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Limitata app Enel su Android Auto, multa da 100 milioni di euro per Google

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L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha inflitto a Google una multa di circa 120 milioni di dollari (100 milioni di euro) per aver limitato un’app di ricarica di terze parti su Android Auto nel 2019. Il caso è iniziato con un’indagine nel settore del software automobilistico del gigante di Mountain View, che fino a ottobre 2020 prevedeva delle limitazioni sui tipi di app che potevano essere sviluppate e rilasciate per l’uso durante la guida.

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Il Gruppo Enel nel 2019 si era lamentato proprio del fatto che Google avrebbe limitato la sua app Enel X Recharge su Android Auto. L’applicazione del colosso energetico italiano può aiutare a trovare punti di ricarica per auto elettriche, una funzione che BigG ha aggiunto per la prima volta su Google Maps nel 2018. La multa riguarda Enel X JuicePass, che è la versione rinominata della stessa app con le medesime funzionalità. Insieme alla multa, l’AGCM ordina a Google di aprire Android Auto a più sviluppatori (cosa che in realtà l’azienda californiana ha già fatto, ndr) e di far entrare Enel Group sulla piattaforma.

“L’Autorità ha quindi ordinato a Google di mettere a disposizione di Enel X Italia, nonché di altri sviluppatori di app, strumenti per la programmazione di app interoperabili con Android Auto – fa sapere 9to5Google – Inoltre, l’AGCM monitorerà l’effettiva e corretta attuazione degli obblighi imposti tramite un esperto indipendente, a cui Google deve fornire tutta la collaborazione e le informazioni richieste”.

Prima di effettuare queste modifiche, Google ha richiesto alle app Android Auto di includere qualche tipo di opzione di messaggistica o riproduzione multimediale e una navigazione limitata a Waze e Google Maps. Da quando la società ha cambiato rotta, app di ricarica simili a JuicePass, come ChargePoint, sono state lanciate sulla piattaforma, apparentemente senza problemi. Tuttavia, non è da escludere che le denunce di Enel abbiano contribuito a far sì che il colosso di Mountain View procedesse con queste modifiche.

Dal canto suo, Google precisa di non essere d’accordo con la decisione dell’AGCM e ha replicato con una dichiarazione.

“La priorità numero uno per Android Auto è garantire che le app possano essere utilizzate in sicurezza durante la guida. Ecco perché disponiamo di linee guida rigorose sui tipi di app attualmente supportate, che si basano su test di distrazione del conducente e standard normativi e di settore – fa sapere BigG – Migliaia di applicazioni sono già compatibili con Android Auto e il nostro obiettivo è consentire a un numero ancora maggiore di sviluppatori di rendere disponibili le loro app nel tempo”.

“Per esempio, abbiamo introdotto modelli di riferimento per le app di navigazione, di ricarica per le auto elettriche e per il parcheggio, che sono aperti e a disposizione degli sviluppatori – ha poi aggiunto Google – Siamo rispettosamente in disaccordo con la decisione dell’Autorità Antitrust, esamineremo la documentazione e valuteremo i prossimi passi”.

 


Fonte The Verge

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