Magic Leap, una società statunitense sorta agli inizi del decennio, e immediatamente specializzatasi in realtà virtuale e aumentata, sta finalmente passando dalle “parole” ai fatti.

Dopo esser divenuta nota in tutto il mondo per aver ricevuto importanti finanziamenti da Google e da altre compagnie, finalmente Magic Leap ci sta facendo capire che cosa vuole essere in grado di fare (e forse è già in grado di realizzarlo) attraverso un brevetto registrato negli Usa, relativo a un paio di occhiali per la realtà virtuale. Tutto qui?

Gli occhiali Magic Leap per la realtà virtuale

Forse no. Il brevetto, depositato nel 2015 ma approvato solo in settimana, mostra infatti degli occhiali molto più sottili rispetto a quelli che sono utilizzati per poter integrare i visori per la realtà virtuale, contraddistinti dalla presenza di lenti tondeggianti ai cui lati trovano posto dei sensori. Il look del gadget è sicuramente più gradevole dei voluminosi visori per la realtà virtuale che fino ad oggi siamo stati in grado di apprezzare e di utilizzare, e dunque può garantire un valore aggiunto molto importante dal punto di vista del design e del comfort.

Purtroppo, però, non tutto è oro quel che luccica e, in ambito realtà virtuale, tale regola basilare sembra valere ancora con maggiore insistenza. Un portavoce della società ha infatti rilevato a Business Insider che in realtà l’azienda (con un valore monstre di 4,5 miliardi di dollari, anche se non ha ancora venduto nemmeno un dispositivo) non produrrà tali occhiali. Alcune altre fonti dagli Stati Uniti hanno tuttavia rivelato al sito che gli occhiali del brevetto sono pur sempre simili a quelli in lavorazione, che però sono più grandi, grossi e con un sensore di profondità tra le due spesse lenti.

Ma quando saranno disponibili tali occhiali? È ancora presto per poterlo dire, ma tutto lascia pensare – stime alla mano – che i dispositivi possano essere commercializzati già entro la fine dell’anno.

Intanto a Venezia…

Intanto a Venezia, come ampiamente atteso, la realtà virtuale è sbarcata alla 74ma Mostra Internazionale d’arte Cinematografica, dove ha fatto bella mostra di sé una sezione del Concorso dedicata esclusivamente alle nuove tecnologie e al futuro delle esperienze audiovisive, ottenendo un riscontro in termini di attenzioni e di curiosità davvero oltre le stime tanto che, probabilmente, uno dei 3-4 motivi per cui l’edizione sarà ricordata è proprio rappresentata dall’inserimento, all’interno del concorso, di film e cortometraggi realizzati interamente in realtà virtuale.

Allestito nell’isola del Lazzaretto Vecchio, Venice Virtual Reality ha proposto la possibilità di visionare ben 31 diverse opere, di cui 8 fuori concorso, mediante 3 modalità diverse: postazioni girevoli dotate di visori nel VR Theater, installazioni immersive e visione “stand up” che prevede anche fruizioni interattive.

Ma è davvero questo il futuro del cinema? Quel che sembra essere facilmente prevedibile è che con l’arrivo di massa (o quasi) di dispositivi come i visori VR (si pensi all’Oculus Rift o all’Htc Vive), possiamo divenire reali protagonisti non solamente della fruizione di prodotti audiovisivi, quanto anche di una diversa percezione del concetto stesso di realtà.

È infatti intuibile che, fornendo allo spettatore la possibilità di avvertire fisicamente delle sensazioni specifiche e dando allo stesso la possibilità di muoversi all’interno di precise narrazioni, l’esperienza cinematografica viene rivoluzionata, andando a stravolgere l’attuale canovaccio. Ma a quel punto sarà lecito parlare ancora di cinema? O il cinema con la realtà virtuale sarà un post-cinema? Forse è ancora troppo presto per poterlo dire ma, sicuramente, non è certamente troppo presto cercare di seguire con passione le evoluzioni di un contesto che sembra poterci proporre un numero sempre crescente di novità… che – ovviamente –proseguiremo a tenere sotto controllo. Continuate pertanto a seguirci per non perdere nemmeno un aggiornamento!