Le pressioni di AGCOM e del governo italiano cominciano a dare i loro frutti: ecco la scelta a sorpresa di Vodafone sul ciclo di fatturazione che, circa un anno e mezzo fa, passò inspiegabilmente a 28 giorni. Introducendo, di fatto, una mensilità in più da pagare…

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Le polemiche alla fine sono servite a qualcosa, le proteste dei consumatori a cui hanno fatto seguito iniziative di AGCOM e Parlamento italiano (presto dovrebbe essere presentato un disegno di legge ad hoc) hanno sortito effetti clamorosi. Vodafone ha deciso di anticipare un po’ tutti ed ha annunciato il ritorno al ciclo di fatturazione “classico”, quello a 30 giorni.

Nella primavera del 2016 la stangata che colpì milioni di utenti italiani, una scelta praticamente unanime da parte dei maggiori operatori telefonici nostrani ai quali, poco dopo, si unì anche Sky: fatturazione a 28 giorni, di fatto un aumento pressoché ingiustificato dei prezzi considerato che a fine anno risulta una mensilità da pagare in più.

Nei giorni scorsi è apparsa sul Corriere della Sera un’interessante intervista dell’a.d. dell’operatore rosso, Aldo Bisio, che – oltre a parlare dell’arrivo del 5G in Italia – ha annunciato senza remore: “C’è stata grande attenzione sulla questione da parte del Governo e di altre Autorità e ci siamo resi conto che è stato sottovalutato un elemento fondamentale per il rapporto coi nostri utenti: la trasparenza. Ed è per questo che presto torneremo al ciclo di fatturazione precedente e lo faremo nel minor tempo possibile. L’operazione nella primavera del 2016, comunque, fu effettuata nel pieno rispetto delle leggi e in linea con un mercato libero, peraltro in un contesto – quello italiano – con le tariffe tra le più basse in Europa”.

Insomma, al di là delle giustificazioni di rito, Vodafone ha provato almeno a uscirne con un’immagine “pulita”, anticipando i competitors in quella che probabilmente sarà una scelta inevitabile per tutti. I primi contratti che torneranno con fatturazioni a 30 giorni riguarderanno la linea fissa; seguiranno gli abbonamenti su rete mobile.

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