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Cosa si intende per F-Stop in fotografia?

Cosa si intende per f-stop in fotografia

Tra gli elementi da considerare, quando si analizzano le specifiche dei sensori fotografici, c’è il cosiddetto F-Stop chiamato anche rapporto focale. Si tratta di un parametro molto importante per valutare l’apertura di un obiettivo e, quindi, la capacità di “far entrare luce” e poter ottenere scatti soddisfacenti in tutte le condizioni di utilizzo. Analizzare il valore F-Stop, in fotografia, è fondamentale per conoscere le caratteristiche del sensore e capire come utilizzarlo al meglio.

Per quanto riguarda gli smartphone, dove il comparto fotografico diventa sempre più importante ed articolato, F-Stop è uno degli elementi principali da considerare quando si analizzano le specifiche delle fotocamera. Anche più dei Megapixel, un tempo unico reale parametro per giudicare una fotocamera,  questo parametro va analizzato  e può offrire indicazioni precise in merito alla capacità di scattare buone foto, in particolare in condizioni di scarsa luminosità.

Quando si vuole scattare belle foto con lo smartphone bisogna entrare nel dettaglio delle specifiche, valutando tutti gli elementi dei sensori fotografici e considerando anche l’ottimizzazione software, sempre più importante per la “fotografia mobile”. Date le limitate dimensioni dei sensori, inoltre, è opportuno sfruttare i migliori accessori per fare foto con lo smartphone al fine di massimizzare la resa dei propri scatti.

Ecco cosa si intende per F-Stop e in che modo questo parametro va ad influenzare la resa di un sensore di una macchina fotografica tradizionale oppure di uno smartphone.

Esposizione

L’elemento principale che va a determinare la resa di una fotografia è l’esposizione. Si tratta della misura della quantità di luce che arriva al sensore della fotocamera. Se la luce in ingresso non fosse ottimale, il risultato dello scatto potrebbe essere scadente. Se la foto è troppo luminosa viene definita “sovraesposta” mentre se è troppo scusa sarà “sottoesposta”. Trovare il giusto bilanciamento tra i vari fattori in gioco è fondamentale per ottenere buoni risultati.

Ad influenzare l’esposizione di una foto entrano in gioco tre parametri. Il primo elemento è l’apertura, o diaframma, che indica la dimensione dell’apertura del diaframma dell’obiettivo. Come vedremo, l’F-Stop si riferisce proprio a quest’elemento. Il secondo elemento è il tempo di esposizione che rappresenta una misura del tempo in cui resta aperto l’otturatore. Il terzo elemento è la sensibilità alla luce del sensore. Tale parametro viene indicato con il termine ISO.

Questi tre elementi costituiscono il cosiddetto “triangolo dell’esposizione”. Il principale lavoro di un fotografo è quello di trovare il giusto equilibrio tra questi parametri, in base alla macchina che sta utilizzando, al soggetto da fotografare ed alla luminosità dell’ambiente. Le fotocamere digitali, così come gli smartphone, possono gestire in automatico i tre parametri per ottimizzare gli scatti.

Il concetto di Stop in fotografia

Un altro elemento fondamentale per comprendere che cosa si intende per F-Stop è legato al concetto di “Stop” in fotografia. Dal punto di vista teorico, lo Stop è considerato come l’intervallo tra un valore dell’esposizione ed il valore precedente o successivo. Si tratta di un aspetto centrale dell’intero processo di scatto.

Aumentare di uno Stop significa raddoppiare la quantità di luce che raggiunge il sensore della propria macchina fotografica. Diminuirlo di uno, invece, significa dimezzare la quantità di luce. In generale, è possibile regolare lo Stop e, quindi, la quantità di luce intervenendo sui vari parametri del “triangolo dell’esposizione”. Regolando questi parametri è possibile ottenere lo scatto che si desidera.

