Le schede SSD, almeno fino a qualche tempo fa, erano considerati supporti piuttosto vulnerabili, soprattutto all’usura.

Sotto questo punto di vista l’utenza è parsa spesso molto preoccupata ma, al giorno d’oggi, molte cose sono cambiare: ottimizzare l’utilizzo delle SSD non è più indispensabile, visto che da Windows 7 in poi, i sistemi operativi sanno automaticamente come gestire questo tipo di supporto.

Le schede SSD non sono più delicate come una volta

Esistono molte guide sull’ottimizzazione del tuo supporto SSD ma, la maggior parte, ad oggi è quasi del tutto inutile: alcuni dei consigli infatti sono obsoleti mentre altri non sono mai stati realmente necessari.

Gran parte dei consigli su “ottimizzare” Windows per un SSD comporta la riduzione della quantità di scritture sulla memoria. Questo perché ogni cella della memoria flash sull’unità ha solo un numero limitato di scritture prima che si usuri e non possa più essere utilizzata. Le guide affermano che dovresti cercare di evitare l’usura non necessaria della scheda SSD riducendo dunque al minimo la quantità di scritture.

In questo senso le preoccupazioni sono decisamente esagerate. Secondo i test portati avanti da Tech Report, la realtà è ben diversa: alcuni esperti hanno portato avanti dei stress test di 18 mesi in cui hanno scritto quanti più dati possibile sugli SSD per analizzarne il grado di usura. Ecco i risultati di questo interessante studio:

Negli ultimi 18 mesi, abbiamo messo sotto forte stress delle moderne schede SSD scrivendo in esse molti più dati di quanti ne avranno mai bisogno. Gli errori non hanno colpito la serie Samsung 840 fino a dopo 300 TB di scritture, e ci sono voluti oltre 700 TB per indurre i primi malfunzionamenti. Il fatto che l’840 Pro abbia superato il 2.4PB è a dir poco sorprendente“.

Parlando in termini più pratici: tenendo conto che anche dopo 700 TB gli errori riscontrati sono minimi, è possibile scrivere 100 GB al giorno sull’unità per oltre 19 anni prima che la scheda presenti le prime avvisaglie di errore.

A 2 PB, è possibile scrivere 100 GB al giorno sull’unità ogni giorno per oltre 54 anni prima che l’unità si guasti. È improbabile che tu possa scrivere tutti quei dati sull’unità costantemente ogni giorno… Probabilmente avrai cambiato supporto e computer stesso molto prima di allora!

Se  vero che il logoramento delle SSD  è innegabile, va anche detto che troppo a lungo si è considerato questo processo come molto più rapido di quanto realmente è.

L’importanza dei backup resta comunque fondamentale

È comunque necessario eseguire backup regolari dei file importanti, in quanto le SSD potrebbero avere altri problemi oltre all’usura, ma modificare i settaggi di Windows per scrivere un po’ meno sull’unità non potrà cambiare la situazione in alcun modo.

Altre guide consigliano di ridurre la quantità di file archiviati sull’unità SSD per risparmiare spazio. Questo perché gli SSD possono rallentare man mano che li riempi, proprio come qualsiasi altro supporto di archiviazione, ma questo era un espediente utile soprattutto quando questo genere di supporto offriva spazi piuttosto ristretti.

Le moderne SSD sono più grandi e meno costose, quindi non dovresti disabilitare funzioni importanti del sistema per rimanere entro i limiti di archiviazione.

Windows sa già come gestire la tua SSD

Esistono alcune ottimizzazioni importanti che il tuo sistema operativo deve effettuare con questi supporti, ma Windows le esegue tutte automaticamente. Se si utilizza una SSD con Windows XP o Vista, è necessario abilitare manualmente la funzione TRIM, il che garantisce che il supporto possa ripulire i file cancellati e rimanere veloce.

Tuttavia, sin da Windows 7, Windows ha abilitato automaticamente TRIM per qualsiasi tipo di unità che rileva.

Lo stesso vale per la deframmentazione del disco. L’esecuzione di una tipica operazione di deframmentazione su una SSD non è una buona idea: il tentativo di spostare tutti i dati in giro non accelera i tempi di accesso ai file come avviene su un’unità meccanica. Ma Windows lo sa già: le versioni moderne di Windows rileveranno la scheda SSD e disattiveranno automaticamente la funzione di deframmentazione.

Su Windows 8 e 10, l’applicazione Optimize Drives tenterà di ottimizzare ulteriormente i tuoi SSD. Windows 8 e 10 eseguiranno anche un tipo di deframmentazione ottimizzato SSD circa una volta al mese.

Windows 8 e 10 disattivano automaticamente anche il servizio SuperFetch per le unità di questo tipo. Con SuperFetch attivo su Windows 10 si abiliterà automaticamente sulle unità meccaniche più lente, mentre si disabiliterà per SSD veloci. Non è necessario modificarlo a mano: Windows 10 sa autonomamente fare la cosa giusta.

