Quando si parla di musica online, il nome di Spotify è uno dei più gettonati. Grazie a questa piattaforma è possibile ascoltare e scaricare canzoni in maniera del tutto legale. Nato nel 2006, questo servizio ha avuto una diffusione notevole negli ultimi anni anche grazie alla sua natura che, di base è gratuita. Pur esistendo infatti abbonamenti a pagamento che eliminano gli spot pubblicitari, è possibile usufruire della piattaforma a titolo completamente gratuito.

Pensare che Spotify sia però l’unico servizio di questo genere disponibile online è errato. Vi sono diversi siti e piattaforme che offrono in maniera parzialmente gratuita (con la modalità definita spesso freemium) musica gratuita ma al contempo legale sul web. In questo articolo andremo ad individuare principali alternative a Spotify, dando un rapido sguardo alle caratteristiche che le contraddistinguono dai vari competitor.

Le alternative a Spotify

Nonostante le molteplici feature di Spotify, non manca chi cerca qualcosa di diverso. In tal senso, come vedremo nelle prossime righe, sono presenti alternative davvero interessanti che, seppur molte ispirate in qualche modo a Spotify, offrono un’esperienza utente diversa.

Last.fm

Lanciato nell’ormai lontano 2002, Last.fm è l’alternativa gratuita a Spotify più rodata. La prima caratteristica che salta all’occhio affidandosi a questa piattaforma è che la pubblicità è meno pressante rispetto al suo più quotato concorrente. A uno sguardo più approfondito però, si può capire come Last.fm sia comunque un degno concorrente per Spotify. Grazie ad algoritmi che lavorano sulle playlist, la piattaforma propone automaticamente altri brani attinenti ai gusti dell’utente e, talvolta, propone anche eventi musicali a tema.

Tra le altre cose è possibile vedere la cronologia dei brani ascoltati, salvarli in playlist, osservare i trend mondiali di ascolto e trovare altre persone con gusti musicali simili ai nostri. Nella ricerca dei brani si possono indicare due parametri, ovvero genere musicale e decennio. Fatto ciò è possibile sbizzarrirsi con i brani individuati e trovare praticamente canzoni nuove del nostro genere/periodo preferito. Per usufruire di Last.fm eliminando la pubblicità è necessario pagare un abbonamento da 3 euro al mese: tutto sommato una cifra molto bassa per un servizio decisamente piacevole.

Soundcloud

Soundcloud è un servizio che si discosta leggermente da Spotify. Esso infatti, oltre allo streaming musicale, si concentra con particolare attenzione sui podcast. Per chi è un fruitore abituale di questi contenuti, questo nome non suonerà sicuramente come nuovo.

Il servizio si pone verso gli utenti anche in ottica upload: qui è possibile caricare i propri podcast per renderli disponibili a chiunque. E sul lato prettamente musicale? SoundCloud offre solo parte dei propri contenuti a livello gratuito. Per poter accedere alla totalità di contenuti presenti, è necessario affidarsi a un abbonamento da 9,99 euro mensili. Si tratta di un’alternativa valida? SoundCloud pare un ottimo servizio per i podcast, mentre per quanto riguarda la musica vera e propria, forse è possibile trovare qualcosa di più economico.

Deezer

Deezer è un’altra alternativa a Spotify degna di nota. Questa piattaforma può contare su milioni e milioni di canzone che possono essere catalogate e suddivise in playlist. Le stesse playlist possono essere condivise e scaricate. Presente un servizio podcast e anche la possibilità di seguire il testo della canzone che si sta ascoltando.

I brani vengono proposti in qualità standard da 128 Kbit/s ma è possibile ottenere audio in alta qualità sottoscrivendo un abbonamento da 9,99 euro mensili. Con esso è inoltre possibile accedere alla libreria di audiolibri.

Jamendo

Un servizio poco conosciuto ma piuttosto interessante è Jamendo. Le canzoni presenti nel database sono numerose e, tra le altre cose, è possibile scaricarle in modo del tutto gratuito. Ciò perché esse sono disponibili con licenza Creative Commons e quindi gli utenti possono utilizzare come meglio credono tali brani. Anche se gradualmente Jamendo si sta aprendo anche a musica “commerciale”, risulta una piattaforma interessante per conoscere cantanti e band della scena indipendente o comunque in rampa di lancio verso il successo.

Ampache

Non poteva mancare un’alternativa a Spotify che fosse totalmente gratuita e opensource. Si tratta di Ampache e, oltre ad offrire un ottimo catalogo sotto il punto di vista musicale, propone anche numerosi video.

Oltre a risultare compatibile con Windows, Android, iOS e Linux, questo software riesce ad interagire con un gran numero di programmi come Dropbox, il vecchio Winamp, VLC, SoundCloud e tanti altri… naturalmente la musica presente è per la maggior parte CC e libera da diritti d’autore. Seppur non paragonabile a Spotify, può essere curioso provare questa app.

Google Play Music

Anche Google ha voluto lanciarsi in questo settore, con l’app Google Play Music. Forte di un periodo di prova di 90 giorni, questa app si mostra agli utenti come un’interessante alternativa a Spotify.

La piattaforma in questione non brilla decisamente per originalità: essa non dispone di audiolibri o contenuti esclusivi, limitandosi all’acquisto e/o al download di brani e interi album. Gli abbonamenti variano dai 9,99 sino ai 14,99 euro. Un servizio che, seppur interessante, appare piuttosto lontano da Spotify.

Apple Music

Non potevamo concludere la lista senza nominare Apple Music. Forte di una libreria che può contare ben 30 milioni di brani, quanto offerto da Apple non si limita al semplice ascolto. Risulta infatti possibile seguire band e interagire con altri utenti tramite commenti. Anche in questo caso il servizio è gratuito per i primi tre mesi: al termine di questo periodo, l’abbonamento varia dai 9,99 sino ai 14,99 euro.

Nota bene: a dispetto di quanto si possa pensare, Apple Music è disponibile anche su piattaforme esterne come Windows e Android.

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