Cos’è il parametro F-Stop

Per definire le specifiche tecniche e, quindi, il comportamento di un obiettivo fotografico un ruolo importantissimo lo ricopre il parametro F-Stop che viene espresso come f/n dove n è un numero. Si tratta del rapporto tra la lunghezza focale di una lente e l’apertura della lente (il foro sulla lente da cui entra la luce) ed è un elemento molto importante per individuare la giusta esposizione di una foto. Questo parametro viene chiamato anche rapporto focale.

Avere un F-Stop pari a f/2 significa avere un’apertura pari alla metà della lunghezza focale. Se la lunghezza focale è 100 mm allora, in caso di f/2, l’apertura sarà pari a 50 mm (ovvero 100/50 mm). Un obiettivo f/2 con lunghezza focale di 200 mm presenterà, invece, un’apertura di 100 mm. I due sensori, pur avendo lunghezza focale e apertura differenti, otterranno la stessa luce in ingresso in quanto il valore F-Stop è il medesimo.

apertura diaframma

Il passaggio da un f/4 ad un f/2 non significa raddoppiare la quantità di luce in ingresso al sensore in quanto il valore F-Stop non segue una scala lineare ma logaritmica. Con questo passaggio, infatti, la luce in ingresso nella fotocamera è quadruplicata. In linea di massima, quindi, all’aumentare del valore n del parametro f/n si registrerà una riduzione della quantità di luce in arrivo al sensore.

Un obiettivo con basso rapporto focale, ad esempio f/2, viene definito “veloce”. Allo stesso modo, un obiettivo ad alto rapporto focale, ad esempio f/12, è definito “lento”. Per scattare una foto molto luminosa sarà necessario aprire il diaframma ed avere un F-Stop basso. Questa scelta comporta una riduzione della profondità di campo e, quindi, solo parte della scena verrà messa a fuoco correttamente. Per mettere a fuoco lo sfondo sarà necessario chiudere il diaframma, riducendo la quantità di luce in ingresso nel sensore.

Per trovare il giusto equilibrio, sarà necessario intervenire su tutti i parametri, ottimizzando tempo di esposizione e ISO per ottenere lo scatto desiderato. Il fotografo può gestire manualmente questi parametri per adattare la resa della fotocamera alle condizioni di scatto. In alternativa, con una modalità automatica attiva, è la fotocamera ad impostare i parametri necessari ad ottenere una buona resa dalle immagini scattate.

F-Stop e la fotografia su smartphone

Sulle macchine fotografiche, anche non professionali, c’è la possibilità per l’utente di regolare il valore F-Stop in modo da adattarlo alle proprie esigenze. La regolazione può avvenire in modo manuale, lasciando così al fotografo la possibilità di adeguare il comportamento della propria macchina in base alle varie condizioni in cui viene realizzato lo scatto.

La fotografia applicata al settore degli smartphone comporta una serie di compromessi, anche per semplici motivi di spazio. I sensori fotografici degli smartphone presentano dimensioni ridottissime. Nella maggior parte dei casi, l’apertura è fissa e gli utenti non hanno la possibilità di intervenire su questo parametro. Nelle schede tecniche degli smartphone, accanto a ciascun sensore viene riportato un valore ben preciso di F-Stop, pari ad esempio a f/1.6 o f/1.8.

La valutazione dell’apertura del sensore è un elemento importante anche se non è l’unico aspetto da considerare per giudicare le prestazioni fotografiche di uno smartphone. Una lente con apertura elevata, a parità di tutte le altre condizioni, sarà in grado di garantire migliori prestazioni in condizioni di scarsa luminosità e potrà contare su una  velocità dell’otturatore più elevata. Sui dispositivi mobili gioca un ruolo di primo piano l’ottimizzazione software, in grado di gestire al meglio gli scatti e impostare le condizioni di esposizione in base alle necessità del momento.

Gli utenti, sulla maggior parte degli smartphone, hanno la possibilità di intervenire su parametri come l’ISO grazie alla modalità manuale (spesso denominata Pro). In questo modo, è possibile regolare il comportamento del sensore fotografico che si sta utilizzando sfruttando la propria esperienza per realizzare lo scatto che si desidera. Le opzioni a disponibile dell’utente sono più limitate rispetto alle macchine fotografiche tradizionali.


Fonte How to geek

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