Un esperto SEO statutitense ha condotto una ricerca su 1 milione di risultati di ricerca Google per determinare quali sono i criteri usati per il posizionamento Google sui motori di ricerca di applicazioni per smartphone e iphone. Avere una app proprietaria è gia di per se un ottimo investimento ma saperla promuovere al meglio è un fattore determinante per il successo.



Ecco cosa possiamo trarre dalla ricerca:

1) Backlinks

I backlinks, ovvero i collegamenti ipertestuali che mirano ad una specifica pagina web, quindi sia il numero che la qualità, sono il fattore di maggiore influenza per il ranking di Google. Questo vale anche per le app. Ricevere link alla pagina di download spinge la app sui motori.

Ottenere un maggiore numero di link che rimandano alla propria pagina di download , aiutano ad un buon posizionamento Google, soprattutto se questi link poi, derivano da diverse pagine web. In poche parole Google premia la varietà e il numero di link che portano alla tua app o alla tua pagina, quindi, più link “sponsorizzano” la tua app o la tua pagina e migliore sarà il posizionamento Google.

Per una valida strategia SEO di posizionamento Google, dovrebbe essere necessario quindi mirare ad ottenere diversi domini, che siano di qualità, oltre alla quantità, quindi è opportuno capire che un backlink da una pagina più autorevole vale molto più, ad esempio, di 10 backlink di pagine più “scarse”.

2) Autorevolezza

Attraverso il Domain Rating possiamo misurare l’autorevolezza del link della pagina web,;Vi è una correlazione tra posizionamento Google e autorevolezza del sito web, piuttosto che autorevolezza del sito web stesso, quindi, se vi sono pià link verso la tua app, migliora anche il posizionamento delle altre pagine web.

3) MarketMuse

MarketMuse è perfetto per consentire ai marketer di creare e ottimizzare conetnuti ricchi e rilevanti per un ottima ottimizzazione, infatti è dato di fatto che un contenuto approfondito e ricco, è molto meglio interpretato e posizionato più in alto nella ricerca di Google, rispetto a contenuti scarni, generici e brevi. Da quando Google ha inserito l’algoritmo Hummingbird, non si limita solo a considerare le parole chiave, ma si è evoluta ad intelligenza artificiale, che capisce l’argomento trattato e l’intento che sta dietro alla ricerca.

Google non si limita più ad inserire nei risulati le parole che sono state scritte nella ricerca, ma fa molto di più: capisce il contesto, la “ricerca semantica”. Ecco appunto perché allora un contenuto ricco e approfondito porta benefici sul ranking di Google, che ritenendo la vostra pagina esperta dell’argomento, vi farà salire nel posizionamento di Google. E’ dimostrato inoltre che i contenuti più lunghi e approfonditi generano traffico maggiore anche sui social.

4) SERP sempre in evoluzione

Le SERP, ovvero le pagine dei risulati di ricerca di Google, sono sempre in evoluzione, in quanto con SEMrush Sensor evidenziamo dei dati di tante funzionalità sempre crescenti delle SERP, dette SERP features.

In sostanza, le funzionalità come local pack, sitelink e featured nippet, sono elementi aggiuntivi che si addizioano alla SERP aiutando l’utente nella ricerca rapida, senza bisogno di fargli cliccare il sito web per avere informazioni aggiuntive riguardo appunto il sito web o la app cercata, ma tutto gli risulta più chiaro direttamente dal motore di ricerca.

5) HTTPS

A partire da gennaio 2017 tutti i siti web che non fanno parte del protocollo HTTPS, sarnno ritenuti “non sicuri”, quindi saranno penalizzati nel posizionamento Google; a favore invece quelli con protocollo attivato che guadagneranno una migliore posizione nei risultati di ricerca, avendo più visibilità e accessi.

6) URL brevi

Google considera migliori pagine con URL brevi, considerando le parole dopo la quinta meno importanti, quindi, una URL troppo lunga ha scarsa autorità quindi se hai un sito collegato alla tua app meglio se ha un nome corto.

7) Immagine

Non vi sono prove di quante immagini influenzino il rankig di Google, ma almeno una immagine favorisce un migliore posizionamento.

8) Ottimizzazione di key

Adesso che Google si è evoluto, le parole chiave influiscono relativamente, infatti anche la parola chiave nel titolo, per quanto importante, non influisce più come un tempo nell’indicizzazione, meglio puntare sui contenuti descrittivi della tua app.

9) Attenzione alla SEO spam

Google Penguin, l’algoritmo introdotto da Google, penalizza la cosiddetta SEO spam, ossia quei siti web che fanno uso eccessivo delle tecniche SEO solo per aumentare visibilità, quindi è opportuno utilizzare le parole chiave in giusta misura, troppe key ripetute sulla descrizione della app potrebbero pernalizzarla.

10) Velocità di caricamento

La velocità di caricamento influenza il ranking di Google, quindi sempre meglio un sito che si appoggia alla app web, veloce e rapido per essere meglio posizionati e quindi maggiormante visibili.

Se hai altri consigli commenta questo post, grazie.

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