Tra le digital delivery Steam più importanti degli ultimi tempi per gameplay e contenuti, Buzz Aldrin’s Space Program cerca di riportarci tra le atmosfere delle prime missioni spaziali, offrendoci una ricostruzione storica ingegnosa ed al contempo divertente.

space program

Buzz Aldrin’s Space Program: un ritorno alla guerra fredda

Tra tutte le argomentazioni peculiari che hanno permesso, storicamente, alla guerra fredda di estendersi per un periodo di tempo considerevole tra USA e Russia, va certamente annoverata la corsa allo spazio, spesso tesa senza scrupoli di sorta. Per rievocare sia il lato culturale e sociologico che quello più volto a misurare l’umano con la meraviglia del cosmo, Buzz Aldrin’s Space Program è attualmente quanto di meglio sia reperibile in tema di sbarco lunare videoludico, una tematica che ha attratto parecchi creatori e producer, tuttavia con risultati non sempre validi dal punto di vista di coinvolgimento ed emozioni. Il gioco in questione, direttamente dagli Slitherine Strategies, ci porterà negli anni in cui la corsa allo spazio si è particolarmente sentita, ovvero dalla metà degli anni Cinquanta del secolo passato. Il gameplay prenderà avvio, quindi, da questo antefatto, proponendoci una serie di missioni principali e subquest per arrivare all’agognato obiettivo: mettere per primi piede sul suolo lunare.

Gareggeremo ovviamente nei panni di USA o Russia per tagliare, con la nostra nazione, il traguardo per primi, avendo allo stesso tempo la possibilità di optare per più studi e ricerche realmente esistite e riprodotte nei loro dettagli più accessibili; tra gli esempi più peculiari possiamo ricordare le missioni Sputnik ed Apollo. In più ritroveremo un bonus particolarmente gradito, ovvero le missioni GSA (Global Space Agency), che ci permetteranno di accedere agli studi russi e statunitensi in merito al cosmo, scegliendo un obiettivo spaziale personalizzato di volta in volta. Tale modalità di gioco è ulteriormente customizzata ed estesa nella sandbox mode, in cui è possibile sbizzarrirsi senza sottostare a particolari vincoli di gameplay e trama. L’interfaccia di gioco è sobria e graduale e ci permette di comporre le nostre iniziative spaziali in più fasi, al termine di ognuna delle quali verrà calcolata una percentuale di effettivo successo per passare alla prossima. Non mancheranno, ovviamente, i lati più “drammatici” del gioco, ovvero il bilancio in termini di perdite di vite umane, nel caso in cui le missioni presentassero ben più di qualche dettaglio da rifinire.

Concludiamo quindi con un giudizio positivo nei confronti di Buzz Aldrin’s Space Program, grazie alla sobrietà delle interfacce, la gradualità calcolata delle missioni e la presenza di un piccolo e completo database informativo relativo alla situazione spaziale internazionale degli anni ’50. Un gradevole e, talvolta, necessario diversivo rispetto alla massa dei FPS galattici che ci propongono di trapassare ogni anfratto del cosmo a colpi di mortaio e lanciagranate. Voto finale: 8,5

Guida ai regali di Natale 2017 - banner - outofbit .