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IBM ha appena annunciato il primo chip a 2 nanometri al mondo

ibm chip 2nm

Quando si parla delle aziende produttrici di componenti che alimentano gli smartphone vengono ovviamente in mente tanti nomi. Tra questi, tuttavia, non figura praticamente mai IBM. Anche per questo ha destato una certa sorpresa l’annuncio della famosa azienda statunitense, che ha confermato di essere riuscita a creare un transistor per il nodo di processo a 2 nm utilizzando l’architettura del dispositivo a nanosheet Gate-All-Around (GAA). Questa innovazione consentirà a IBM “di adattare 50 miliardi di transistor in uno spazio delle dimensioni di un’unghia”.

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Gli attuali chip maggiormente all’avanguardia, come Apple A14 Bionic e Snapdragon 888, utilizzano il nodo di processo a 5 nm. L’A14 Bionic inserisce 134,09 milioni di transistor in un mm quadrato, rispetto agli 89,97 milioni dell’A13 Bionic. Il numero totale di transistor imballati all’interno dell’A14 è di 11,8 miliardi rispetto agli 8,5 miliardi utilizzati sull’A13 Bionic.

Maggiore è il numero di transistor che si adattano a uno spazio di mm quadrato, più potente ed efficiente dal punto di vista energetico è il chip. Dal nodo di processo a 7 nm utilizzato su A11 Bionic e Snapdragon 865 al nodo a 2 nm di cui parla IBM, l’aumento delle prestazioni sarebbe pari al 45% utilizzando la stessa quantità di energia: ciò significa anche un risparmio energetico del 75% allo stesso livello di potenza.

Per fare in modo che possano essere inseriti miliardi di transistor all’interno di un chip, IBM ha scelto di utilizzare la Extreme Ultraviolet Lithography (EUV), che produce linee più piccole della luce visibile. Queste linee creano i modelli che verranno utilizzati per creare i circuiti.

Stando a quanto affermato da IBM, l’utilizzo di un chip da 2 nm potrebbe risultare importantissimo per la durata della batteria degli smartphone. “In prospettiva – rivela IBM – i processori a 2 nm utilizzati nei telefoni cellulari potrebbero quadruplicare la durata della batteria rispetto agli smartphone che utilizzano la tecnologia di processo a 7 nm, come iPhone 11, Samsung Galaxy S10 e Google Pixel 5. In base all’uso medio, ciò significa che il telefono dovrebbe essere ricaricato solo una volta ogni quattro giorni”.

Il fatto che IBM abbia realizzato il primo chip a 2 nm al mondo rappresenta un grande impulso per l’industria dei chip negli Stati Uniti. L’anno scorso, la migliore fonderia del mondo, TSMC, ha annunciato la costruzione di una fabbrica da 12 miliardi di dollari in Arizona, mentre un recente articolo riportava che gli Stati Uniti avrebbero richiesto la costruzione di cinque fabbriche aggiuntive. D’altronde è noto che gli USA stiano cercando di portare la produzione di chip fuori dall’Asia, in modo che i produttori globali non debbano preoccuparsi del rapporto tra la Cina e gli altri paesi.

Ma quando vedremo sul mercato i primi chip con processo produttivo a 2nm? Chiaramente quello comunicato da IBM è solo un primo passo, e servirà ancora del tempo prima di poter avere tra le mani uno smartphone alimentato con un tale processore.


Fonte Phone Arena

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