Se Chrome è ormai da anni il re incontrastato dei browser, è anche vero che sono diversi i software di questo genere che si stanno sviluppando sotto la sua ala protettrice. Sono infatti diversi i browser Chromium che stanno rapidamente prendendo forma sotto il “fratello maggiore” di Google.

Tra di essi spicca senza ombra di dubbio l’ottimo Brave. Questa app ha ottenuto più attenzione rispetto alla maggior parte dei nuovi browser derivati da Chrome, in parte perché è stato programmato da un co-fondatore di Mozilla Firefox (Brendan Eich), in parte a causa del suo modo di lavorare.

Brave, un browser dalla filosofia particolare

La filosofia di questo software si basa sulla gestione dei banner pubblicitari, visto che esso sembra limitarli con una certa aggressività (suscitando non poche polemiche tra gli inserzionisti) per sostituirli con “propri”. Per noi utenti però, Brave può risultare una valida alternativa ai browser più comuni e soprattutto rispetto a sua maestà Chrome?

A prima vista può sembrare piuttosto in linea con gli altri software di questo tipo, visto che consente agli utenti di navigare su siti web, eseguire app e visualizzare o riprodurre contenuti online di varia natura. Come la concorrenza è totalmente gratuito e può consentire di bloccare la visualizzazione degli annunci online sui siti visitati.

Perché Brave è così diverso dalla concorrenza?

Ciò che distingue Brave è il suo atteggiamento contro le pubblicità. Il browser è stato creato appositamente dal suo ideatore per rimuovere gli annunci online dai siti web visitarli e sostituirli forzatamente con quelli del proprio network. È come se una nuova rete televisiva sostituisse trasmissioni e pubblicità di un concorrente con i propri.

Brave elimina anche tutti i tracker degli annunci, i componenti della pagina spesso molto piccoli, che gli inserzionisti e i webmaster impiegano per identificare gli utenti in modo che sappiano quali sono i tuoi movimenti dopo aver visitato il sito. I tracker vengono utilizzati dalle reti pubblicitarie per mostrare prodotti simili a quelli acquistati, o semplicemente visionati. Per questo motivo, molto spesso, ti capita di vedere costantemente la stessa pubblicità, indipendentemente da quali siti, piattaforme o social network tu stia navigando.

Cosa si nasconde dietro Brave?

Come già detto,  Brave è basato su Chromium, il progetto open-source sostenuto da Google stesso. Le tecnologie di back-end che potenziano Chrome, tra cui il motore di rendering Blink e il motore JavaScript V8, sono dunque presenti anche su questo browser. In ambiente iOS, Brave si affida invece a WebKit, la base open source che alimenta anche il browser Safari di Apple.

La compatibilità (limitata) con le estensioni di Chrome

Attualmente solo pochissime estensioni di Chrome sono funzionanti anche in ambiente Brave. Tra i tanti add-on disponibili possiamo ricordare alcuni nell’ambito della sicurezza come 1Password, Bitwarden, Dashlane e LastPass, così come altri che visualizzano PDF o svolgono altre funzioni. L’elenco di componenti aggiuntivi compatibili può essere trovato all’interno del browser scegliendo Estensioni dal menu Finestra.

Quali sono i pregi di questo browser?

Se vogliamo analizzare i pregi di questa app, saltano subito all’occhio la sua velocità e la privacy che fornisce agli utenti. In ambiente desktop, Brave carica le pagine circa due volte più velocemente rispetto a Chrome e Firefox. Su smartphone, Brave carica pagine fino a otto volte più velocemente di Chrome (su Android) o Safari (su iOS).

Gli aumenti di velocità non dovrebbero risultare così sorprendenti. Eliminando gli annunci e i tracker, Brave scarica molto meno contenuto da un sito Web rispetto a qualsiasi browser che non sia dotato di un’estensione per il blocco degli annunci.

Allo stesso tempo, eliminando i tracker degli annunci, Brave vanifica gli sforzi degli inserzionisti per identificare gli utenti che vengono poi abitualmente seguiti durante i propri percorsi sul web. Ciò rende gli utenti teoricamente più anonimi.

Brave è la sua moneta virtuale

A differenza di altri browser che bloccano gli annunci, nativamente come Epic o dotati di un componente aggiuntivo con la funzione di blocco degli annunci, come già accennato Brave prevede un network di annunci sostitutivo per gli annunci e i tracker che rimuove dai siti web.

Queste pubblicità non sono “targettizzate” in quanto non sviluppate tramite tracker. In questo modo gli sviluppatori hanno creato un sistema pubblicitario alternativo e che dovrebbe tutelare maggiormente la privacy degli utenti.

Allo stesso modo, all’interno di questo circolo, gli inserzionisti e gli utenti vedono circolare una moneta virtuale, ovvero il Basic Attention Tokens (detto BAT, da non confondere con il baht, la valuta della Thailandia).

Questa valuta è soggetta a diverse variazioni. A giugno 2018 una singola BAT valeva 25 centesimi di dollaro, contro i 34 del mese successivo. Finora, il record raggiunto è di 86 centesimi di dollaro. Secondo l’ultimo annuncio di Brave, il browser ha avuto oltre 3,1 milioni di utenti attivi mensili a partire dal primo luglio 2018. Se l’app confermerà queste cifre incrementandole, sentiremo sempre più parlare delle BAT…

Fonte: Computerworld.com