Windows 7 disabiliterà SuperFetch a livello di sistema se si dispone di un SSD abbastanza veloce.

Windows Update aggiorna automaticamente i driver hardware, indipendentemente dal fatto che tu voglia o meno, quindi non dovresti aver bisogno di trovare nuove versioni dei driver dal sito Web del produttore della scheda madre per cercare miglioramenti delle prestazioni.

Sfatiamo alcuni miti sulle SSD

È una buona idea lasciare dello spazio vuoto sulla tua SSD: la funzione Overprovisioning garantisce che il supporto abbia una memoria di riserva invisibile agli utenti, quindi non puoi riempire completamente la tua SSD senza preoccupazioni. Se la scheda sarà ricolma di file, talvolta non si notano neanche decrementi delle prestazioni.

Infine, diamo un rapido sguardo ad alcune delle leggende metropolitane che circolano attorno alle schede SSD:

  • Imposta il tuo piano di alimentazione ad alte prestazioni: di default, Windows utilizza un piano di alimentazione “bilanciato” che interrompe automaticamente l’alimentazione delle unità quando non sono in uso per risparmiare energia. È possibile passare a High Performance per mantenere sempre attivi tutti i supporti. Le unità andranno in standby solo quando non le utilizzi, comunque, quindi non vedrai nessun calo notevole delle prestazioni impedendo a Windows di spegnere l’hardware che non stai utilizzando (questa funzione può invece essere utile se stai usando un laptop con delle batterie).
  • Disabilita Ripristino configurazione di sistema: Disattivando questo servizio, Windows non creerà i punti ripristino delle configurazioni. Si potrebbe fare così: Windows 10 sembra disabilitare automaticamente il Ripristino di sistema su alcuni computer. Alcune persone sostengono che il Ripristino configurazione di sistema è sbagliato perché causa delle scritture sull’unità e occupa spazio, ma in realtà non si tratta di problemi di cui dovresti preoccuparti, come abbiamo spiegato.
  • Disattiva il file di pagina: questa non è una buona idea perché alcuni programmi non funzionano correttamente senza un file di paging, anche se hai molta RAM. Windows preferirà utilizzare la RAM se la RAM è disponibile, quindi un file di pagina non rallenterà nulla. Avere un file di pagina può comportare più scritture sul tuo SSD e occupare spazio su di esso, ma, di nuovo, non è un problema con i moderni SSD. Windows gestisce automaticamente la dimensione del file di pagina.
  • Disabilita l’ibernazione: secondo quanto molti dicono, disabilitando la funzione d’ibernazione si libera spazio aiutando il lavoro della scheda SSD sul tuo computer. La sospensione consente di salvare tutti i programmi e i documenti aperti anche se viene a mancare l’alimentazione e, come già sottolineato, le informazioni immagazzinate durante questa fase influenzano davvero pochissimo il ciclo vitale della SSD in questione.
  • Disabilita l’indicizzazione o il servizio di ricerca di Windows: alcune guide dicono che è necessario disabilitare l’indicizzazione della ricerca, una funzionalità che rende la ricerca di file più veloce. Sostengono che, con un SSD, la ricerca è già abbastanza veloce. Ma questo non è del tutto vero! L’indicizzazione crea un elenco dei file sull’unità e cerca all’interno dei documenti in modo da poter eseguire la ricerca istantanea full-text. Con l’indicizzazione abilitata, puoi cercare e trovare quasi istantaneamente qualsiasi file sul tuo PC. Con l’indicizzazione disabilitata, Windows dovrà eseguire la scansione dell’intera unità per cercarne il file all’interno: ciò richiede maggior tempo e risorse della CPU.
  • Fai in modo che Windows ottimizzi le tue unità tramite operazioni pianificate: Windows 10 abilita questa impostazione di default, così come Windows 8. Windows 7 non offre questa funzionalità per gli SSD, quindi non puoi attivarla.
  • Abilita “Nessun avvio GUI” da MSConfig: questa non è una vera ottimizzazione SSD. Nasconde il logo di avvio di Windows durante il processo di avvio. Nella migliore delle ipotesi, ciò potrebbe rendere l’avvio di Windows una frazione di secondo più veloce. Questa ottimizzazione non ha davvero importanza.
  • Disattiva Tempo di visualizzazione dell’elenco dei sistemi operativi: se sono installate più versioni di Windows o di un altro sistema operativo e viene visualizzato un menu che le elenca ogni volta all’avvio del PC, è possibile disattivare tale menu per rendere più rapido l’avvio. In ogni caso, contrariamente a quanto sostenuto da alcune guide, ciò non ha effetto sulle prestazioni o sulla durata delle SSD.