Tra i principali puzzle arcade mai esistiti durante gli anni Ottanta, Cubert ha saputo ritagliarsi dapprima uno spazio di nicchia, diventando poi invece protagonista di svariate reincarnazioni per Game Boy, PC ed ora iOS.

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Cubert, puzzle adrenalinico dell’età d’Oro del videogame

Nonostante le alternative moderne ai classici puzzle prevedano un’azione spesso legata a schemi studiati specificamente per le periferiche portatili, con la storica rinascita del popolare Cubert, ora disponibile per iOS, possiamo affermare di essere davanti ad un classico che perfettamente ha saputo tener briglia tesa davanti all’avanzare imperante degli elaborati rompicapo per i nostri smartphone e tablet. Cubert, va innanzitutto ricordato, è stato uno dei titoli che dal 1982 in poi ha svolto un ruolo significativo all’interno della cosiddetta “golden age” dei giochi arcade, periodo storico che usualmente si ricomprende tra il 1980 ed il 1985, che vide una notevole esplosione di giochi ormai facenti parte di un immaginario collettivo sempre più radicato, tra cui Asteroids, Galaxian, l’immortale Space Invaders, Star Wars, Donkey Kong, Pac-Man e decine d’altri, tra cui ovviamente l’immarcescibile Mario Bros.

Cubert è senza alcun dubbio da annoverare tra di essi, grazie alla bizzarria salterina del protagonista, un microscopico alieno dotato di un naso buffo e tubolare, che nel gameplay in oggetto dovrà saltellare da un blocco all’altro della piramide (a visione isometrica, fattore che faciliterà il gioco pur non rendendolo eccessivamente semplice) che costituirà il campo di gioco, al fine di modificare ogni faccia in un colore predefinito dalla CPU, dipingendo i cubi ricolorati ed assistendo ad un progressivo incremento della difficoltà: nei livelli più avanzati, sarà infatti necessario elaborare nella frazione di un secondo veri e propri pattern alternativi al classico salto al blocco più vicino, ripassando su blocchi già colorati (che potrebbero perdere la colorazione originale) evitando al contempo stuoli di nemici, tra cui la serpe Coily, che non stenterà anch’essa a rimbalzare di cubo in cubo per rintracciarci, oppure minacciosi sferoidi rossi in grado di piovere improvvisamente dalle profondità celesti sul nostro Cubert; avendo a disposizione, per tentare la più plausibile via di salvezza, dei soli piatti levitanti in grado di portarci da un’estremità all’altra del complesso piramidale.

Questo piccolo arcade di stampo old-style riproduce su iOS il feeling e parte del look originario di Cubert, grazie ad una responsività perfetta del touchscreen ed all’accurata riproduzione di suoni e movenze del protagonista in maniera del tutto aderente a quanto già visto nelle precedenti incarnazioni (tra cui una essenzialmente perfetta per Game Boy Classic, inframmezzata da piccoli “filmati” sul protagonista), l’intento di rendere l’esperienza puzzle del tutto simile a quella della passata Età d’Oro del videogioco è pienamente riuscita. Voto Finale: 8