoleto il vecchio caricabatterie “veloce” da te posseduto. In passato, gli adattatori ad alta potenza avevano una potenza massima di 18 W circa. Ovviamente, essi diventano obsoleti nell’esatto momento in cui sul mercato vengono rilasciati smartphone che possono essere ricaricati velocemente e che arrivano ad una potenza di 65 W (o più).

Per intenderci meglio, facciamo un esempio: nei primi sette mesi dal lancio, Apple ha venduto ha venduto oltre 100 milioni di unità di iPhone 12. Supponendo che la metà di questi consumatori abbia acquistato un nuovo adattatore, stiamo parlando di ulteriori 50 milioni di scatole e 50 milioni di consegne! Ecco che, se guardiamo al quadro più ampio, viene totalmente a cadere il ragionamento pro ambiente che sarebbe alla base dell’idea di eliminazione del caricabatterie.

Hai davvero bisogno di un nuovo caricabatterie?

CaricabatterieOvviamente, prima di iniziare a pensare soltanto alle colpe dei produttori di smartphone, ti chiediamo di rispondere a questa domanda: quanti caricabatterie possiedi? Secondo alcuni studi, uno smartphone dura in media circa due anni e mezzo. Quindi, se hai posseduto un iPhone dalla sua prima versione, allora dovresti avere già posseduto circa cinque telefoni! Supponendo che il tuo ultimo smartphone non sia un iPhone 12 o un Samsung S21, allora vuol dire che possiedi ben cinque caricabatterie in casa che probabilmente funzionano ancora!

E, dato che la tecnologia di ricarica non cambia con ogni generazione di telefono, probabilmente avresti potuto utilizzare lo stesso caricabatterie per altri modelli di smartphone. Ecco che, se i produttori avessero dato la possibilità agli utenti – fin dall’inizio – di utilizzare caricabatterie non proprietari, probabilmente da allora avremmo risparmiato milioni di tonnellate di carbonio.

La reazione dei consumatori e dei Governi

Qualunque sia la reale motivazione che si nasconde dietro questa scelta, molteplici sono state le reazioni contrastanti all’annuncio di Apple. Mentre altre aziende come Samsung e Xiaomi hanno inizialmente ridicolizzato l’azienda di Cupertino, ma poi ne hanno seguito l’esempio. Alla fine dei conti, né il Galaxy S21 di Samsung né Z Fold 3 e Z Flip 3 sono forniti con il caricabatterie in dotazione.

Nel mese di dicembre 2020, è stato annunciato che anche il nuovo Xiaomi Mi 11 non avrebbe avuto il caricabatterie incluso nella confezione. Poi, però, la società ha cambiato idea ed ha incluso nella confezione un caricabatterie rapido da 55 W.

Anche Google ha fatto sapere che Google Pixel 5A sarà l’ultimo telefono Pixel ad avere il caricabatterie in dotazione. Il motivo? Anche in questo caso, Google ha dichiarato che la maggior parte degli utenti possiede già un caricabatterie. Dunque, perché aggiungerne ancora un altro alla loro “collezione”?

In ogni caso, qualcuno si è opposto a questa situazione. Nel dicembre 2020, un’organizzazione brasiliana per i diritti dei consumatori (la Procon-SP) ha chiesto ad Apple di fornire le prove documentali a sostegno della tesi secondo cui la rimozione dei caricabatterie dalla confezione avrebbe un impatto positivo sull’ambiente. Sebbene Apple abbia risposto a queste richieste, l’organizzazione ha affermato che le motivazioni dell’azienda di Cupertino non sono state per nulla convincenti.

Il culmine di tutta questa vicenda è arrivato quando, all’inizio del 2021, un consumatore di San Paolo ha citato in giudizio Apple per non aver incluso i caricabatterie nella confezione. Il verdetto è stato emesso il 23 maggio 2021 ed Apple è stata costretta a consegnare un caricabatterie gratuito al consumatore. Inoltre, il governo brasiliano ha anche erogato una multa di 2 milioni di dollari all’azienda di Cupertino per non aver incluso i caricabatterie nella confezione dei suoi smartphone.

Peccato che, se dai uno sguardo al negozio Apple brasiliano per la vendita dell’iPhone 12 Pro Max, scoprirai che lo smartphone ancora non viene fornito con un caricabatterie in dotazione! E, almeno fino ad ora, nessun’altra notizia è trapelata relativa alla volontà del Brasile di continuare a perseguire giuridicamente Apple per non aver incluso i caricabatterie nelle confezioni degli iPhone.

L’importanza di trovare un compromesso

Sia i produttori che i consumatori hanno argomentazioni assolutamente valide. Non inserire auricolari e caricabatterie nella confezione dello smartphone comporta, senza alcun dubbio, un minor utilizzo e spreco di risorse. E perché poi il prezzo rimane sempre lo stesso? Forse la soluzione sta nel trovare un compromesso.

Si potrebbe, ad esempio, pensare di produrre smartphone in due diverse configurazioni (con e senza caricabatterie) praticando prezzi differenti. In questo modo, il consumatore può decidere da solo se ne ha bisogno o meno. Questa è una soluzione vantaggiosa per tutti i soggetti coinvolti: meno rifiuti  per l’ambiente, risparmio per il produttore e libertà di scelta per il consumatore. Si arriverà mai ad una soluzione del genere? Lo scopriremo solo nel prossimo futuro!


Fonte Makeuseof

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