Ogni anno a Montreal si tiene la Neuronal Information Processing Systems conference (NIPS), la prossima avverrà tra il 7 e il 12 Dicembre 2015. In questa conferenza i ricercatori delle più importanti università del mondo e delle più grosse compagnie di informatica si incontrano per confrontarsi ed esporre il proprio stato dell’arte nella ricerca e lo sviluppo di intelligenze artificiali sempre più evolute. Giusto per fare un esempio, l’anno scorso i dipendenti di Google, Microsoft e IBM presentarono delle conferenze in cui insegnavano come programmare computer per essere più veloci ed intelligenti nell’apprendimento. Un importante interlocutore che studia e sviluppa AI intelligenti era però assente: Apple.

Nelle conferenze di quest’anno, assieme a Google e Microsoft presenteranno i loro progressi il gigante cinese Baidu e l’americana Facebook, mentre il colosso di Cupertino non sarà ancora presente. In merito a questa assenza Bloomberg ha intervistato alcuni docenti di Computer Science, che collaborano con la NIPS conference di Montreal, per chiedere loro un opinione in relazione alle scelte di Apple nella gestione della segretezza delle informazioni in suo possesso.

A detta di Joshua Bengio, docente di computer science presso l’Università di Montreal, i ricercatori di Apple erano presenti sia alla presente edizione che a quelle passate, però gli era stato vietato dal loro datore di lavoro di riferire per quale società lavorassero. Sempre secondo Bengio questo è il tipico modo di comportarsi da parte di apple a tutte le più grosse conferenze di AI in cui lui abbia collaborato.

Secondo Richard Zemel, docente di computer science dell’Università di Toronto, l’ossessione di Apple per l’elevato livello di segretezza e fuori da ogni standard. Infatti, mentre i livelli di segretezza delle ricerche della Mela Morsicata sono più elevati di un piano della CIA, i suoi competitors fanno di tutto per spargere la voce in ogni angolo del pianeta in merito ai risultati delle loro ricerche. Google e Microsoft hanno sviluppato delle AI per i propri OS, rispettivamente Google Now e Cortana, che sono più intelligenti e reattive di Siri, consentendo il riconoscimento non solo della voce ma anche di immagini per avviare una ricerca, per non parlare del sistema di AI di Facebook che permette dire agli utenti non-vedenti cos’è contenuto nelle foto pubblicate dai loro amici.
Secondo Graham Taylor, docente di “Machine Learning” presso l’Ontario’s University of Guelph, la segretezza di Apple va oltre, impedendo ai propri dipendenti nuovi assunti di aggiornare il proprio profilo LinkedIn annunciando la loro nuova posizione o di comunicarla sui social come Twitter. Per paura di uno spionaggio industriale i progetti all’interno dei centri di ricerca di cupertino non vengono divulgati neanche ai colleghi, e non di rado succede che ci siano più team che lavorano ad uno stesso progetto senza esserne a conoscenza.

Queste politiche di elevata segretezza però non hanno pagato negli anni, secondo Bengio, infatti l’ultimo vero passo importante fatto nel settore AI da Apple è stato Siri nel 2010, progetto acquistato da una startup e non sviluppato internamente. Altro progetto con capacità predittive rilasciato dal colosso di Cupertino è Apple Maps, che però risulta non essere al passo con i prodotti dei competitors fornendo minori funzioni e peccando nel comparto di apprendimento delle abitudini dell’utente. Sempre secondo Bengio la scelta di non partecipare in modo attivo alle ricerche nel campo delle intelligenze artificiali, ma limitandosi a fare da spettatore silente, la farà rimanere indietro. Aggiungendo che questo limiterà anche la possibilità di assumere nuovi ingeneri che potranno aiutarla a raggiungere i suoi obbiettivi, perché come Bengio dice “chi vorrebbe lavorare in un ambiente chiuso in cui non ha la possibilità di potersi confrontare con il resto della comunità internazionale?”. A sottolineare questo pensiero c’è anche Trevor Darrell, managing director del centro di ricerca per il “machine learning” dell’Università di California a Berkeley, il quale sostiene che senza il dialogo costante all’interno della comunità scientifica molte ricerche non avrebbero trovato una soluzione, e per molti studenti questo fattore è cruciale per una scelta di una carriera.

Al momento Apple sta risolvendo la difficoltà nel trovare soluzioni interne, acquisendo nuove società come le più recenti Percepito e VocalIQ o assumendo ricercatori delle società competitor come Microsoft.

Voi che ne pensate della segretezza di Apple? E poi così vero che negli ultimi anni Apple non ha fatto passi importanti nello sviluppo di AI?

TheJayS