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Cos’è Fuchsia e perché dovresti conoscerlo?

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Google è un’azienda che ha sempre dato vita a grandi progetti, dai motori di ricerca ai sistemi operativi, passando per servizi web come Youtube e Google Maps. In questi ultimi tempi, però, si è sentito parlare anche di un altro progetto davvero innovativo a cui Google sta lavorando da un po’ di anni: Fuchsia. Fuchsia è un sistema operativo ancora in via di sviluppo e ideato da Google che potrebbe sostituire sia il sistema operativo desktop Chrome OS che Android.

La storia di Fuchsia è iniziata nel 2016 con una semplice frase che girava nel web: Pink + Purple = Fuchsia. C’è un significato dietro quella frase che rimanda a due progetti non di Google ma bensì di Apple. Project Pink era il nome che gli ingegneri di Apple e IBM avevano dato a un nuovo sistema operativo che utilizzava un’innovativa interfaccia le cui note erano scritte su schede rosa, mentre Project Purple era il nome dato ai prototipi di dispositivi che alla fine vennero chiamati iPhone. Google sta lavorando da diversi anni su Fuchsia, un sistema operativo che ha anche un sito internet ufficiale e rilascia di tanto in tanto alcune notizie sul progetto per creare interesse e curiosità.

Ma che cosa è Fuchsia? Partiamo dal presupposto che ci sembra riduttivo dire che questo sia solo un sistema operativo e con questo articolo cercheremo di spiegare cosa sia effettivamente questo innovativo progetto di Google e i suoi sviluppi negli ultimi tempi.

Android fuchsia

 

Cos’è Fuchsia

Ogni sistema operativo utilizza un kernel per monitorare e controllare tutto l’hardware e le modalità con cui il software può interagire con esso. Con la parola kernel, quindi, si indica il nucleo del sistema operativo che si occupa di gestire le principali funzioni di controllo. In Android, per ora, è stato utilizzato il kernel Linux che non è di proprietà di Google e proprio per questo l’azienda americana starebbe progettando un nuovo kernel noto come Zircon che sarà il cuore del Sistema Operativo Fuchsia.

Zircon, che originariamente era noto come Magenta, è in realtà basato su un LK (Little Kernel) ovvero un kernel progettato per funzionare su qualsiasi dispositivo. Zircon, così com’è oggi, ha un piccolo set di servizi utente, driver e librerie necessari per l’avvio del sistema e per comunicare con l’hardware, in modo che i processi utente e l’interfaccia che compongono Fuchsia possano essere caricati. Per i più esperti possiamo anche dire che il sistema è scritto in C, C++, Dart, Go e Rust e dovrebbe funzionare su moderni processori ARM a 64 bit.

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Fuchsia su Nest Hub

Il kernel può essere la parte più importante di ogni sistema operativo ma è anche qualcosa con cui la maggior parte degli utenti non interagisce mai. Tra le caratteristiche del nuovo sistema operativo Fuchsia possiamo constatare l’uso dell’SDK Flutter. Flutter è un progetto di Google ideato per creare interfacce native per iOS e Android ed ora anche Google Fuchsia. Questo SDK che troviamo sia sui sistemi Android che su iOS, quindi, ha il vantaggio di far funzionare le applicazioni allo stesso modo nonostante i sistemi operativi differenti. Grazie a questo uno sviluppatore può utilizzare Flutter per creare un’app che avrà la stessa interfaccia su Android, sul Web, su un Chromebook e su iOS.

Nelle settimane scorse abbiamo così potuto assistere al lancio del nuovo sistema operativo Google Fuchsia sui dispositivi Nest Hub. Per ora solo il modello di prima generazione di Nest Hub ha visto cambiamenti al proprio sistema operativo transitando da quello attuale che si chiama Cast OS, basato su Linux, a Fuchsia. Tuttavia gli utenti non hanno notato e non noteranno cambiamenti a livello grafico o di funzionalità proprio grazie all’utilizzo di Flutter. Coloro che hanno potuto provare Fuchsia OS in alcuni Nest Hub di prima generazione hanno, però, potuto notare una maggiore velocità di esecuzione dei comandi di streaming impartiti da smartphone.

Il futuro di Fuchsia

Ad oggi, quindi, possiamo pensare che Google sia pronto a lanciare Fuchsia su dispositivi Nest come videocamere, router mesh, altoparlanti intelligenti e termostati, tuttavia il progetto non sembra ancora maturo per gli smartphone. Qualche mese fa era emerso che anche Samsung stesse collaborando allo sviluppo del sistema operativo dato che nel codice sorgente del sistema operativo erano state trovate delle stringhe di uno sviluppatore con un indirizzo email aziendale samsung.com, ma poi non erano arrivate né conferme né smentite in merito. Per ora un’altra piccola novità su Fuchsia riguarda il suo logo. Fino a qualche settimana fa eravamo abituati a vedere il logo rosa di Fuchsia ma l’azienda ha depositato una nuova versione di colore nero, la cui forma ricorda una lettera “f” scritta in corsivo.

fuchsia logo 2021

Bisogna inoltre ricordare che da dicembre 2020 il sistema operativo Fuchsia di Google viene sviluppato in maniera più aperta dato che l’azienda ha invitato sviluppatori a contribuire al progetto sul blog Open Source di Google. La  società americana ha anche pubblicato una roadmap che riguarda lo sviluppo di Fuchsia e i principali step su cui l’azienda sta lavorando con le tappe per il 2021. Infine, per aiutare i developer a iniziare a lavorare su Fuchsia OS senza bisogno di hardware compatibili, Google ha condiviso una guida dettagliata all’utilizzo di un emulatore Fuchsia ufficiale, che può girare su computer Mac o Linux.

Un telefono con un SoC progettato da Google che esegue Fuchsia darebbe a Google gli stessi vantaggi di cui gode oggi Apple, per questo speriamo che la società di Mountain View riesca a sviluppare al più presto questo progetto!


Fonte AndroidCentral

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