Arrivano dati incoraggianti sulla produzione di iPhone X, ma per adesso Apple è ancora lontana da una media accettabile: sarà davvero dura fronteggiare l’enorme richiesta prevista già in fase di pre-ordine. Intanto emergono nuovi dettagli sui problemi causati dalla TrueDepth Camera…

iphone x immagine copertina

Che ci fosse uno scotto da pagare era chiaro più o meno a tutti. Non erano stati immaginate, però, difficoltà così evidenti in fase di produzione: iPhone X sarà per alcune settimane (se non mesi) una sorta di oggetto misterioso. Saranno pochi i fortunati ad averlo tra le mani già prima di Natale, nonostante oggi siano arrivate notizie incoraggianti dalla filiera produttiva.

Rosenblatt ha pubblicato un report a firma Jun Zhang in cui si afferma che Apple è riuscita a quadruplicare la produzione settimanale che passa da 100mila a 400mila unità. Poco, ancora molto poco. iPhone X sarà disponibile al pre-ordine il prossimo 27 ottobre e dal 3 novembre dovrebbe arrivare nei negozi (chissà se qualcuno riuscirà davvero a vederlo…). Nonostante le ultime stime al rialzo, si calcola che per inizio dicembre saranno soltanto 1 milione (o poco più) gli esemplari in circolazione. Una cifra ridicola di fronte alle stime che circolano da mesi e che pronosticano almeno 80-90 milioni di iPhone X venduti nei prossimi mesi.

Le previsioni parlano di 20 milioni di iPhone X prodotti nell’ultimo trimestre del 2017, 50 milioni nel primo del 2018. Alla base di questo netto miglioramento c’è la questione relativa alla TrueDepth Camera, la vera causa di questi clamorosi ritardi. Più in particolare l’attenzione si è concentrata su un componente della rivoluzionaria fotocamera, il proiettore di punti, con Himax Technologies che ha già fatto partire le spedizioni dei nuovi pezzi che renderebbero la produzione più semplice e veloce. Insomma, mentre in tutto il mondo spuntano come funghi i cartelloni pubblicitari di iPhone X, ancora non è chiaro quanti esemplari saranno effettivamente disponibili ad inizio del prossimo mese. Apple ci ha abituato negli anni ad autentici “miracoli” in questo senso, le prossime settimane saranno probabilmente decisive per evitare consegne con tempi inenarrabili.