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Non sarà solo una voce che si alzerà per commentare la proposta della riforma del gioco e dei casino online con bonus presentata dal Governo in Conferenza Unificata Stato, Regioni ed Enti Locali: sopratutto gli operatori si faranno sentire perché da questa proposta, ancora una volta, non si sentono tutelati e neppure protetti. Si ritrovano nuovamente in un mare magnum di incertezze, come prima, forse più di prima. E di quello che ci si aspettava… nulla di concreto. L’associazione più negativa è la Sapar che ritiene la proposta del Governo “ingannevole”, poiché non si tratta della soluzione al problema, anzi lo complica ulteriormente sia per gli operatori, ma anche per i giocatori. Tutto il settore si attendeva, dopo così tanto tempo, una riforma organica che raggruppasse tutta l’offerta di gioco: quindi, che comprenda non solo la riduzione degli apparecchi da intrattenimento, i locali generalisti e non, ma prevedendo nuove aperture di sale, ed anche in un gran bel numero.
Ancora una volta non si sono ascoltati “i desiderata” di tutta la filiera con un confronto disponibile ed equilibrato e, quindi, si continua ad occuparsi di questo settore in modo “assai approssimativo” ed è arrivato il momento di fermarsi a riflettere forse più a lungo, ma non si può certo intervenire con colpi di piccone sul settore ludico, facendo finta di volerlo sistemare. Le norme che l’Esecutivo vorrebbe inserire potrebbero produrre enormi danni, posto che certamente la riduzione del numero delle “macchinette” è indispensabile, ma non si può togliere ciò che può essere una sorta di “baluardo della legalità” sul territorio nazionale.
Le norme studiate e ristudiate dal Governo fanno tornare indietro di una quindicina di anni, e fanno offrire il gioco solo in locali allo stesso dedicati, ma basterebbe che “qualcuno che decide” faccia un giro in queste “sale dedicate” per comprendere che non sono locali sicuri (sopratutto per quello che concerne il gioco problematico) e, quindi, serve un “avvicinarsi al gioco” in modo assolutamente diverso. La proposta delle sale dedicate non è la soluzione, sarebbe forse meglio ritornare al vecchio contingentamento che avrebbe lo stesso risultato di ridurre del 30% gli apparecchi da intrattenimento, ma mantenendo le stesse location di oggi.
Il riordino del gioco e dei casino online consigliati, per chiamarsi organico, dovrebbe avvenire su tutte le offerte di gioco: secondo anche chi scrive non basta togliere le Awp dai bar quando sul nostro territorio si vendono i gratta & vinci negli uffici postali e negli ospedali! Questa “riforma” sembra studiata e messa in atto quasi per favorire le lobby del gioco e distruggere invece le industrie del gioco, e tutto ciò che rappresentano, a livello di tessuto economico, sopratutto regalando il gioco all’illegalità e, di conseguenza, alla criminalità. Se il Governo chiama questo “la riforma del gioco” ci sembra proprio che sia “fuori binario” e sembra che si voglia proprio applicare un vecchio adagio “Occhio non vede… cuore non duole”, ma se si vuole essere coerenti e responsabili ci vorrebbe un approccio veramente diverso. Il Governo dovrebbe dimostrare che non vuole favorire nessuno, ma che vuole riequilibrare veramente il settore e tutelare i giocatori cosa che con questa proposta non è stato messo in pratica. Non è una legge a tutela del settore né tanto meno dei suoi “frequentatori”.