Assieme alle principali alternative fornite da Motorola, Samsung e Google, la casa nipponica studia un nuovo smartwatch in grado di simulare la modularità, affinché ogni utente possa personalizzarlo.

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Sony, smartwatch modulari a misura d’utente

Nonostante una concorrenza in certi termini spietata (per la ristrettezza del segmento di utenti a cui l’alternativa smartwatch interessa), con i soliti brand noti Google, Samsung e Motorola, Sony ha recentemente deciso di portare alle estreme conseguenze i buoni risultati ottenuti con Sony Smartwatch, fondato su sistema Android Wear, sfruttando la propria conoscenza per creare un dispositivo basato sull’interfaccia a schermo E-ink (ovvero, la celebre carta elettronica) e che in seguito alle disposizioni dell’utente è in grado di mutare forma, raggiungendo quindi un approccio modulare del tutto simile a quello utilizzato nello smartphone Project Ara di Google.

La strategia E-ink potrebbe rivelarsi fruttuosa per estendere la durata della batteria del dispositivo: come già l’esperienza Amazon Kindle ha mostrato, è possibile raggiungere picchi temporali piuttosto notevoli nell’uso dello smartwatch, rappresentando una vera e propria mosca bianca nell’ambito generale dei wearables, che sono soliti utilizzare display LCD, che vanno dunque incontro ad un forte consumo: in 24 ore circa, i device in questione necessiterebbero altrimenti ricarica. L’idea e-paper di Sony va comunque estendendosi non solamente allo schermo, bensì anche al cinturino, che dovrebbe essere realizzato secondo tali specifiche, offrendo grande spazio a favore di notifiche ed info istantanee.

Cambiare l’aspetto e la funzionalità dello smartwatch diventa dunque fattibile con pochi passi, risultando all’avanguardia nel prossimo Smartwatch 3, modello che Sony augura di poter presentare completo di tutte le opzioni al più presto.