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Recensione di LG C9, uno dei televisori 4k più attesi di quest’anno

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Disponibile in tre formati differenti, il televisore C9 di LG era uno dei modelli più attesi all’inizio di quest’anno in virtù del suo processore di fascia alta e del suo pannello oled. Che si scelga la versione da 55 pollici, quella da 65 pollici o quella da 77 pollici, si ha sempre la certezza di optare per un prodotto di qualità e proposto a un prezzo tutto sommato vantaggioso, soprattutto se messo a confronto con le cifre che contraddistinguono le offerte di Philips, quelle di Panasonic o quelle di Sony.

Come è fatto

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Il design moderno balza subito all’occhio, ma va detto che il C9 ha una base di appoggio che, per quanto stabile e in grado di prevenire qualsiasi oscillazione, è piuttosto ingombrante. A ben guardare non è molto più piccola del televisore intero, e ciò vuol dire che è necessario trovare uno spazio adeguato in cui appoggiarla.

La resa dei colori

Ciò che più interessa dei televisori 4k, e quindi anche di questo modello, è la resa cromatica. A dispetto di alcune lievi imperfezioni che caratterizzano il punto bianco, tendente al giallo e forse un po’ spento, la pre-calibrazione del C9 è di qualità ampiamente sopra la media. Se è vero che si notano minime perdite di dettaglio in alcune sfumature di scene particolarmente scure, è altrettanto vero che si parla di difetti su cui si può tranquillamente soprassedere. Insomma, nessun utente avrà mai di che lamentarsi da questo punto di vista, anche perché la precisione del colore è ottimale, e lo stesso si può dire per il bilanciamento del bianco. La gamma di colori che viene riprodotta è eccellente, mentre si riscontrano alcuni limiti per il volume massimo del colore nella parte superiore.

Le sfumature di colore

È pressoché impossibile percepire il banding, ma anche se questo si palesasse nella fonte che viene riprodotta sarebbe sufficiente ricorrere alla funzione denominata Smooth Gradation per far venire meno il problema. Certo, si perderebbe qualche dettaglio ma sarebbe comunque una soluzione di compromesso auspicabile. La riproduzione delle sfumature di colore è ottimale, mentre la struttura dei pixel è di tipo WRGB, esattamente come per gli altri oled. Il rapporto di contrasto infinito fa sì che anche la riproduzione dei colori saturi non lasci insoddisfatti.

La smart tv

Il sistema operativo installato è la versione 4.5 di Web OS, che si fa apprezzare per il carattere intuitivo della sua interfaccia, che denota una grande semplicità. Da notare la funzione Home Dashboard, che può essere considerata come una sorta di home che si può configurare nel modo che si vuole e in base agli utilizzi più comuni. La gestione delle varie app è ottimale, perché la seconda generazione del processore Alpha 9 non dà problemi di alcun genere. Insomma, reattività e fluidità si rivelano i punti di forza di LG C9 in versione smart tv, che propone numerose app native integrate. Non va dimenticato, poi, che lo store LG è uno di quelli meglio forniti. Per di più, è possibile programmare il telecomando come dispositivo universale per gestire altri device, più o meno come succede con la funzione OneRemote di Samsung. A seconda delle preferenze individuali, si può gestire il telecomando come puntatore del mouse o limitarsi a servirsi dei pulsanti direzionali. In alternativa, il microfono integrato consente di impartire i comandi direttamente a voce.

Che cosa c’è da sapere sulla qualità audio

Per chi è intenzionato a valutare l’acquisto di questo televisore uno dei parametri di cui tenere conto è quello che riguarda la qualità audio. In questo caso il responso è mediamente positivo, senza picchi in un senso o nell’altro. Di certo si possono apprezzare la pulizia e la chiarezza dei dialoghi, mentre il subwoofer integrato da 20 W regala bassi tutto sommato buoni. Tuttavia, quando il volume si alza il suono tende a distorcersi, il che lascia intuire che in ambienti molto ampi le due casse da 10W risultano inadeguate. Se si pensa al C8, di cui il C9 è l’immediato erede, si può parlare di un mancato miglioramento dell’audio, o forse addirittura di un peggioramento: c’è chi sottolinea che la colpa è della base d’appoggio, che non permette di direzionare l’audio in maniera adeguata.

Si può videogiocare?

Chi ha in mente di utilizzare questo televisore anche per i videogame non ha nulla di cui preoccuparsi: stiamo parlando, infatti, di un prodotto che si adatta alla perfezione alle esigenze di tutti i videogiocatori. Con la modalità di game attivata l’input lag per il 4K con HDR è pari a 13 ms: si tratta del migliore tra tutte le proposte in commercio attualmente, e il valore non muta a prescindere dalle risoluzioni. Una novità introdotta quest’anno è il Variable refresh rate.

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Bio autore

Il fondatore di OutOfBit. Recensore e presunto blogger poco tecnico ma tenace. Perito informatico, Dottore in Economia e Commercio.
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