Valiant Hearts: The Great War è un gioco di avventura-rompicapo a tema storico in due dimensioni, con una grafica in stile cartoonesco, rilasciato e realizzato da Ubisoft per PC, Xbox360, PS3, Xbox One e PS4, che sfrutta il motore grafico UbiArt Framework, con il quale sono gia stati realizzati altri titoli di successo come Child Of Light e Rayman Legends.

Valiant Hearts

Valiant Hearts: The Great War è ambientato durante la Prima guerra mondiale, e narra la storia di quattro personaggi, i quali cercano di aiutare Karl, soldato tedesco, a ritrovare la sua amata, Marie. Oltre a Karl, impersonerete Emile, padre di Marie, Freddie, volontario americano, e Anna, studentessa di veterinaria. I quattro si troveranno quindi a collaborare tra loro, e a diventare amici. A completare questo quadretto, troveremo anche il cane soccorso Walt, che non potremo però comandare direttamente, ma che ci tornerà invece molto utile in alcune circostanze che approfondiremo in seguito.

 

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La storia comincia in concomitanza con l’inizio delle ostilità, motivo per il quale Karl, che in quel momento viveva in Francia con Marie, viene richiamato in Germania per prestare servizio militare, cosa che fa anche Emile, ma in questo caso per la Francia. Troviamo quindi Emile, Freddie e Anna dalla parte degli alleati, mentre solo Karl dalla parte dell’asse. Da questo momento in poi i quattro protagonisti si ritroveranno catapultati nell’orrore della guerra, delle sue trincee e delle sue bombe, con la speranza che il conflitto finisca presto per tornare alle loro vite normali. Durante il gioco affronteremo alcune delle più importanti battaglie combattute sul fronte nord-occidentale, quello cioè tra Francia e Germania, come l’avanzata tedesca sulla Marna, la battaglia di Ypres o il tentativo francese di liberare Neuve-Chapelle per la sua posizione strategica. Il gioco è diviso in quattro capitoli che si dipanano per tutta la lunghezza del conflitto, dalla morte di Francesco Ferdinando arciduca d’Asburgo, che sancisce l’inizio delle ostilità, all’entrata in guerra dei Canadesi poco tempo prima della definitiva sconfitta della Germania. Inutile dire che questo titolo vi farà commuovere, dato che l’intera storia è carica di momenti che vi faranno emozionare, per culminare in un finale che per quanto possa essere atteso, saprà comunque farvi pensare e vi metterà a dura prova nel trattenere le lacrime.

 

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Uno dei motivi infatti per il quale questo gioco è stato realizzato, è proprio quello di ricordare, a esattamente cento anni di distanza, questo momento buio nella storia dell’uomo, per far sì che il ricordo di tutte quelle persone che hanno partecipato e che hanno perso la vita non vada perduto, soprattutto nelle nuove generazioni. Collegata a questa volontà è infatti l’incredibile approfondimento storico che Ubisoft ha portato avanti anche in collaborazione con gli storici del programma commemorativo francese della Prima guerra mondiale. Oltre ad aver realizzato mezzi, armi e divise in maniera impeccabile, nel titolo è presente anche un menù apposito consultabile durante la sessione di gioco, nel quale è possibile approfondire alcune particolarità delle battaglie a cui stiamo partecipando, le nuove tecnologie belliche (come i carri armati, le mitragliatrici, i gas ecc.) e anche alcuni dati numerici molto interessanti riguardo la divisione del lavoro all’interno di una popolazione, oppure le persone che hanno perso la vita sul campo di battaglia. Lo stesso cane di soccorso tedesco, Walt, è stato inserito proprio perché durante il conflitto erano stati utilizzati ben 30.000 cani dai tedeschi, per svolgere funzioni di soccorso, oppure per fare compagnia a feriti e persone in fin di vita.

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Dal punto di vista prettamente videoludico, il gameplay di Valiant Hearts: The Great War si compone di rompicapi da risolvere, piccoli quick time event e ostacoli da evitare, come possono essere bombe o colpi di mitragliatrice. Alcuni personaggi hanno inoltre delle abilità proprie. Emile può utilizzare la pala per scavare cunicoli, Freddie può tranciare il filo spinato, mentre Anna può curare i malati (ed è proprio curando i malati che ci verranno proposti i quick time event). I rompicapo che ci verranno proposti non sono complicati e sono risolvibili senza troppe difficoltà, anche se delle volte dovremo comunque fare delle prove prima di capire perfettamente come risolvere il rompicapo. Essi si compongono solitamente di leve da tirare, o piccoli puzzle da risolvere ed è proprio nei rompicapi che Walt torna utile al giocatore. Infatti potremo impartire ordini al nostro cane, che potrà raggiungere in questo modo zone a noi inaccessibili dove avrà modo di attivare leve o portarci oggetti utili al fine della risoluzione del rompicapo. Dal punto di vista del gameplay non sono quindi rintracciabili delle meccaniche di gioco che mettano a dura prova le capacità del giocatore, e anzi, la libeartà lasciata al giocatore è veramente poca, ma è una scelta ovviamente voluta dalla Ubisoft che punta sicuramente di più sulla parte emozionale e di avventura visiva del titolo, come testimoniato anche dall’impostazione molto cartoonesca dal punto di vista grafico e dalla profondità della storia.

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In conclusione, se da un gioco non cercate solo adrenalina o competizione con altri giocatori, Valiant Hearts: The Great War è sicuramente un gioco da avere e da gustarsi fino in fondo, che sa far riflettere e farci emozionare, cosa ormai rara in un mercato videoludico sempre più spara spara e con storie anonime messe lì giusto per vantare anche la componente single player.

 

Pro:

  • storia molto profonda
  • ottima caratterizzazione dei personaggi
  • veste grafica appropriata
  • emozionante
  • approfondimento storico eccellente

 

Contro:

  • poca libertà di azione per il giocatore
  • rompicapo a volte ripetitivi

 

Ci tengo però a precisare che i contro di Valiant Hearts: The Great War non intaccano assolutamente la qualità del titolo, come spiegato nella recensione, e che sono stati inseriti giusto per cercare il pelo nell’uovo.