Il ritorno di Nokia sul mercato degli smartphone non sembra aver creato quegli scossoni che i finlandesi avrebbero desiderato (ma non certo sperato, almeno in termini ragionevoli), ma le cose potrebbero presto cambiare!

Nokia 9

La “colpa” di tale impatto non esaltante potrebbe essere anche legata all’esistenza di un approccio piuttosto timido nei confronti dello stesso mercato dei device mobili, che Nokia ha cercato di “aggredire” con una gamma di telefonini non particolarmente rivoluzionari. Insomma, a mancare è stato il dispositivo in grado di far rimpiangere il tempo perso, e guardare con più ottimismo al futuro.

Nokia 9: the next big thing?

Ebbene, la situazione potrebbe cambiare con l’avvento del Nokia 9, cellulare finlandese che dovrebbe vedere la luce entro quest’anno e che, finalmente, sembra essere destinato a a importanti e rivoluzionari obiettivi, dei quali abbiamo parzialmente già parlato nel corso delle scorse settimane.

A scorrere le caratteristiche hardware che sono state fornite su alcuni siti internet orientali c’è di che essere particolarmente impazienti. In particolare, spicca la presenza di un display Quad HD da 5,5 pollici, realizzato con tecnologia AMOLED: quanto basta per domandarsi se, in fondo, tutto ciò possa coincidere con la volontà di trasformare il Nokia 9 in un visore per la realtà virtuale, vista e considerata anche la presenza di un potete processore Snapdragon 835 e da 6 GB di RAM, oltre alla tecnologia OZO Audio, che dovrebbe favorire la registrazione e la riproduzione di audio ad alta qualità.

Sempre a proposito di hardware, nemmeno il comparto fotografico lascia insoddisfatti. La doppia fotocamera frontale da 22 Megapixel, con due lenti Zeiss, e con un’unità frontale da 12 Megapixel, sembra essere sufficiente per poter porre il Nokia 9 ai vertici del settore per quanto concerne l’ambito fotografico. E se temete che una simile mole di hardware possa erodere troppa energia, nessuna paura: a combinare il tutto c’è una batteria da 3800 mAh, con ricarica rapida. La sicurezza è completata da un lettore per le impronte digitali, e da un sensore frontale per la scansione dell’iride.

Facebook “perde” l’inventore di Oculus Rift

Lettore realtà aumentata Oculus

In attesa di capire in che modo il Nokia 9 potrebbe diventare la nuova chiave di vostro accesso al mondo della realtà virtuale, una notizia è recentemente stata confermata, dopo le indiscrezioni degli ultimi mesi: l’abbandono di Palmer Luckey, co-fondatore di Oculus, da Facebook, la società che tre anni fa aveva acquisito proprio la società creatrice di uno dei più famosi sistemi per la realtà virtuale.

La “perdita” non è certamente irrilevante. Perchè Luckey, in fondo, non era solamente il co-fondatore di Oculus, bensì anche il suo membro più “visibile”, quello che si è speso maggiormente negli ultimi anni per poter alimentare il business della realtà virtuale e, in fin dei conti, uno degli uomini che ha contribuito maggiormente alla crescita del settore nel corso dell’attuale decennio.

Ad ogni modo, i più lungimiranti fanno sapere che in realtà l’abbandono di Luckey da Facebook non è del tutto inatteso. Molti osservatori hanno infatti notato che le apparizioni pubbliche di Luckey (uno che, di norma, non era raro a concedersi ai media) sono diminuite gradualmente fino a interrompersi del tutto, peraltro in coincidenza della presunta partecipazione del co-fondatore di Oculus a Nimble America, think-tank pro Trump particolarmente contestata per i mezzi utilizzati per denigrare la campagna di Hillary Clinton alle ultime presidenziali statunitensi.

A questo punto, rimane ancora da capire se Luckey abbia abbandonato Facebook spontaneamente o, magari proprio per le polemiche di cui sopra, sia stato gentilmente accompagnato alla porta. In ogni caso, da Facebook sono arrivate parole dolci di ringraziamento per quanto fatto in Oculus e, più in generale, per la realtà virtuale.

Ricordiamo infine che a capo della divisione Facebook che si occupa della realtà virtuale è da diversi mesi Hugo Barra, ex di Google e successivamente responsabile per l’espansione internazionale di Xiaomi.

, una notizia è recentemente salita alla ribalta nello stesso comparto: l’abbandono di Palmer Luckey, co-fondatore di Oculus, da Facebook, la società che tre anni fa aveva acquisito proprio la società creatrice di uno dei più famosi sistemi per la realtà virtuale.

La “perdita” non è certamente irrilevante. Perchè Luckey, in fondo, non era solamente il co-fondatore di Oculus, bensì anche il suo membro più “visibile”, quello che si è speso maggiormente negli ultimi anni per poter alimentare il business della realtà virtuale e, in fin dei conti, uno degli uomini che ha contribuito maggiormente alla crescita del settore nel corso dell’attuale decennio.

Ad ogni modo, i più lungimiranti fanno sapere che in realtà l’abbandono di Luckey da Facebook non è del tutto inatteso. Molti osservatori hanno infatti notato che le apparizioni pubbliche di Luckey (uno che, di norma, non era raro a concedersi ai media) sono diminuite gradualmente fino a interrompersi del tutto, peraltro in coincidenza della presunta partecipazione del co-fondatore di Oculus a Nimble America, think-tank pro Trump particolarmente contestata per i mezzi utilizzati per denigrare la campagna di Hillary Clinton alle ultime presidenziali statunitensi.

A questo punto, rimane ancora da capire se Luckey abbia abbandonato Facebook spontaneamente o, magari proprio per le polemiche di cui sopra, sia stato gentilmente accompagnato alla porta. In ogni caso, da Facebook sono arrivate parole dolci di ringraziamento per quanto fatto in Oculus e, più in generale, per la realtà virtuale.

Ricordiamo infine che a capo della divisione Facebook che si occupa della realtà virtuale è da diversi mesi Hugo Barra, ex di Google e successivamente responsabile per l’espansione internazionale di Xiaomi.