Benvenuti nel “Cantuccio di Guido“, dove i videogiochi e le chiacchere la fanno da padrone. Oggi parliamo del “videogiocare come passione“.

videogiocare

Incontro di rito con vecchi amici, i quali non si fanno sentire da giorni o forse mesi, quindi forse tanto amici non sono. Decidiamo all’uninanimità di andare a fare una partita a softair, attività che ha letteralmente conquistato l’interesse dei giovani. Ci organizziamo, fissiamo, e partiamo per il viaggio.

L’imbarazzo, almeno da parte mia, è abbastanza evidente, questi simpatici signori che fingono di essere grandi amiconi cercano di intavolare discorsi sulle “fighe”, sulla discoteca, sul bere e tutto ciò che possa far parte dell’ambiente, ovvero esattamente il mondo giovanile che io odio, o se si vuole dirlo diplomaticamente “non amo”.

Senza scendere troppo nei dettagli, durante questo amabile viaggio, si è trattato di un argomento a me caro: i videogiochi, finalmente! La felicità però è svanita immediatamente quando un individuo del gruppo, tra l’altro a me ignoto, ha proferito: ” se a 20 anni si continua a videogiocare si è dei coglioni, bisogna uscire, divertirsi, andare in discoteca ecc..”. Aveva appena aperto bocca e già non lo sopportavo, un record!

Non finisco di raccontare l’accaduto, ma sfrutto l’esempio per parlare di una questione a me molto cara: videogiocare non è solo per bambini! Videogiocare è semplicemente una passione, che può interessare sia ai bambini che agli adulti o agli anziani e come tale va rispettata.

Ogni essere presente in Terra ha un suo interesse specifico, un hobby, una curiosità e chi siamo noi per denigrarlo? Già nel lontano 18° secolo, all’interno della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” si affermava che la libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri, quindi perchè adesso ci permettiamo di offendere chi non ha i nostri stessi interessi?

Del resto dovrebbe ormai essere ben noto a tutti come ognuno abbia piena libertà nella scelta di hobby, passioni e affini e, allo stesso tempo, come queste attività debbano essere considerate tutte quante sullo stesso livello; in poche parole, non esistono passatempi di serie A e passatempi di serie B, ma purtroppo ancora oggi troppe persone sembra non riescano a (o non vogliano) capirlo…

È mai capitata anche a voi una situazione del genere? Fatemelo sapere nei commenti.