Ci avviciniamo alla fine dell’anno ed è il momento di parlare dei flop tecnologici del 2018. Quest’anno è stato intenso e si potrebbe parlare per moltissimo tempo delle notizie tecnologiche che hanno ottenuto più visibilità. Se dovessi riassumere l’anno tecnologico che sta per concludersi userei consapevolezza. Credo che il settore non sia più visto come una nicchia scollegata dal mondo e popolata solo da esseri strani chiamati nerd. Anche i più scettici hanno dovuto ammettere che la tecnologia è presente nella vita di tutti i giorni e ha un impatto notevole.

Dopo questa piccola premessa è ora di scoprire quali sono state le notizie e gli avvenimenti tecnologici più negativi del 2018 secondo OutOfBit!

Gli scandali privacy di Facebook

Gli scandali privacy che hanno colpito Facebook sono tra i flop tecnologici del 2018

Se si pensa alla tecnologia e alle notizie più chiacchierate di quest’anno non si può non iniziare da Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg ha avuto moltissimi problemi da affrontare nel 2018.

Cambridge Analytica

Il primo e più importante riguarda sicuramente lo scandalo Cambridge Analytica, che ha fatto scalpore anche per i numerosi intrecci con le discusse elezioni USA 2016.

Quest’azienda si occupava di grandi quantità di dati (i cosiddetti Big Data) provenienti soprattutto dai social network. Sfruttando un’app che mostrava quiz agli utenti Facebook e registrava altre informazioni, si è riuscito a collezionare i dati di milioni di utenti, prevalentemente statunitensi. E’ bastato che 270 mila persone utilizzassero quell’app affinché i dati di 70 milioni di persone venissero immagazzinati e analizzati. Come è possibile? Gli analisti hanno sfruttato la funzionalità “Friends of friends”. Tutti i dati degli amici degli utilizzatori dell’app venivano automaticamente collezionati, senza richiedere alcun consenso.

Conoscere i gusti e le idee di così tante persone ha permesso di fare una propaganda mirata e ancora più efficace, orientando il pensiero politico di diversi indecisi.

Gli altri scandali privacy di Facebook

Questo è tutto? Assolutamente no! Gli addetti del settore hanno scoperto accordi segreti tra Facebook e diversi produttori di dispositivi, tra cui Apple e la tanto discussa Huawei per la condivisione dei dati degli utenti.

Quando il social network sembrava riprendersi dagli scandali la pubblicazione da parte del parlamento inglese di documenti interni ha messo alla luce una gestione non etica e trasparente dei dati degli utenti e delle relazioni con la concorrenza.

La ciliegina sulla torta dell’annus horribilis di Facebook è la scoperta di nuovi accordi segreti tra Facebook e Netflix, Spotify, Microsoft, Sony, Amazon e altre realtà. Qual era la merce di scambio questa volta? Dati personali, tra cui i messaggi privati inviati dagli utenti.

Cosa si può imparare dagli scandali privacy

Credo che da questi scandali ci siano assolutamente delle lezioni da apprendere.

La prima e più importante è la necessità di avere una regolamentazione maggiore nel settore tecnologico. Allo stato attuale è l’unico settore che gode di libertà neanche comparabili con tutti gli altri. Facebook non è solo una piattaforma dove scrivere stati filosofici. YouTube non è solo una piattaforma dove caricare vLog idioti o guardare filmati di gattini. E’ vero che è impossibile controllare a mano tutti i contenuti pubblicati ma se un contenuto può potenzialmente raggiungere miliardi di utenti sparsi in tutto il mondo devi assolutamente prendere delle misure per evitare abusi.

La seconda riguarda le conseguenze della rivoluzione tecnologica. I social network e gli smartphone hanno reso molto più semplici, immediate ed economiche moltissime attività. Bisogna però ricordarsi che paghiamo tutte queste innovazioni con i nostri dati.

In molti potrebbero considerarmi paranoico e dire che se non hai nulla da nascondere non devi temere dnulla. In questi casi mi limito a citare Edward Snowden, secondo cui rinunciare alla privacy perchè non si ha nulla da nascondere è come rinunciare alla libertà di parola perchè non si ha nulla da dire. Il mio augurio per il 2019 è che la sensibilità sul tema aumenti e gli operatori che fanno il loro meglio per tutelare la privacy vengano premiati da noi utenti.

PS: Se vuoi danneggiare l’azienda del buon Mark rimuovendo il tuo profilo ricordati che anche Whatsapp e Instagram sono gestite da Facebook. Se la privacy è un aspetto molto importante per te e sei stanco di politiche poco corrette, rimuovi tutti gli account creati sulle piattaforme di proprietà di Zuckerberg.

