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Netiquette ed emoji: come e quando usarli

Gli emoji sono diventati un modo abituale di condividere pensieri, sentimenti, concetti e, più genericamente, di comunicare. Tuttavia, queste icone con faccine non sono appropriate in ogni forma di dialogo. Quindi, quando è giusto usarli?

In questo articolo approfondiremo questa curiosa tematica, cercando di capire quando gli emoji sono accettabili (e inaccettabili) oltre ad andare a scovare qualche curiosità riguardo le origini di questa bizzarra ma efficace formula di comunicazione.

Ti forniremo diversi scenari quotidiani in cui gli emoji sono accettabili (e inaccettabili), oltre a darti un riassunto della storia degli emoji e di come le diverse generazioni li usano.

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Breve storia delle emoji: dalle origini ai giorni nostri

Gli emoji sono nati con le emoticon. Se sei abbastanza “maturo” da aver conosciuto i primordi del Web (e i primi cellulari), potresti ricordare personaggi combinazioni di caratteri come 🙂 e <3. Poiché le moderne icone emoji non esistevano ancora, le persone dovevano essere creative con lettere, numeri e segni di punteggiatura per trasmettere sentimenti nel testo.

Gli emoji che conosciamo oggi sono saliti alla ribalta in Giappone tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000. La parola “emoji” deriva dalla combinazione delle parole giapponesi per immagine (e) e carattere (moji). La sua somiglianza con la parola “emoticon” non era intenzionale, ma semplicemente una pura coincidenza.

Gli emoji agiscono come una forma pittografica di comunicazione, semplificando in definitiva la nostra modalità di trasmissione delle informazioni. Questo particolare modo di comunicare si è lentamente diffuso dal Giappone al resto del mondo e, alla fine, Google ha riconosciuto ufficialmente la loro esistenza attraverso l’Unicode Consortium per garantire la loro inclusione universale in tutti i dispositivi digitali.

L’uso delle emoticon non è del tutto obsoleto, ma oggi la maggior parte delle persone preferisce usare le icone emoji poiché al giorno d’oggi ce ne sono oltre 3.000 tra cui scegliere. Includono avatar, simboli, animali, posizioni, oggetti vari che, con il passare del tempo, si sono aggiunte alle classiche emoji del viso con espressioni umane.

Calcola che ormai, tutti gli smartphone presenti sul mercato attualmente permettono il loro utilizzo, dunque la loro diffusione è ormai totale.

Quando usare (o non usare) gli emoji?

Quando si tratta di comunicazione e socializzazione, c’è un tempo e un luogo per tutto, anche nel mondo digitale. Esaminiamo dunque gli scenari in cui è (e non è) azzeccato usare gli emoji e quando ciò è possibile, a quali affidarsi.

Chat personali

Nei testi personali, tutto va bene quando si tratta di emoji, anzi, possiamo dire che si tratta del loro habitat naturale. Il tipo e la quantità che usi dipenderanno dal tuo stile di comunicazione personale e dal rapporto che hai con il destinatario.

Questi piccoli simboli, possono lasciare intendere che si sta scherzando, per esempio. In ogni caso sono molto utili per dare un tono alla scrittura rendendola meno “freddo”.

Social media

Il modo in cui utilizzi gli emoji sui social network varia notevolmente a seconda della piattaforma, del destinatario e dal contenuto. Con i post spensierati, tutto è permesso. Mentre i contenuti seri richiedono meno emoji a causa della loro natura più professionale.

Ad esempio, potresti voler lasciare un commento con un mucchio di emoji ridenti su un divertente video di Instagram. Ma se stai commentando la tua esperienza in un ristorante sulla sua pagina Facebook, qualsiasi cosa diversa da una faccina sorridente o da un’emoji con il pollice in su/in giù potrebbe essere fuori luogo.

Anche chi svolge attività di social media management conosce la forza degli emoji e, in molti casi, li usa per catturare l’attenzione delle persone, stimolando in loro certe emozioni.

Comunicazione semi-formale

La comunicazione semi-formale include richieste, organizzazioni di eventi, reclami e messaggi con persone che non conosci personalmente.

Gli emoji dovrebbero essere usati con parsimonia in questi testi poiché possono mettere a disagio il destinatario se non ti conoscono, o potrebbero dare loro l’impressione che tu non stia prendendo sul serio l’argomento discusso. Ma non sono nemmeno del tutto tabù come qualche anno fa.

