Spotify

Negli ultimi giorni Spotify sta riscontrando un po’ di problemi soprattutto dall’utenza Apple in quanto ad alcuni permessi chiesti nel momento dell’utilizzo dell’applicazione. Come sappiamo qualsiasi sia l’applicazione installata sul nostro iPhone o iPad ha bisogno di poter utilizzare alcuni strumenti del nostro dispositivo. Un applicazione di messaggistica istantanea, tanto per fare un esempio, potrebbe richiedere l’autorizzazione ad entrare nella rubrica dell’utente per poter scansionare i numeri e trovare nuovi amici.

Spotify è un applicazione di streaming musicale, e richiede come abbiamo spiegato prima, di poter entrare in “possesso” di alcuni strumenti del telefono per poter funzionare correttamente. Iniziamo con il dire che Spotify si prende automaticamente il permesso di leggere il nome utente del cliente, di visualizzare il suo indirizzo IP e di comandare diversi sensori dello smartphone. C’è però una seconda parte di richieste necessarie che vengono elencate come “funzioni aggiuntive” e ci sono alcune parti che a noi utenti non sono andate a genio, Spotify ha quindi deciso di chiarire a cosa servono questi permessi.

Il permesso di leggere la nostra posizione specifica serve per poter conoscere dove siamo in modo da suggerirci, in base alla musica locale, migliori soluzioni di ascolto. L’accesso alle foto dal programma è richiesto non per spiarci, ma semplicemente per rendere più facile il cambio di immagine profilo o selezionare una di queste per un immagine copertina di una nostra playlist. L’accesso alla rubrica invece viene richiesto per poter trovare nuovi amici che utilizzano Spotify in modo da mettervi in contatto. L’accesso al microfono invece viene richiesto non per ascoltare sempre tutto quello che facciamo, ma per poter utilizzare Spotify con i comandi vocali. Siamo più tranquilli adesso?

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