Come ormai noto Samsung, dopo le numerose esplosioni spontanee di Galaxy Note 7, si è trovata costretta in prima battuta a sostituire i device venduti, poi a bloccarne la produzione ed infine a dire ai suoi acquirenti di spegnere il device per evitare che questo decida di porre fine alla propria esistenza nei pressi del proprietario. Un richiamo questo che ha effetti devastanti sulle casse di Samsung, che si è vista costretta un paio di giorni fa a rivedere il forecast sui propri profitti, con una riduzione di quasi un terzo (da $7 miliardi a $4 miliardi, non spiccioli). La stima secondo alcuni analisti è comunque ottimista perché tiene si in considerazione il costo del richiamo e le mancate vendite, ma non considera gli effetti che questa situazione potrà avere sulla reputazione di Samsung stessa.

Samsung in Corea

Considerando che Samsung rappresenta il 14% dell’economia della Corea del Sud, con una produzione di prodotti che vanno dai frigoriferi alle console per il gaming, passando per tutti gli elettrodomestici e i device elettronici, l’impatto del danno d’immagine potrebbe avere effetti sensibili non solo sul colosso coreano ma sull’economia coreana stessa.

L’incidenza nell’economia locale è così forte che gli stessi coreani definiscono il loro Stato “la Repubblica di Samsung”. Un po’ come era la FIAT per l’italia fino alla fine degli anni novanta, che dettava l’economia del paese, anche Samsung in Corea del Sud’ì può fare il bello di il cattivo tempo, semplicemente con dei risultati di una trimestrale. Giusto per dare ancora più l’idea della sua incidenza nel mercato coreano, basti pensare che Samsung è anche proprietaria della più grossa compagnia di carte di credito in Corea, dimostrando di avere influenze in diversi settori dell’economia coreana. Non stupisce il titolo del Dong-A Ilbo (testata coreana) “Non è un esagerazione dire che se la Samsung crolla, l’economia coreana crolla”.

Samsung e Galaxy Note 7

Il clamore del richiamo dei Galaxy Note 7 è dovuto al fatto che il phablet doveva competere con il nuovo iPhone 7 plus, quindi era stato progettato per essere la punta di diamante contro la concorrenza. E dalle prime recensioni era subito emerso il divario e l’apprezzamento della comunità nerd e della stampa specializzata. Purtroppo la volontà di entrare sul mercato giocando d’anticipo rispetto ad Apple, ha portato ad evidenti errori nella fase di testing del prodotto, che è stato immesso in produzione di massa e in commercio con probabili problemi progettuali (infatti l’iniziale teoria delle batterie difettose è stata poi sostituita da un problema ignoto).

Galaxy Note 7 doveva essere il prodotto che cementificava la definitiva ripresa di Samsung, che nello scorso trimestre aveva siglato il migliore risultato degli ultimi due anni, anche grazie alle sostanziose vendite di Galaxy S7, invece ha avuto un effetto boomerang dovuto a disattenzioni nella frase di progettazione e produzione.

L’effetto delle perdite avrà un impatto ancora maggiore secondo IBK Asset Management (che tra l’altro è azionista Samsung) se il colosso coreano non dirà le motivazioni reali del fallimento del progetto Note 7. Infatti secondo Kim Hyun-su, fondatore di IBK Asset Management, “i consumatori vogliono sapere la ragione per cui i Note 7 esplodono, così da capire che il prossimo modello non avrà gli stessi difetti – e aggiunge – Samsung deve fare chiarezza e ammettere cosa è andato storto.”

Nel frattempo questa incertezza ha fatto scendere del 10% le azioni nell’ultima settimana.

Samsung voleva consolidare la sua posizione sui propri concorrenti con Galaxy Note 7, ma alla fine le sue speranze sono andate letteralmente in fumo e a Samsung potrebbe fare seguito l’economia coreana.