Similmente a quanto avviene con i post sui social media seri, dovresti attenerti agli emoji con faccina sorridente e pollice in su se li includi. Se il tuo testo è costituito da informazioni importanti, le sezioni Simboli e Bandiere degli emoji potrebbero aiutarti a spiegare al meglio la tua posizione. Ad esempio, utilizzando la freccia verso il basso per evidenziare un documento allegato sotto.

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Comunicazione con i colleghi

Anche se il tuo primo pensiero potrebbe essere quello di evitare del tutto gli emoji con chiunque sia legato al lavoro, non è sempre così: dipende dalla natura della relazione e dall’argomento della discussione.

Se stai facendo un amichevole scambio di battute con un collega, gli emoji vanno bene, a patto che non ne usi troppi e abbini gli emoji all’argomento. Le battute possono essere seguite da emoji che ridono, i saluti a un familiare malato possono essere inviati con emoji del cuore e via dicendo.

Clienti

Se la tua comunicazione con un cliente è sempre stata incentrata sugli affari e nient’altro, evita l’uso di emoji, soprattutto se non conosci il soggetto personalmente. Altrimenti, l’uso di qualche emoji potrebbe essere naturale.

Una buona regola è aspettare che il cliente li utilizzi per primo per poi seguire il suo stesso stile di comunicazione. Anche allora, considera la natura della discussione e assicurati se includere un’emoji nella tua risposta sia appropriato in base al contesto. Semplicemente perché hai stabilito una comunicazione amichevole, non significa che gli emoji non sembreranno poco professionali.

E se li usi, attieniti a quelli di base. Non c’è nessuna comunicazione tra clienti business che giustifichi l’emoji con la lingua fuori.

Comunicare con il capo

Quando comunichi con il tuo capo o con qualsiasi superiore, l’uso di emoji è sconsigliato. Generalmente, però, si può seguire la stessa via tracciata per i clienti: segui lo stile di scrittura del capo, con un’attenzione particolare alla natura della discussione.

Se hai un buon rapporto con il tuo capo e ti invia un’emoji, hai il via libera per includerne uno nella tua risposta, solo se la discussione tende a essere spensierata. In qualsiasi altra circostanza, è più sicuro evitare gli emoji.

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Il significato delle emoji a seconda della generazione: attenzione ai fraintendimenti

Se utilizzi gli emoji nelle comunicazioni aziendali, attieniti sempre agli emoji di base o agli emoji che hanno senso in relazione all’argomento. Quando si tratta di social media, tuttavia, potresti aver notato strani emoji che sembrano non avere alcun senso.

Questo perché le generazioni più giovani e gli utenti dei social media adattano continuamente i significati di questi emoji e il modo in cui li usano. Tutto ciò potrebbe essere fonte di confusione per qualcuno che non comprende questi significati “evoluti”, e probabilmente si tradurrà in alcune interpretazioni errate. Andiamo ad analizzare alcune emoji tra le più comuni che rientrano in questa categoria.

Teschio

L’emoji che ride, nelle generazioni più giovani, viene considerata un po’ fuori moda. Per molti ragazzi, questa è stata sostituita dal teschio, soprattutto quando ciò va a definire una risata talmente forte che ti lascia letteralmente senza respiro.

Combinazione occhio, labbra, occhio

La combinazione di questi emoji sembra una strana faccia. A grandi linee, questo abbinamento significa confusione, shock o imbarazzo.

Clown

Se vedi un’emoji clown dopo una dichiarazione, significa che l’autore sta prendendo in giro qualcosa o qualcuno. Potrebbe essere interpretato come semplice tono scherzoso o una presa in giro tutt’altro che velata rispetto a chi sta ricevendo il messaggio.

Stelle

Gli emoji a stella sono usati per enfatizzare frasi o parole. Una parola o una frase racchiusa da emoji a stella significa che l’autore ha evidenziato quella parte della frase. Facilmente questa tecnica viene è usata anche in modo sarcastico.

Conclusioni

Con oltre 3.500 tra cui scegliere, gli emoji hanno fatto molta strada e ci aiutano a esprimere sentimenti o concetti dove le parole falliscono.

Però non sono appropriati per ogni conversazione che potresti avere in rete: per non sbagliare fai sempre riferimento a questa nostra guida!


Fonte makeuseof.com

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