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Quanto spazio di archiviazione dovresti lasciare sulla scheda SSD?

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Se hai cercato in internet informazioni in merito alla quantità di spazio di archiviazione da tenere inutilizzato sulla scheda SSD del tuo Mac o del tuo PC, probabilmente ti sarai imbattuto in consigli davvero discordanti. Alcuni ti diranno lo 0% altri fino al 50%: così ora potresti essere frustrato su come trovare il numero giusto.

Alcuni utenti non si preoccupano proprio dello spazio SSD disponibile, mentre altri lasciano anche troppo spazio libero. Per alcuni quando si dispone di un’unità da 1 TB o 2 TB, mantenere anche solo il 20% (200 GB o 400 GB) inutilizzato potrebbe sembrare dispendioso e costoso.

In realtà non esiste una risposta precisa alla domanda, dato che questa dipende dall’utilizzo che ognuno fa del dispositivo.

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Perché una scheda SSD ha bisogno di spazio

Le schede SSD (solid state drive, ovvero unità di memoria a stato solido) sono dispositivi di memoria di massa che utilizzano una memoria allo stato solido, in particolare memoria flash, per l’archiviazione dei dati in maniera non volatile. La maggior parte delle unità allo stato solido utilizza la tecnologia delle memorie flash NAND che consente una distribuzione uniforme dei dati ma che comporta anche un’usura uniforme dell’unità.

La scheda SSD si sta diffondendo sempre più nei computer portatili a discapito del disco rigido o fisso che è un dispositivo di memoria di massa di tipo magnetico che utilizza uno o più dischi magnetizzati per l’archiviazione di dati e applicazioni. Le unità SSD hanno lo stesso ruolo dei dischi rigidi (HDD) e vengono usate per archiviare file, software e documenti. Le schede di memoria SSD, però, rispetto ai dischi rigidi (HDD) generalmente sono più silenziose, consumano meno e durano di più, ma spesso sono più costose.

Le memorie SSD hanno un numero finito stimato di volte in cui ciascuna cella può essere riscritta insieme a un totale previsto di scritture che si possono fare sull’unità nel corso della loro vita. Su un HDD, poiché le scritture dei dati comportano modifiche magnetiche, non si verifica lo stesso livello di usura della memoria SSD.

Le unità di memoria a stato solido (SSD) hanno un funzionamento totalmente diverso rispetto agli hard disk dato che sono composte da celle. Quando una cella è vuota può essere riempita con i file senza nessun problema, mentre se la cella è occupata prima di caricarne nuovi deve essere eseguita una cancellazione dei dati precedenti. Così facendo, dopo molto tempo, l’unità potrebbe usurarsi e poi rompersi definitivamente.

Un’altra complicazione, inoltre, è che le schede SSD raggruppano le celle di memoria in unità più grandi note come pagine e le pagine sono raggruppate in blocchi. A seconda del design dei chip dell’SSD, una pagina potrebbe contenere da 2K a 16K blocchi e un blocco potrebbe essere compreso tra i 256K e i 4 MB.

Cos’è l’Over provisioning (OP) ?

Normalmente una memoria SSD ha una durata stimata di circa 5-10 anni in base al numero di terabyte (TBW) che vengono scritti. Ma cosa accade se una cella del chip della scheda SSD non può più essere sovrascritta? Questa viene contrassegnata come danneggiata e sarà, quindi, inutilizzata. A lungo andare diverse celle possono usurarsi ed essere inutilizzate. Per ovviare a questo problema i produttori hanno deciso di fornire un eccesso di memoria (noto come over provisioning ) costruendo una capacità extra che l’utente (e il sistema operativo) non vede mai. Questa porzione invisibile consente di prolungare la durata complessiva di una memoria SSD.

Ad esempio, un’unità da 500 GB in realtà ha a disposizione 537 GB di spazio di archiviazione, ma l’utente ne vede solo 500: quei 37 GB in più sono la quantità di over provisioning previste per questa unità. Per questo alcuni utenti possono raggiungere il 100% di utilizzo dello spazio di archiviazione di una memoria SSD ma non aver alcun problema, perché c’è comunque del margine in più a disposizione.

Non ci sono regole fisse che definiscono come i fornitori dovrebbero fornire questa capacità in eccesso o come tale capacità dovrebbe essere segnalata ai clienti. Diversi costruttori effettuano l’over provisioning in quantità diverse, utilizzano lo spazio in eccesso per diverse funzionalità e fanno riferimento alle capacità in modi diversi. In generale, maggiore è il tasso di over provisioning, migliori saranno le prestazioni di un’unità a lungo termine

Quanto spazio di archiviazione dovresti lasciare libero nella memoria SSD?

In linea generale possiamo dire che i produttori di SSD allocano il 7% in più di spazio di memoria come riserva per l’attività in background. Quindi, anche se una memoria SSD sembra essere piena avrà comunque il 7% di spazio disponibile con cui continuare a funzionare ed eseguire scritture. Molto probabilmente, però, le prestazioni in scrittura ne risentiranno. In linea generale si può dire che le prestazioni di una memoria SSD iniziano a diminuire dopo aver raggiunto all’incirca il 50% dell’occupazione.

Per questo è possibile affermare che è sempre una buona idea mantenere uno spazio di archiviazione libero nel proprio portatile. Solitamente dovresti calcolare di lasciare libero dal 5% al 20% della memoria SSD per l’avvio del dispositivo o dell’unità esterna, a seconda dell’intensità di utilizzo. Tieni conto che questa percentuale da te decisa va in aggiunta allo spazio di memoria libero deciso dal costruttore.

Alcuni produttori giocano d’anticipo e riducono la quantità di capacità disponibile per l’utente e la mettono da parte come ulteriore over provisioning. Ad esempio, un produttore potrebbe riservare 28 GB su 128 e commercializzare la configurazione risultante come SSD da 100 GB con un over provisioning del 28% (questo 28%, però, è in aggiunta al 7% integrato). Lo spazio di archiviazione inutilizzato su una scheda SSD viene considerato come spazio libero ai fini della scrittura dei dati.

SSD mac

C’è stata un po’ di preoccupazione riguardo la memoria SSD integrata sui Mac serie M1. Secondo quanto denunciato da diversi utenti i Mac equipaggiati con SoC Apple M1 hanno un livello di usura della memoria SSD davvero veloce. Alcuni utenti parlano del consumo del 3% dei TBW in appena 2 mesi di utilizzo, mentre altri lamentano di aver già raggiunto il 10-13% dei TBW in pochi mesi di utilizzo. La stato di usura della scheda SSD può essere realizzata grazie a Smart Monitoring Tool, uno strumento che si serve del Terminale per effettuare l’analisi dei dati della memoria SSD. In questi giorni, inoltre, si è scoperto che anche i nuovi MacBook Pro da 13 pollici di Apple con il chip M2 potrebbero riscontrare problemi. Il modello base con 256 GB di spazio di archiviazione sembra avere infatti una velocità di lettura e scrittura SSD decisamente più bassa rispetto al modello equivalente della generazione precedente. Apple non ha ancora risposto in maniera ufficiale a questa cosa ma per ora il consiglio è quello di puntare sul modello di MacBook Pro da 13 pollici con almeno 512 GB di spazio di archiviazione, oppure di attendere a luglio l’arrivo del nuovo MacBook Air.


Fonte macworld

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