Fra 30 anni saremo immortali, infatti la nostra anima e la nostra mente potranno continuare a vivere in un computer.

immortali

L’immortalità è sempre stata parte dei sogni e dei desideri degli esseri umani, fin dall’antichità ai giorni nostri, passando attraverso opere, libri, racconti e film, ma oggi tutto questo sembra stia per diventare realtà.

Entro il 2045 gli esseri umani potranno diventare immortali, grazie ai computer le nostre menti saranno spostate all’interno di un computer che manterrà viva la nostra “anima” in eterno ma senza un corpo. Questo è lo scenario descritto dai partecipanti del congresso internazionale Global Futures 2045.

Questo evento è organizzato dal russo Dmitry Itskov, un magnate che sta finanziando un progetto che permetta all’umanità, o a pochi eletti, di divenire immortali.

 

Vari personaggi di fama mondiale si sono quindi riuniti per dare la loro visione sua una futura immortalità umana.

Kurzweil, ingegnere alle dipendenze di Google, sostiene che nel 2045 disporremo di tecnologie avanzata in grado di creare una super-intelligenza, la singolarità, un concetto che prevede che l’intelligenza dei computer vada a superare quella del cervello umano. Il tutto grazie alla tecnologia BCI, nata inizialmente per la riabilitazione fisica.

Theodore Berger, ingegnere neurale dell’università della Southern California, sostiene che la BCI possa essere modificata per andare a sostituire una parte dell’ippocampo, andando a registrare ed immagazzinare la memoria a breve termine rendendola disponibile in formato digitale. Esperimenti che sono già in fase di test su ratti e scimmie.

Martine Rothblatt, amministratore delegato di biotech United Therapeutics Corp, invece non è andato per il sottile sostenendo che “lo scopo della biotecnologia è la fine della morte”. Tanto da sostenere fermamente che ci sarà la possibilità di creare dei cloni della nostra personalità, in una forma già abbozzata al di sotto della struttura del social network Facebook.

immortali

Le ideee e i progetti hanno del surreale e fa davvero provare una strana sensazione pensare alla fine del ciclo di vita e morte, ma c’è anche chi ha smorzato gli entusismi. Infatti Roger Penrose, fisico dell’Università di Oxford, sostiene che la coscienza è legata a fenomeni di meccani quantistica e questo porta alla necessità di utilizzare computer quantistici.

Per il momento tutto rinviato al 2045, ci attendono circa 30 anni di accesi dibattiti e di grandi rivoluzioni.

Via