Concorrenti storici di Samsung nel mondo degli smartphone Android: HTC, LG, Sony

assenza di concorrenza nel mercato android per colpa di htc lg e samsung

Per molti anni Samsung ha avuto vita dura nel mercato smartphone. I Samsung Galaxy dovevano vedersela con i top di gamma di HTC, LG e Sony per lo scettro di miglior smartphone Android.

La concorrenza era davvero spietata e i numeri premiavano Samsung soprattutto, a mio modo di vedere, per la campagna marketing decisamente migliore. Con il passare degli anni i concorrenti hanno sempre fatto più fatica e Samsung ha potuto ergersi a regina indiscussa del mondo Android. La qualità dei dispositivi è certamente migliorata ed eccetto il discusso Note 7 con la batteria esplosiva  tutti gli smartphone non hanno sbagliato.

Questo 2018 a mio modo di vedere è stato l’anno che ha attestato definitivamente l’incapacità da parte di HTC, LG e Sony di fornire valide alternative agli smartphone Samsung. Xiaomi, Huawei, OnePlus e Google sono le uniche concorrenti valide e in grado di rompere il monopolio dei Galaxy nella fascia alta del mercato. Wiko e le altre aziende cinesi (più Xiaomi e Huawei) puntano alla fascia bassa e media del mercato con alternative più che valide.

I motivi del flop

Cosa è andato storto? L’assenza di una campagna marketing è sicuramente la principale indiziata di questo disastro. Minore pubblicità e minore collaborazione con i blog del settore significano minori vendite, che a loro volta significano meno budget per sviluppare validi telefoni. LG e Sony hanno altri settori da cui ricavare utili importanti: televisioni, elettrodomestici e console bastano e avanzano per tenere a galla questi due colossi.

HTC invece può solo sperare in un boom, atteso ma mai avvenuto, del settore della realtà virtuale per tornare a navigare in acque tranquille. Il visore HTC Vive è molto probabilmente il prodotto migliore in vendita al momento ma il prezzo e la maturità del settore lo rendono uno strumento di nicchia.

Con la giusta volontà credo possano tornare protagoniste di questo settore. Il 2019 sarà l’anno della rinascita per HTC, LG e Sony nel mondo degli smartphone oppure assisteremo a un nuovo flop tecnologico?

Scandalo processori: Spectre e Meltdown

la vulnerabilità meltdown colpisce unicamente i processori Intel

Non posso non parlare delle falle Spectre e Meltdown nell’articolo dei flop tecnologici del 2018. Dopo gli scandali privacy di Facebook, le vulnerabilità scoperte nelle CPU sono state l’argomento più trattato di questo anno.

Intel, AMD e i produttori che adottano ARM sono stati coinvolti nello scandalo, seppure in modalità differenti. Se vuoi rinfrescarti la memoria ti consiglio di leggere il nostro articolo di approfondimento sullo scandalo processori causato da Meltdown e Spectre.

Perchè parlo di un flop? Prima di tutto le reazioni alla notizia hanno dimostrato che la cultura della sicurezza informatica è ancora molto bassa.

Le falle di sicurezza non esistono solo nelle applicazioni e in molti lo hanno capito soltanto dopo l’annuncio di Spectre e Meltdown. L’uso di un antivirus è sicuramente necessario ma non sufficiente per proteggersi. Anche il kernel del nostro PC, insieme ai pezzi di codice che gestiscono l’hardware, possono avere bug sfruttabili dagli hacker malintenzionati.

La comunicazione delle falle da parte dei produttori non mi è piaciuta particolarmente. All’inizio si è puntato unicamente a minimizzare l’accaduto, per paura di un crollo delle azioni. Successivamente le aziende coinvolte hanno cercatto di far notare che anche i diretti concorrenti erano coinvolti in maniera uguale. Infine gli aggiornamenti correttivi venivano pubblicizzati come la soluzione a tutti i mali. Peccato che risolvere falle nella componente hardware non sia affatto semplice e le soluzioni impiegate andavano a rallentare. Un po’ come gli aggiornamenti al software delle macchine incriminate

La sicurezza informatica si migliora con trasparenza e cooperazione

Il mio augurio per il 2019 è che di fronte a incidenti simili le aziende coinvolte adottino un approccio maggiormente costruttivo e trasparente. Nei prossimi anni anni gli attacchi informatici e la scoperta di falle di sicurezza saranno sempre più frequenti. Il successo di una compagnia dipenderà sempre più da come è in grado di affrontare queste sfide.