La Xiaomi aveva avuto un’impennata tale nelle vendite in questo 2016, che addirittura in molti l’avevano definita la Apple cinese. I terminali hanno una ottima qualità prezzo e molte persone, soprattutto in Cina, hanno deciso di puntare su questo brand, tra l’altro anche molto economico, piuttosto che rivolgersi ad aziende più care, come Apple e Samsung. Nonostante i buoni risultati di vendita, il brand asiatico non ha raggiunto i risultati sperati. Dopo il salto analizzeremo le probabili cause di questo risultato e i numeri in cui Xiaomi aveva sperato di arrivare.

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Quale era l’obiettivo prefissato per le vendite di Xiaomi?

Xiaomi aveva un obiettivo di vendite già prefissato e probabilmente visto l’ottimo andazzo del primo quadrimestre, era un obiettivo plausibile: l’azienda cinese aveva prefissato vendite tra gli 80 e i 100 milioni di unità. Non si sono discostati di molto, in realtà: le vendite di Xiaomi sono arrivate a 70 milioni di unità. Non male se si pensa che è un’azienda relativamente giovane e se si compara il risultato con Huawei, il primo produttore nazionale cinese, che ha raggiunto quota 100 milioni (come recentemente annunciato). La corporation non si è fatta scoraggiare da questo risultato, però, ed ha già annunciato che quest’anno entrerà nel mercato degli Emirati Arabi. In realtà, infatti, sebbene sotto le aspettative, le vendite del 2015 sono state superiori di 9 milioni di unità rispetto a quelle dell’anno precedente, quando aveva venduto 61 milioni di device.

Vendite Xiaomi sotto le attese: quali le cause?

Tra le cause delle vendite sotto le attese, sicuramente la concorrenza spietata. Huawei e Meizu si stanno facendo largo con la forza e dispositivi di buona qualità sul mercato. Un altro problema, che forse può essere considerata la causa principale, è quello del top di gamma. Xiaomi aveva annunciato il Mi5 che uscirà quest’anno a febbraio: se fosse arrivato sul mercato nel 2015, probabilmente, i numeri sarebbero stati ben altri.