Benvenuti nel “Cantuccio di Guido“, dove i videogiochi e le chiacchere la fanno da padrone. Oggi parliamo dello “inganno videoludico“.

inganno

È ormai da un po’ di tempo che non scrivo, mi scuso con i pochi (sigh!) seguaci, ma, per via di mille imprevisti, non ne ho avuto la possibilità. Nonostante tutto, ho iniziato la serie Portal, vero e proprio gioiello di Valve. Ne ho sentito parlare bene, anzi ottimamente, per anni e finalmente ho capito a cosa facevano riferimento.

Si tratta di un vero e proprio rompicapo dove si affrontano svariati pericoli presenti nelle camere di test, e per farlo si utilizza un’arma capace di creare due portali, ovunque si voglia, usati poi come mezzo di teletrasporto.

Lo devo ammettere, è una genialata! Per superare i livelli mi sono dovuto sforzare a pensare innaturalmente e, nonostante i miei sforzi, il gioco mi traeva spesso in inganno.

Inspiegabilmente da tutto ciò mi è sorta spontanea una riflessione, non legata al titolo in questione, ma all’intero parco videoludico: i giochi sono da sempre visti come momento di svago, un qualcosa che ti distrae nei momenti di libertà. Eppure alcuni titoli inducono a sforzarsi, spremersi le meningi o anche solo a ripetere e ripetere livelli prima di poterli completare. Ti obbligano con il loro fascino a ritagliare loro del tempo, inizialmente non previsto, diventando così più di un semplice svago per i momenti di noia. Si tramutano in qualcosa di molto più longevo e attraente di quanto non potevamo immaginare, inducendoci a pensare che ciò sia dovuto esclusivamente all’ottima fattura del gioco stesso. Ma è veramente così?

Ecco che arriviamo al fatidico inganno videoludico; sono molti i casi infatti, e di esempi potrei farvene a decine, nei quali un videogioco, o addirittura un brand, ci ruba del tempo, lasciando a noi, poveri videogiocatori, l’idea che ciò a cui stiamo dedicando momenti preziosi della nostra vita sia bello. Già, perché è normale che la mente umana tenda ad associare la longevità alla bellezza, spesso anche erroneamente per la gioia dei produttori e dei loro portafogli.

Spesso però se provassimo a soffermarci in modo anche solo leggermente più accurato su ciò a cui stiamo dedicando le nostre preziose giornate, l’inganno apparrebbe evidente. Troppe volte infatti i videogiochi che trattiamo trasudano bug e imperfezioni da tutti i pori, ma con ancora più frequenza noi non ce ne accorgiamo e trascuriamo questi aspetti, incantati dalla stregoneria del gioco. E intanto il contatore delle ore cresce…

Anche voi vi siete mai trovati in una situazione del genere? Fatemi sapere la vostra nei commenti!

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