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MacBook Pro M1 vs Intel: quale modello scegliere?

MacBook Pro M1 o Intel? Con l’introduzione dei nuovi prodotti Apple caratterizzati da architettura ARM (Advanced RISC Machine), l’utenza si è spaccata tra chi resta ancorato alla tecnologia più rodata e chi invece si è buttato a capofitto sugli M1.

Il nuovo processore infatti, è stato lanciato sul mercato accompagnato dall’entusiasmo dei tantissimi fan della mela. L’hype che ha accompagnato la commercializzazione degli M1 ha portato una certa utenza a sentirsi un po’ delusa una volta che ha potuto provare con mano tale soluzione.

Di fatto, nonostante le enormi potenzialità degli M1, vi sono ancora molti utenti legati ai processori Intel. Perché queste opinioni così contrastanti? In questo articolo metteremo di fronte MacBook Pro M1 e Intel, per cercare di capire quali siano i vantaggi e gli svantaggi delle due CPU.

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Macbook Pro M1 vs Intel: perché il processore è così importante?

Quando parliamo del processore di un qualsiasi computer, stiamo parlando di quello che è il vero e proprio “cuore” della macchina. Grazie a questo il dispositivo è in grado di avviare e gestire qualunque tipo di software.

All’atto pratico, dall’avvio del sistema operativo, fino al controllo della posta elettronica e alla navigazione via browser, il processore svolge un ruolo fondamentale, supportato da altre componenti come i banchi RAM. Chi ha dimestichezza con i computer sa bene come questa specifica tecnica sia tra le più importanti in fase di scelta di una macchina, che si tratti di un PC desktop, un notebook o, per l’appunto, un Macbook.

Senza scendere troppo nel tecnico, chi vuole valutare una CPU di un MacBook deve tenere conto del numero di core e della velocità di elaborazione dati, tanto per iniziare. In realtà, come vedremo in seguito, è necessario però approfondire le caratteristiche dei processori in maniera più dettagliata per comprendere realmente qual è la soluzione adatta alle proprie esigenze.

Velocità del processore in frequenza di clock

La frequenza di clock un buon indicatore della velocità a cui riesce operare il nostro processore: maggiore sarà questo valore, indicato di norma in gigahertz (miliardi di hertz), tante più operazioni sarà in grado di effettuare il tuo computer nello stesso lasso temporale.

Questa caratteristica la puoi trovare segnalata nella scheda tecnica del Mac e ti permetterà di conoscere meglio le capacità del dispositivo prima dell’acquisto.

Senza voler scendere nel tecnico, va detto che nel caso si intenda valutare su un PC la bontà o meno di una CPU entrano in gioco svariati altri fattori, come tipo di socket, cache ed eventuale scheda grafica integrata.

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Macbook Pro M1 vs Intel: le caratteristiche di un processore di ultima generazione

Un fattore fondamentale da considerare è sicuramente l’architettura di un processore. Quella dei processori Intel va dalla serie i3 (terza generazione) a quella molto più recente e all’avanguardia della serie i7 (ultima generazione). Intel ha sviluppato diversi tipi di processori per gli utenti che, mano a mano che sono stati lanciati sul mercato, hanno dimostrato una potenza di calcolo sempre maggiore.

A rendere gli i7 particolarmente apprezzati dai consumatori sono diverse caratteristiche come:

  • Una velocità di lavoro estremamente maggiore rispetto alla precedente, grazie alla funzionalità aggiuntiva del multitasking, ovvero una gestione più facile di app aperte contemporaneamente;
  • Un maggior numero di core rispetto al passato, con CPU dotati di 8 o 16 core;
  • L’introduzione della tecnologia Turbo Boost Max 3.0,  che aumenta individualmente la velocità dei singoli core ottimizzando le velocità di elaborazione;
  • Gestione fino a 128 GB di RAM, con velocità di esecuzione fino a 8 GT/s;
  • Il supporto alla cache può raggiungere fino a 16 MB Intel Smart Cache;
  • La massima velocità di clock è di circa 5.00 GHz per core, un valore di gran lunga superiore alle generazioni precedenti.

Quanto appena detto è solo un piccolo assaggio dei punti di forza dei processori i7 che, per molti versi, hanno rivoluzionato il concetto stesso di CPU.

Dopo aver descritto le caratteristiche del processore Intel andremo ora a vedere quali sono i vantaggi e gli svantaggi legati ai Macbook con processore Pro M1.

Pro e contro dei processori Apple M1

Il processore M1 è stato presentato durante il keynote del 10 novembre 2020, catturando subito l’attenzione di tutti i fan Apple. Analizzando questa nuova soluzione a livello puramente pratico, si tratta di una CPU realizzata con tecnologia costruttiva pari a 5 nanometri, dotata di ben 16 miliardi di transistor.

Tradotto a livello concreto, secondo gli esperti hardware il chip M1 è 3,5 più veloce rispetto ai “vecchi” processori Intel. Ovviamente, su questi risultati straordinari Apple ha fatto leva per pubblicizzare i suoi dispositivi dotati di tale tecnologia.

