Il 2017 potrebbe essere l’anno della consacrazione definitiva del crowfunding per il settore tecnologico

crowfunding italiano

l 2017 sembra essersi aperto spingendo ancora più forte sul pedale dell’accelerazione tecnologica e, soprattutto, su quella che ormai sembra essere una modalità di finanziamento davvero diffusa anche in Italia. Le prime notizie tech dell’anno, infatti, raccontano del boom del crowfunding, che sta interessando anche attività basate nello Stivale.

Piattaforme in salita. È di qualche giorno fa la partenza di una nuova campagna di equity crowdfunding, il finanziamento collettivo tipico della sharing economy, proposta da una società che nasce dalla collaborazione tra le equipe di ricerca delle Università degli Studi di Pavia e di Siena sul progetto “Biotechnology” promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che hanno sviluppato una nuova tecnologia per abbattere l’uso dei fitofarmaci e pesticidi in genere impiegati nella filiera agricola industriale.

Il crowfunding italiano. Quello della ricerca universitaria è solo uno dei vari ambiti in cui sono state attivate le campagne; in tutto il 2016, come certificato dai dati dell’Aiec (l’Associazione Italiana che raggruppa proprio le piattaforme di Equity Crowdfunding), ci sono state una ventina di iniziative tra startup e PMI innovative, che hanno generato una raccolta complessiva di 4,4 milioni di euro, ovvero dati più che triplicati rispetto a quelli del 2015 (7 campagne e totale raggiunto di 1,7 milioni).

Sempre più diffuso. E la previsione è consolidare ulteriormente questa modalità come strumento alternativo di finanziamento per le imprese e canale di investimento per i privati, grazie anche all’incremento della platea di investitori che sottolinea la crescente popolarità dei mezzi digitali. Se, infatti, nel 2015 gli investitori erano stati appena 261, nel corso dell’ultimo anno si è arrivati a quota 800 tra individui e imprese che hanno puntato su questi investimenti, anche grazie alle nuove piattaforme autorizzate da Consob.

Altri benefici in arrivo. È in questo panorama che si inseriscono anche gli interventi della politica: nella legge di bilancio 2017, approvata in via definitiva dal Senato agli inizi di dicembre, sono infatti contenute misure che potrebbero produrre effetti positivi sia dal punto di vista delle piccole imprese – e specificamente startup e PMI – che ricercano capitali per finanziare la propria crescita, che da quello dei risparmiatori che sono invece interessati a forme di investimento alternative a quelle tradizionali.

Cosa ci aspetta nel 2017. Questo ulteriore elemento, quindi, può essere la leva per vedere decollare definitivamente nel 2017 il crowfunding anche in Italia, una previsione che secondo gli esperti di Gsite si lega ad altre importanti tendenze del web marketing, come l’emotional brand e la predominanza del mobile. Dalle pagine del blog, infatti, questa agenzia web del Ticino ha delineato gli scenari che ci attendono all’orizzonte nel mondo di Internet, utili anche a implementare le possibili strategie di branding e marketing.

Il cane di Justin Bieber. Che il crowfunding sia in diffusione lo testimonia anche una recente notizia, molto curiosa, che riguarda il cane di Justin Bieber. O, per la precisione, un chow chow di sette mesi, gravemente malato di una grave forma di displasia all’anca, che era appartenuto alla popstar canadese che, a causa di mancanza di tempo per accudirlo in maniera adeguata, ne aveva fatto dono a un membro della sua dance crew, Cj Salvador, suscitando le ire della Rete per la decisione.

Un salvataggio online. Ebbene, il nuovo proprietario ha poi scoperto che il cane Todd aveva bisogno di un intervento chirurgico tanto delicato quanto costoso (circa 8 mila dollari americani), e per sostenere queste spese si è affidato proprio al web: il ballerino ha lanciato una campagna di crowdfunding su una piattaforma americana e, in poche ore, ha racimolato anche più dei soldi necessari. Insomma, una storia a lieto fine grazie al Web e, soprattutto, a un misterioso donatore di nome Jayden Smith (che in molti pensano essere non solo un omonimo dell’attore, figlio di Will Smith) che da solo ha contribuito con 6 mila dollari.