Microsoft ha fatto intuire che il brand Internet Explorer stia per ” morire”: sembra infatti che la società stia cercando un nuovo brand ad oggi conosciuto con il nome di Spartan.

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La nuova “Mission” aziendale avrà l’obiettivo di recuperare gli utenti perduti, i quali ad oggi preferiscono servizi concorrenti come ad esempio Chrome , sicuramente più performante ed affidabile. Spartan non rappresenta quindi solo il software del riscatto, ma anche l’inizio della fine per Internet Explorer, visto che quest’ultimo viene spesso accostato ad una tipologia di prodotto instabile, fallimentare e poco sicuro. Nonostante il browser si sia evoluto, in diverse versioni, non ha mai ottenuto i risultati sperati dalla stessa Microsoft: anzi, ancora oggi, gode di una fama poco invidiabile e nel web è facile imbattersi in immagine ironiche riguardanti questo browser.

Lunedì scorso Chris Capossela ha dichiarato:

“Stiamo valutando quale possa essere il nuovo brand, o il nuovo nome, che avrà il nuovo browser su Windows 10. Internet Explorer continuerà ad esserci, ma avremo anche un nuovo browser chiamato Project Spartan, in cui Spartan è il nome in codice. Dobbiamo trovargli un nome”.

L’obiettivo è quello di fermare la perdita di utenti che da anni affligge Internet Explorer: se diamo un’occhiata alle statistiche di StatCounter, il browser di Redmond è passato dal 70% delle quote di mercato globali del 2008 a meno del 20% di oggi, venendo ormai doppiato da Chrome. Un declino inarrestabile che potrebbe portare a risultati ancora più pietosi nel giro di pochi anni con un eventuale sorpasso anche da parte di Firefox. Sorpasso che in realtà in Italia (e in molti altri Paesi) è già avvenuto da poco più di un anno.

E’ palese che Spartan sia stato progettato prendendo in considerazione le esigenze dell’utente medio di Chrome, con l’aggiunta di nuove funzionalità in grado di riuscire a conquistare e mantenere un importante numero di utenti.

Microsoft si mette alla prova con l’intento di contrastare la concorrenza e ridare fiducia agli utenti nell’utilizzo dei suoi prodotti: ci riuscirà? Fateci sapere le vostre considerazioni!