Un altro grande pregio del processore M1 è che possiede la migliore scheda grafica integrata al mondo: questa infatti può avvalersi di ben 2,6 teraflop di potenza, valore non lontano alle GPU da gaming entry level. Discorso simile con i core che, a livello prestazionale riescono a funzionare in contemporanea con circa 25 000 thread. Nonostante le potenze di calcolo, inoltre, questa nuova tecnologia sembra non avere particolare impatto sulla batteria per via delle ridotte dimensioni dei transistor, un fattore di cui tenere conto.

Arrivati a questo punto, il confronto MacBook Pro M1 vs Intel potrebbe sembrare avere esito scontato. In realtà, come vedremo in seguito, non è propriamente così.

Macbook Pro M1 vs Intel: perché la prima opzione non è sempre la migliore?

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Un salto così importante a livello tecnologico, con il passaggio dai processori Intel agli M1, porta inevitabilmente qualche fisiologica controindicazione. Pur legate alla transizione tra le due tecnologie, queste vanno comunque considerate accuratamente dal singolo consumatore prima di un eventuale acquisto.

Tra gli svantaggi più evidenti secondo gli utenti, vi è sicuramente la quantità limitata di RAM dei dispositivi con processore M1. I MacBook Pro con un processore Intel supportano un massimo di 32 GB di RAM, mentre con i Mac M1, purtroppo il limite è sceso a soli 16 GB. Questo significa che un professionista che usa il PC nel suo lavoro e opera in particolari settori (video editing o simili) e avrà bisogno di una quantità consistente di memoria, potrebbe avere difficoltà con i nuovi MacBook.

In ogni caso però, è giusto ricordare che l’architettura unificata del chip M1 ha la capacità di gestire la memoria in maniera ottimizzata rispetto ai processori Intel. Dunque i teorici 16 GB su un M1 rendono comunque meglio di altrettanta RAM su un i7.

Altro problema, facilmente preventivabile, per chi sceglie in questo momento un computer Mac con processore M1 riguarda la compatibilità limitata. Molti sviluppatori infatti, saranno costretti a rivedere e ottimizzare nuovamente le proprie app: ciò può portare, per un certo periodo, ad avere dei software non ottimizzati in ottica M1. Inoltre Docker, la soluzione di “virtualizzazione” degli applicativi più usata nello sviluppo software non è supportato, rendendo i Macbook M1 inutilizzabili per chi deve rilasciare software seguendo i principi della CI/CD (Continuous integration, continuous development).

Per cercare di ovviare a questo problema Apple ha deciso di creare Rosetta 2 in macOS Big Sur. Stiamo parlando di un emulatore che riesce ad avviare le app Intel su processori ARM. Qesta soluzione, seppur apprezzabile, non può risolvere tutte le criticità: alcuni limiti prestazionali restano molto evidenti e difficili da colmare nel breve periodo.

Problemi con l’emulazione dell’ambiente Windows

Altro svantaggio di questa soluzione da non sottovalutare: un Macbook con processore M1 non supporta Boot Camp. In pratica, questo significa che non sarà possibile installare sistemi operativi Windows su Mac con questo tipo di tecnologia. C’è però una possibile scappatoia.

Chi ha provato Codeweavers CrossOver, un sistema simile a Boot Camp ma funzionante anche con app Linux, afferma che esso può far funzionare le app Windows senza problemi. Inoltre, esperti del settore, affermano che Parallels vuole lanciare una nuova versione di Parallels Desktop per ARM, rendendo il suo celebre programma di virtualizzazione hardware disponibile per M1.

Sotto questo punto di vista, indipendentemente dal tipo di emulatore usato, va tenuto conto che un emulatore software ha prestazioni peggiori rispetto alla piattaforma nativa, in quanto parte delle risorse è dedicata alla correta esecuzione dell’emulatore.

Chi vince la sfida?

Lato prestazionale e utilizzi futuri, la sfida tra Macbook Pro M1 e Intel non esiste. M1  è una soluzione in grado di garantire un futuro più che radioso ai dispositivi Apple: le potenzialità sono notevoli e ovviamente non sono ancora espresse pienamente.

Il limite della RAM e le problematiche legate ad alcuni software sono quasi sicuramente problemi temporanei che nel giro di qualche mese (al massimo un paio di anni) verranno gradualmente risolti dagli attenti sviluppatori di Cupertino. Nel frattempo, Intel con i suoi i7 garantisce ancora una solidità ineguagliabile. Si tratta, d’altro canto, di una tecnologia già ben collaudata, che offre certezze a qualunque tipo di utente.

Dunque, per chi necessita di sfruttare una quantità elevata di RAM e di avere accesso a dei software specifici in ambito lavorativo, potrebbe essere meglio optare per una scelta conservativa, virando su Intel. Chi invece crede fermamente in Apple ed è disposto ad attendere qualche mese per poter sfruttare al meglio gli M1, può scegliere questa seconda alternativa consapevole di fare un investimento per il futuro.

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