Huawei ha lanciato l’aggiornamento open beta EMUI 9.1 su altri suoi otto telefoni. La società ha iniziato il beta test EMUI 9.1 lo scorso mese di aprile e ora ha ufficialmente avviato la terza fase di distribuzione dell’aggiornamento dell’interfaccia.

huawei emui 9.1

Questo terzo “step” include i seguenti telefoni: Huawei Mate 9, Huawei Mate 9 Pro, Huawei Mate 9 Porsche Design, Huawei P10, Huawei P10 Plus, Honor V9, Honor 9 e Huawei Nova 2s. All’inizio del mese di giugno, Huawei ha lanciato la versione Open Beta di EMUI 9.1 per altri 14 telefoni. In totale, la casa di Shenzhen ha in programma di distribuire l’aggiornamento EMUI 9.1 su ben 49 telefoni.

Tra i telefoni Huawei che hanno ottenuto l’aggiornamento Open Beta EMUI 9.1 nella terza fase ci sono anche diversi dispositivi “datati”, ovvero quelli che il colosso cinese ha messo in commercio nel biennio 2016 – 2017. Gli utenti idonei possono scaricare l’aggiornamento tramite i forum dell’azienda. Prima di procedere al download della beta build di EMUI 9.1, è sempre meglio assicurarsi che i telefoni dispongano di spazio di archiviazione interno sufficiente: in caso contrario, non sono poche le possibilità che l’installazione dell’aggiornamento fallisca.

Si tratta senza dubbio di un aggiornamento molto importante per i possessori di questi smartphone Huawei/Honor, specialmente tenendo conto del fatto che l’azienda sta attraversando un momento molto difficile in seguito al “ban” imposto dall’amministrazione Trump e la conseguente revoca della licenza da parte di Google.

huawei ban trump

Una mazzata che viene messa ancora più in evidenza dai dati forniti da Gartner per il primo e secondo trimestre del 2019, che certificano come Huawei abbia “retto” nei primi tre mesi dell’anno ma si sia ritrovata in grossa difficoltà da marzo in poi: basti pensare che nel mese di giugno il produttore cinese ha registrato un calo delle vendite rispetto a maggio del 9%. I problemi di Huawei fanno “gioire” ovviamente la concorrenza, con Samsung e Xiaomi pronti a riprendere terreno nei confronti dell’azienda cinese.

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