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ShakeAlert, il sistema di allerta rapida in caso di terremoti

avviso terremoto

Gli allarmi anticipati sui terremoti saranno una caratteristica standard su tutti i telefoni Android. In questo modo gli utenti non saranno più obbligati a scaricare l’app MyShake dello stato californiano per ricevere avvisi, come confermato dall’Ufficio dei servizi di emergenza del governatore.

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Lo stato ha collaborato con l’US Geological Survey e Google, il produttore di Android, per far sì che gli allarmi relativi ai terremoti possano “sbarcare” su tutti i telefoni che eseguono il sistema operativo comune.

Google sta incorporando questo strumento di avviso direttamente nel proprio sistema operativo”, ha affermato Brian Ferguson, vicedirettore per le comunicazioni di emergenza per l’Ufficio dei servizi di emergenza del governatore della California. “Gli utenti Android non dovranno più scaricare un’app per ricevere avvisi”, ha poi aggiunto.

Marc Stogaitis, Principal Software Engineer di Android, ha spiegato in un post pubblicato sul blog aziendale che i terremoti si verificano ogni giorno in tutto il mondo, con centinaia di milioni di persone che vivono nelle regioni sismiche. La tecnologia non prevede i terremoti: lo scopo del progetto è acquisire rapidamente i dati dai sensori sismici e inviare avvisi alle aree potenzialmente interessate se si verifica un terremoto di magnitudo 4.5 o superiore e se lo scuotimento proiettato in una particolare posizione è a un certo livello di intensità.

La tecnologia MyShake è stata sviluppata dall’Università di Berkeley e rilasciata nel 2019. A seconda della distanza da un terremoto, le persone potrebbero ricevere l’avvertimento nel giro di alcuni secondi o forse un minuto. Gli avvisi sono generati dal sistema ShakeAlert della California, che utilizza segnali da oltre 700 sismometri installati nello stato in grado di rilevare le onde P del sisma.

La rottura della faglia rilascia grandi quantità di energia che si accumulano nel tempo. Le onde P sono le onde “primarie”, mentre le onde S sono le “secondarie”. Le onde P sono quelle che arrivano immediatamente al sismografo, e pertanto l’app non può essere utile nelle aree che si trovano proprio sull’ipocentro: tuttavia, se l’allarme riesce ad arrivare nel giro di pochi secondi, ecco che le persone che si trovano ad una certa distanza potranno ripararsi sotto un tavolo e mettere in sicurezza i propri cari.

 


Fonte The Market Activity

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